Recensione a cura di Dario Brunetti
Il freddo nelle ossa è il nuovo romanzo dello scrittore Bruno Vallepiano uscito per Golem edizioni.
In questa nuova opera ritroveremo Mauro Bignami ancora scosso e traumatizzato dalle vicende che l’hanno messo in serio pericolo di vita e il nostro professore di filosofia va un po’ alla costante ricerca della serenità perduta.
Per recuperare il suo stato di equilibrio psico-fisico è in cura presso uno psicologo che gli ha consigliato di dedicarsi alla sua famiglia e agli amici, senza trascurare il lavoro e la sua passione per la montagna a cui è particolarmente legato.
Mauro Bignami dovrà mettere da parte quell’osannata voglia di improvvisato investigatore. La tranquillità tanto ricercata dal nostro protagonista dura troppo poco per concretizzarsi sul serio, infatti durante una corsa tra i boschi rinviene i resti di un corpo di una ragazza dilaniato dagli animali selvatici.
Si prospetta complesso per la scientifica individuarne a chi appartiene quel corpo, ma soprattutto quali sono le cause che ne hanno determinato la morte.
Pensate davvero che il nostro professore starà a riposo sotto consiglio medico?
Per chi conosce Mauro Bignami sa già che un’affermazione del genere corrisponde a pura utopia, soprattutto per un uomo alla costante ricerca di verità e giustizia.
Una nuova indagine che riporta il protagonista al suo passato, a quelle lezioni di filosofia e ai suoi allievi che porta ancora oggi nel suo cuore.
Una vita perduta troppo in fretta, un corpo senza più calore lasciato abbandonato tra i boschi.
Una crudeltà umana che sembra non fare sconti e allora torna impellente quel desiderio di cercare la verità nonostante le raccomandazioni ricevute dal medico e dai suoi familiari.
Una trama oscura che nasconde orribili segreti e affronta una tematica poco conosciuta che collega le regioni del Piemonte e dell’Abruzzo.
Attraverso un testo di fantasia si focalizza l’attenzione su un caso di cronaca realmente accaduto che riguarda il mondo agricolo: la truffa sui fondi europei e i finti pascoli del bestiame.
Quale filo conduttore può esserci con la morte della ragazza trovata nel bosco?
Un noir psicologico scritto magistralmente da uno scrittore di mestiere come Bruno Vallepiano che si rivela una pregevole firma di un genere letterario intramontabile capace di esplorare tematiche sociali anche poco dibattute e analizzate.
Ci restituisce un personaggio come Bignami in bilico tra verità e stato di angoscia, come ne uscirà il nostro professore?
Se gli scrittori non facessero tribolare un po’ i loro protagonisti, noi lettori andremmo incontro sempre al solito cliché, Vallepiano serve in maniera costante delle storie mai scontate e che fanno dell’originalità, il vero punto di forza costruendo trame che godono di un buon intreccio narrativo e che vanno a delineare alla perfezione il lato psicologico dei suoi personaggi. Il freddo nelle ossa non è nient’altro che un tipico esempio!
Non ci resta che immergerci in questa ottava avventura dell’ottimo Bignami!


