Di rabbia e di vento
La quinta indagine dei fratelli Stelvio. La più dura. La più spietata e difficile. Tutta la squadra mobile è coinvolta in una caccia frustrante: mancano le prove e la sensazione è di avere le mani legate, di agitasi impotenti senza poter ottenere risultati. Poi spuntano le tracce di un vecchio caso mai risolto e tutto precipita… L’ispettore capo Farci della Mobile torinese è minacciato di morte in pieno giorno da un aderente a una gang di latinos, protagonista di un caso precedente (Anatomia di una rapina) e coinvolta in un traffico di stupefacenti. Per evitare rischi alla sua incolumità, Farci viene trasferito temporaneamente alla questura di Alessandria, dove, quasi per caso, si ritrova sulle tracce degli autori di una vecchia, clamorosa rapina al Lingotto. Il suo lavoro sarà determinante per arrestarli, a Panama; ma le minacce subite gli fanno saltare i nervi, e disubbidendo agli ordini di Stelvio, affronta i suoi persecutori, scatenando una campagna d’odio contro le forze dell’ordine torinesi. Poi, quando l’inchiesta sui latinos e il giro di droga sembra finalmente cominciare a dare qualche frutto e la vicenda di Farci pare possa risolversi con una sospensione dal servizio…
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Maurizio Blini torna al noir con una nuova indagine, la quinta, dei fratelli Stelvio narrata con la competenza del poliziotto e l’abilità dello scrittore. Come sempre il territorio piemontese è protagonista, pur con una parentesi nel centro America.

I fratelli Stelvio, Silvano capo della Mobile di Torino e Moreno in pensione ma sempre pronto a dare una mano ai colleghi, sono alle prese con un’indagine dura, tesa, dove una spietata vendetta si fonde con traffici internazionali di stupefacenti.

Tutto esplode una mattina nella quale l’ispettore capo della Mobile Farci viene minacciato di morte da un membro di una gang di latinos già noto alle forze dell’ordine per un caso precedente (Anatomia di una rapina, 2023).

Per la sua sicurezza Farci viene trasferito provvisoriamente alla questura di Alessandria dove la casualità lo mette sulle tracce di una rapina al Lingotto avvenuta tempo prima, durante la quale rimasero uccisi due malviventi e due riuscirono a fuggire.

Farci contribuirà in maniera decisiva al loro ritrovamento a Panama dove verranno identificati e arrestati.

Le minacce ricevute a Torino e l’isolamento impostogli dai superiori però lo hanno destabilizzato emotivamente.

Ignorando gli ordini ricevuti una sera decide di affrontare apertamente coloro che lo hanno minacciato.

Questo gesto purtroppo darà il via ad una serie di atti violenti contro le forze dell’ordine torinesi e comporterà l’ipotesi di una sospensione dal servizio dello stesso Farci.

Stelvio e i suoi sono allo stesso tempo impegnati in una indagine complicata proprio a carico di quella stessa gang sospettata di traffico di stupefacenti.

La tensione cresce fino all’epilogo violento e fatale. Finale tragico, inevitabile forse, sicuramente d’effetto, coinvolgente e commovente.

Come già accaduto nei romanzi precedenti, Maurizio Blini trasporta il lettore nella quotidianità dei suoi personaggi, nelle loro storie private, nelle fragilità, nelle paure, nei drammi rendendo tangibile l’umanità di ciascuno di essi.

“Un’indagine può sussurrare, gridare, urlare, cantare, battere in ritirata.

Un’indagine può durare, vivere, morire, resuscitare.

Un’indagine non ha forma, tempo, confini, età”.

Ecco. In queste pagine, veloci, dai capitoli brevi, c’è tutto questo e molto di più.

C’è la sensazione della sconfitta, dell’essere messi da parte, dell’impotenza.

C’è la rabbia di chi, pur nella ragione, ha le mani legate dalle pastoie della burocrazia.

C’è l’odio di chi fa della violenza e del terrore il proprio stile di vita.

C’è il desiderio di mollare tutto ma anche il coraggio e l’orgoglio di andare avanti.

C’è la generosità e il senso del dovere di chi mette la propria vita al servizio della collettività e della sicurezza di tutti.

Perché la rabbia così come il vento soffia leggera, impalpabile, inesorabile.

Buona lettura.

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