Enrico Pandiani ci regala l’ultimo capitolo delle avventure di Max Ventura e dei suoi compagni. Un finale degno di una serie che mi ha conquistata con i suoi personaggi e le sue trame avvincenti e della quale consiglio la lettura.
Al ristorante di Max e Federica si festeggia la libertà. Max Ventura e i suoi amici, Abdel Soltani, Sanda Jordano, Vittoria Merz, una famiglia allargata fatta di compagni di vita, più Matilde, la figlia di Vittoria, giovane e abile hacker, più che utile in svariati momenti, sono finalmente liberi da Numero Uno, Bertrand Hoekstra, che non potrà più costringerli a indagare per lui. La grazia li ha resi liberi cittadini, a posto con la giustizia, e finalmente in grado di vivere una vita come tutti gli altri, senza l’incubo che prima o poi qualcuno metta fine alla loro normalità.
Ventura al pranzo ha invitato anche Numero Uno, ma non ha avuto risposta. Sarà la compagna di Vittoria, Elettra, a informarli dell’incidente mortale di cui è stato vittima. La morte di Numero Uno sembrerebbe sancire definitivamente la ritrovata libertà dei quattro amici, ma Ventura non riesce a credere all’incidente. L’arrivo di una lettera di Numero Uno lo convince a indagare, e lo farà anche da solo se necessario. Ma Abdel, Sanda e Victoria, nonostante le perplessità lo affiancheranno.
Inizia così un’indagine che li porterà a Marsiglia, un viaggio nel lontano passato di Max, un mondo e persone mai dimenticate ma che fanno parte di una vita diversa. Enrico Pandiani, abile nel costruire la trama di questo romanzo, ci accompagna nel viaggio geografico fra le Langhe e Marsiglia, così diverse fra loro, ma soprattutto nel viaggio introspettivo di Max Ventura, che non ha solo cambiato nome: è cambiato lui e guarda alla sua vita di prima con un misto di stupore e di nostalgia, più per le persone, per le poche vere amicizie, che per l’uomo che è stato.
Non mancano i colpi di scena, l’azione. E ne esce forte la sensazione che i quattro personaggi, ognuno per la sua parte, siano un gruppo affiatato e fedele al motto “Tutti per uno, uno per tutti”: una vera e propria famiglia.
Mi spiace lasciarli andare, ma se proprio doveva succedere, è un degno finale. Perché i personaggi di Pandiani non sono solo personaggi: sono diventati amici. E lasciare andare gli amici è sempre un po’ doloroso.
Libro letto in formato digitale – cortesia della casa editrice
