Tolstoj ha sempre ragione. Cosa c’entra Tolstoj con Il giorno dell’ape? Beh, sappiamo fin dal 1877 che le famiglie felici sono tutte simili tra loro, ma quelle infelici lo sono ognuna a modo suo. E la famiglia Barnes, di infelicità ne racchiude parecchia. Ognuno di loro, padre, madre, figlio, figlia, ha un piccolo universo di dramma racchiuso in una vita che sembra ordinaria e perfetta, fino a quando i problemi economici di Dickie non travolgono tutto e tutti. E allora viene fuori tutto il fango che avevano nascosto bene.
Non ascoltate quel che dicono in giro. Chi dice: un romanzo divertentissimo. Be’, sì, se la vostra idea di musica allegra e spensierata sono i Radiohead, allora è divertente. Perché no, è un romanzo magnificamente triste.
Chi dice: ma non si capisce niente, non c’è la punteggiatura. Non è vero: solo i capitoli dedicati a un certo personaggio sono senza punteggiatura, e se aveste letto bene le pagine iniziali avreste capito anche il perché.
Chi dice: ma il finale non si capisce. Be’, qui non posso spoilerare. Fatevi un favore: leggetelo. E capirete il senso della grande verità sull’universo che ci svela Paul Murray, ovvero che all’universo noi interessiamo poco o niente.
