Recensione a cura di Elio Freda
Se dovessi definire questo romanzo con una sola parola sceglierei questa : ambizioso.
“Generazione oltre la linea”, opera prima di Sergio Messere è un libro ricco di notevoli spunti, alcuni più riusciti di altri. Secondo il mio modesto parere, la pecca maggiore è la struttura del romanzo. Un esempio su tutti. I personaggi del libro (una ventina circa) sono presentati al lettore un po’ come il primo giorno di scuola, quando la maestra fa l’appello. Personalmente credo che questo espediente invece di fornire una panoramica esaustiva dei protagonisti, generi confusione in quanto non ci sono punti di riferimento. Tutti i personaggi sono sullo stesso piano, salvo poi (ovviamente) svilupparne solo alcuni in dettaglio.
Probabilmente l’intento dell’Autore era differente, ma l’effetto finale secondo me non rende. L’aspetto psicologico dei protagonisti a me è piaciuto molto, risultando in una buona caratterizzazione. Le tematiche trattate sono tutte di una certa rilevanza e vengono sviscerate a dovere durante la storia.
Le note storiche impreziosiscono il romanzo e non sono mai lasciate al caso. Un linguaggio diretto, senza censure, crudo ed efficace talora si alterna a dialoghi non sempre riusciti, soprattutto per quei personaggi che risentono di una caratterizzazione profonda.
L’Autore riesce comunque nell’intento di spingere il lettore fino alla fine, con una curiosità crescente per quel qualcosa che sta per accadere (almeno sino a quando non accade!).
Una buona prova d’esordio cui un editing differente avrebbe regalato una forma più accattivante e snella. Le basi comunque ci sono tutte per poter crescere e migliorarsi.
7 risposte
trama complessa, sinceramente mi aspettavo di meglio
Una storia nel complesso densa di tematiche non puerili e anche di buon eros. Ottima l’introspezione della psiche dei molti protagonisti. L’importante è non avere fretta!
Inquisitore
Un romanzo controverso e duro… ma non è detto che sia necessariamente un male. Intrecci di personaggi e situazioni stralunate, amori e incazzature a gogò, col tenore della storia che sale sempre di più. Bello l’epilogo col messaggio di una speranza verso un mondo migliore
Indiscutibilmente una sorpresa. Attratta visivamente da una copertina che mi ha ispirato desiderio di andare oltre e libertà, generazione oltre la linea si è rivelato un romanzo non comune dove lo scrittore non ha lasciato nulla al caso curando minuziosamente ogni dettaglio e sfumatura. Ho trovato la lettura inizialmente un po’ lenta, ma prendere corpo facendosi sempre più interessante ed intensa con lo scorrere delle pagine, sia per l’importanza delle tematiche trattate che per il viaggio psicologico nelle diverse personalità dei ragazzi protagonisti uniti da un obiettivo comune e capeggiati da un mentore, figura avvolta da un velo di mistero e difficile da inquadrare fino alla fine. Competizione, sociale, sentimenti, esuberanze caratteriali e ormonali tipiche dell’età, un mix di elementi che si intersecano bene tra loro coinvolgendo chi legge. Ho trovato il linguaggio a volte un po’ demodè per l’ambientazione nel futuro prossimo, più da giovani anni ’70 che 2040, che ho ritenuto essere una scelta studiata e adottata di proposito dallo scrittore, comunque sempre chiaro, diretto e a tratti anche crudo. Un finale imprevedibile dove accade quel che non ti aspetti quando meno te lo aspetti. Un libro che vuole volgere uno sguardo ottimista verso il domani . Per quanto mi riguarda una prima opera riuscita e una scelta coraggiosa da premiare per Sergio Messere. Da consigliare.
non mi piace, stop, nulla da aggiungere
E’ stato un debutto interessante, dove a parte qualche “narcisismo o virtuosismo narrativo” ( mi viene da pensare agli enfatici soggetti alla fine della frase) e rimandi al sesso che non tutti avranno gradito, l’autore ha toccato molti nervi scoperti su cui dissertare
Su tutto, mi ha colpito molto l’amore del ragazzo protagonista verso questa ragazza di altri tempi, Laura, una figura assai complessa, che va oltre ciò che rappresenta come primo impatto, ossia questa immagine di donna da cui trasuda rigore ed equilibrio; in seconda battuta il tema pesante sulla vita di comunità dove emergeranno tutte le differenze di personalità.
La capacità di immaginazione è il punto di forza, indiscutibilmente, dell’intera trama. C’è da dire poi che si è mostrato un coraggio temerario su due fronti agli antipodi, cimentandosi sia in lunghe descrizioni che in lunghi dialoghi… cosa ardua su cui se l’è cavata a mio parere per il rotto della cuffia!
Infine, il doppio “scioglimento” alla conclusione e le multiple “trasformazioni” ( o pseudotrasformazioni?) hanno riscattato l’esordio lento ed elaborato delle prime pagine.
Aspetterò con curiosità eventuali prossimi lavori