Il futuro è una truffa
Kostas Charitos sta vivendo uno dei periodi più tranquilli da quando è diventato direttore della polizia dell’Attica e il commissario Antigone Ferleki ha preso il suo posto alla squadra omicidi. Nonostante la violenza nelle strade non sia diminuita, sembra quasi che ad Atene non si ammazzi più e la squadra si può godere un po’ di calma. La pace, però, dura poco. Un uomo viene trovato senza vita all’interno del sito archeologico di Eleusi. Accoltellato. Si tratta di un custode degli scavi e la sua morte sembra legata al furto e al traffico di reperti, dato che le prime indagini rivelano che alcuni sono stati sostituiti da copie pressoché identiche agli originali. Un messaggio, però, complica il quadro. Una fantomatica “Squadra di Sopravvivenza dell’Antico Lascito” rivendica i furti e le sostituzioni, ma si dichiara estranea all’omicidio e offre, addirittura, al governo di riprodurre le statue del Partenone – prelevate da Lord Elgin ed esposte al British Museum – per ricreare l’incanto dell’antica Atene e attirare ancora più turisti grazie all’uso dell’intelligenza artificiale. Per i politici l’offerta è interessante e ben presto Kostas e Antigone dovranno non solo impegnarsi in un’indagine dai risvolti internazionali, ma anche fronteggiare le pressioni di ministri e superiori che cercano di ottenere un guadagno dalla situazione e, forse, hanno anche qualcosa da nascondere. Kostas Charitos e i suoi collaboratori dovranno fare i conti con un’indagine complicata che si interseca con gli interessi della politica, tra loschi affari, vecchi rancori mai sopiti, e il dilagare delle nuove tecnologie che riescono a mettere in discussione quel che si credeva di sapere.
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Tanti scrittori, in questo caso ci occupiamo di chi si dedica al noir, legano la propria capacità di scrivere alla creazione di personaggi che durano nel tempo. Ma il tempo è mortale per tutti, ed il noir non può sottrarsi a questa, ineludibile, legge. da Malvaldi, con i vecchietti del BarLume, che deve mettere in conto la dipartita di Aldo e tanti altri scrittori italiani  e quindi per finire con Markaris in “ Il futuro è una truffa “ con Zisis all’ospedale che non può più essere in grado di gestire il centro d’accoglienza e le sue domande su cos’è la rivoluzione. Ma in questo caso la nostra attenzione si rivolge all’ennesima indagine di Charitos, tramite quanto scrive Markaris, che trova tranquillità nella propria casa,vista la precaria tranquillità con cui deve fare i conti.  L’inseparabile Seat; ed il vocabolario, immancabile, Dimitrakos; Arianna, la moglie, impareggiabile ai fornelli; il piccolo Lambros a tu per tu con l’innovativa esperienza dell’asilo e, come nei precedenti di Markaris/Charitos, le strade di Atene nominate una ad una, e come dicevo poco sopra, le condizioni di salute di Zisis, con la sua ½ vita passata in isolamento per motivi politici, che condizionano le esistenze di tutti i protagonisti; con Uli il tedesco che cucina meravigliosamente le peculiarità gastronomiche greche. Ma è il ritrovamento di un cadavere, quello di uno dei custodi del sito archeologico che scuote la vita e le abitudini di Charitos prima, poi di 3 ricercatori. Un cadavere che indirizza le indagini verso il traffico di reperti archeologici,attività redditizia, un omicidio che deve essere archiviato tra i casi irrisolti. Traffici condizionati dall’uso, sempre più spregiudicato, da copie perfettamente uguali agli originali, i ladri non sono dei ladri nel senso classico del termine, in questo caso abbiamo a che fare con ladri esperti in tecnologia. Come è stato scritto rispetto allo “ stradario “, anche la “ rivendicazione “ è un qualcosa già utilizzato, positivamente, in passato. Qui abbiamo “ Squadra di sopravvivenza dell’antico lascito “. Charitos si trova di fronte ad una indagine sottoposta a pressioni, che piovono dall’alto, per essere messa in discussione salvaguardando così, il turismo: che è il motore economico della Grecia, un crimine sul quale è vietato indagare. Una indagine che vede due schieramenti contrapporsi: da una parte archeologici ed investigatori, politici e ministri dall’altra. Un noir che entra decisamente sulla questione dell’IA , la conosciuta intelligenza artificiale e che non si sottrae dall’evidenziare il facile capro espiatorio individuato nell’immigrato; ma soprattutto sul valore dell’amicizia sancito dal rapporto tra Charitos e Zisis, tra un persecutore ed un perseguitato. Una sintonia che si ritrova: il secondo nell’antipolitica ed il primo nella disillusione.

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