I compagni di Ventura
C’è un grande pranzo, per Max, Abdel, Sanda e Victoria. Ma non uno dei soliti, di quelli che si concludevano con l’obbligo di accettare le imposizioni di un vecchio ricattatore. Stavolta Max Ventura e i suoi compagni, evasi da un carcere francese e rifugiati in Italia sotto falsa identità, hanno ricevuto la grazia e sono finalmente liberi dalle minacce di Numero Uno. Tra terrine di carne, focacce esotiche e litri di vino, nessuno di loro sembra far caso al posto a tavola che continua a rimanere vuoto. Almeno fino a quando non entra in scena qualcuno per portare una notizia che li lascerà davvero senza fiato. Ma non c’è solo questo. C’è anche una lettera spedita da Numero Uno poco tempo prima, c’è una famiglia sterminata nelle Langhe, ci sono nomi dimenticati che riaffiorano dalla memoria. E poi c’è Marsiglia, la città che Max ha abbandonato molti anni prima ma che non ha mai smesso di portarsi dentro. Così, insieme agli amici di sempre, Ventura intraprende un ultimo viaggio. Per capire cos’è successo al vecchio. Per chiudere i conti con un passato che nessuno riesce davvero a seppellire. Per scoprire se esiste un momento in cui non serve più fuggire. E l’assenza di Numero Uno, di colpo, si rivelerà ingombrante quanto lo era stata la sua presenza.
… a volte non è possibile sbarazzarsi degli eventi: la sorte te li ributta addosso senza il minimo scrupolo…
mbaldi
Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

Enrico Pandiani ci regala l’ultimo capitolo delle avventure di Max Ventura e dei suoi compagni. Un finale degno di una serie che mi ha conquistata con i suoi personaggi e le sue trame avvincenti e della quale consiglio la lettura.

Al ristorante di Max e Federica si festeggia la libertà. Max Ventura e i suoi amici, Abdel Soltani, Sanda Jordano, Vittoria Merz, una famiglia allargata fatta di compagni di vita, più Matilde, la figlia di Vittoria, giovane e abile hacker, più che utile in svariati momenti, sono finalmente liberi da Numero Uno, Bertrand Hoekstra, che non potrà più costringerli a indagare per lui. La grazia li ha resi liberi cittadini, a posto con la giustizia, e finalmente in grado di vivere una vita come tutti gli altri, senza l’incubo che prima o poi qualcuno metta fine alla loro normalità.

Ventura al pranzo ha invitato anche Numero Uno, ma non ha avuto risposta. Sarà la compagna di Vittoria, Elettra, a informarli dell’incidente mortale di cui è stato vittima. La morte di Numero Uno sembrerebbe sancire definitivamente la ritrovata libertà dei quattro amici, ma Ventura non riesce a credere all’incidente. L’arrivo di una lettera di Numero Uno lo convince a indagare, e lo farà anche da solo se necessario. Ma Abdel, Sanda e Victoria, nonostante le perplessità lo affiancheranno.

Inizia così un’indagine che li porterà a Marsiglia, un viaggio nel lontano passato di Max, un mondo e persone mai dimenticate ma che fanno parte di una vita diversa. Enrico Pandiani, abile nel costruire la trama di questo romanzo, ci accompagna nel viaggio geografico fra le Langhe e Marsiglia, così diverse fra loro, ma soprattutto nel viaggio introspettivo di Max Ventura, che non ha solo cambiato nome: è cambiato lui e guarda alla sua vita di prima con un misto di stupore e di nostalgia, più per le persone, per le poche vere amicizie, che per l’uomo che è stato.

Non mancano i colpi di scena, l’azione. E ne esce forte la sensazione che i quattro personaggi, ognuno per la sua parte, siano un gruppo affiatato e fedele al motto “Tutti per uno, uno per tutti”: una vera e propria famiglia.

Mi spiace lasciarli andare, ma se proprio doveva succedere, è un degno finale. Perché i personaggi di Pandiani non sono solo personaggi: sono diventati amici. E lasciare andare gli amici è sempre un po’ doloroso.

Libro letto in formato digitale – cortesia della casa editrice

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