Re Bianco
«Spero che tu non ti sia già dimenticata di me. Giochiamo?». Quando Antonia Scott riceve questo messaggio, sa benissimo chi glielo ha inviato. Sa anche che questa partita è quasi impossibile da vincere. Ma ad Antonia perdere non piace e, se perde questa battaglia, le avrà perse tutte. È il momento della resa dei conti, dello scontro faccia a faccia con il suo nemico numero uno. E sarà uno scontro spietato, un ballo diabolico a un ritmo convulso, una crudele caccia al tesoro costellata di trappole mortali in cui ogni tappa è più pericolosa della precedente. I fili, come sempre, verranno mossi dall’alto: la regina è la figura più potente della scacchiera, ma un pezzo degli scacchi non deve mai dimenticare che c’è sempre una mano che lo dirige. Anche questo, però, è tutto da vedere.
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zamignanivinci
Penna Esordiente
Alice Mignani Vinci
Assistente sociale, Criminologa, Educatore Professionale, Esperta in Comunicazione e Scienze Forensi. Laureata con lode in Scienze della Comunicazione presso l’università degli studi Roma Tre, prosegue con un secondo titolo in Scienze del Servizio sociale presso la facoltà di giurisprudenza della LUMSA di Roma, completando il percorso con un secondo 110 e lode, proclamato all’unanimità dalla commissione esaminatrice. Segue l’abilitazione come Assistente sociale. Parallelamente formazione specifica in scienze forensi e criminologiche, prima presso l’associazione A.I.P.C. di Massimo Lattanzi, poi tramite la partecipazione a numerosi corsi e seminari all’università eCampus di Roma. Attualmente laureanda in Programmazione e gestione dei servizi educativi presso Roma Tre, con indirizzo “Educatore Professionale Coordinatore dei Servizi”, e in procinto di conseguire un Master di alta formazione presso l’Accademia di Scienze Forensi (AISF) di Roberta Bruzzone ( Master in Criminologia Investigativa, Psicologia e Psichiatria Forense applicata ai Sex Offenders). Iscritta all’albo degli Assistenti sociali del Lazio, N. 4418 sez. B. Le aree di maggiore interesse professionale e di formazione specialistica sono la pedagogia della devianza, la criminologia forense applicata all’area dei reati di matrice sessuale, il servizio sociale penitenziario e l’esecuzione penale esterna. Membro dell’Osservatorio Nazionale Violenza e Suicidio presieduto dal Dott. Stefano Callipo, dove detiene una sua area di competenza criminologica. Attualmente conduce una sua rubrica televisiva (Cronaca e Crimini) come Criminologa su Cittaceleste TV, dove analizza i recenti casi sotto un profilo socio-criminologico e mediatico. Collaboratrice con varie testate giornalistiche ove fornisce contributi di genere socio-criminologico, analizzando in particolare la cronaca nera.

“Antonia ricorda ancora come si era fermata a salutarla prima di salire sul furgoncino con cui stavano portando via Jon. Una donna elegante, dal volto amabile.

Un volto amabile che nessuno oltre a lei ha visto”

Antonia Scott e Jon Gutiérrez, l’uomo grosso e la donna piccola, parte tre. La trilogia si chiude, il dado è tratto, eccoci all’atto e scontro finale! Iniziamo con una premessa onesta e concisa: toglietevi dalla capoccia di poter leggere Re Bianco senza essere passati per i precedenti volumi della serie; questo non è uno stand alone, un romanzo che vive senza abbracciare e richiamare di continuo le sue premesse, qui o siete passati per le peripezie in toto della strana coppia di poc’anzi, o leggere quest’opera sarà piacevole come un calcio nei denti e comprensibile quanto l’ostrogoto rovesciato. Bene, credo di aver reso l’idea, ora passiamo ad analizzare questa terza incursione nel mondo di intrighi, spionaggio e peripezie del duo stravagante, quasi comico, rappresentato dalla fragile e nervosa protagonista e dal suo corpulento comprimario. Posso dire senza timore di essere smentita che a questo bislacco duo ci si affeziona piano piano, sono due protagonisti volutamente in bilico tra serio e faceto, e qua e là ci vengono elargiti passaggi caratterizzati da una ironia fine, in grado di strappare più di un sorriso. La strana coppia, sicuramente si presta a trasposizioni cinematografiche o televisive, forse in modo voluto già dal principio, con un po’ di forzatura in tal senso, ma senza sminuire la qualità di questi due comprimari e anti-eroi per antonomasia. Il problema che affligge tutta la trilogia di Gòmez-Jurado è che vorrebbe essere rapida e accalappiante quanto un film d’azione al cardiopalma ed invece risulta lenta, incatramata, farraginosa, con pregevoli passaggi, una prosa ricca, a tratti geniale e tagliente, ma c’è una lentezza di fondo (che raggiunge il suo culmine nel precedente Lupa Nera) che scoraggia notevolmente la lettura delle gesta di Antonia Scott e soci. Ci sono personaggi e frammenti letterari memorabili, ma il tutto vorrebbe andare alla velocità della luce, mentre invece scorre impantanato e appesantito. In Re Bianco tornano a galla molti dei misteri e nodi rimasti irrisolti nel primo libro della trilogia, in effetti sospesi e rimandati all’atto tre a seguito del pezzo intermedio che poco di essi si era curato, con una parentesi di mafie russe che risulta nell’insieme l’anello debole del trittico. In questo atto finale la tensione e adrenalina tornano a livelli di buon coinvolgimento, senza lasciare per strada difetti, così come i pregi, dello stille narrativo dello scrittore spagnolo. Accantonata la parentesi di transizione “russa” con Lupa Nera, si ritorna nel vivo dei nodi rimasti irrisolti, con i convincenti antagonisti su cui spicca la carismatica e mortale Sandra Fajardo, nemesi e ossessione della gracile eroina Antonia Scott, che finalmente diviene più umana e meno automa, e di conseguenza all’atto terzo le si vuole assai più bene! Re Bianco è, a conti fatti, il romanzo più riuscito e travolgente del terzetto, pur non tradendo la sua naturale “dipendenza affettiva” dai volumi che lo hanno preceduto: là dove Regina Rossa si dilungava in una verbosa fase preliminare di presentazione dei protagonisti, e Lupa Nera sospendeva il succo delle peripezie, qui troviamo pieno coinvolgimento, ritmo, antagonisti ed eroi che si imprimeranno nel gran finale.

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