Delitto al Grand Trianon. Un’indagine de le Capitaine Cocourbet
Versailles, luglio 1774, fervono i preparativi per l’inaugurazione del Petit Trianon, regalo di nozze del Re Luigi XVI per la regina Maria Antonietta. In una delle stanze del Grand Trianon viene trovato morto impiccato, Antoine Mauront, tipografo di Fontainebleu ma con un passato di lavoro a Londra. La situazione appare subito poco chiara. Il caso viene affidato al capitano Cocourbet. Uno splendido affresco di Versailles e della Francia di fine ‘700. 16
Versailles, in un caldo luglio del 1774 il capitano Cocourbet indaga.
mbaldi
Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

É quasi un racconto lungo, questo giallo storico di Anna Mongiardo. Facciamo la conoscenza del capitano Cocourbet e dei suoi metodi investigativi. Scapolo, non ama andare a cavallo… “Ma lui era un capitano dell’esercito, non poteva fare a meno di cavalcare.É un uomo che ama pensare con la propria testa, legge i libri di Montesquieu, che sono stati messi al bando, e non avendo una casa propria, li tiene in una cassapanca in un deposito dell’esercito.

Si parte da uno strano furto in un deposito poco lontano da Versailles, che ha tutta l’aria di nascondere altro, tanto che Cocoubert pensa che sia come il gioco delle tre carte. Come se non bastasse, appena rientrato interviene sulla scena di un apparente suicidio. Si occupa dell’indagine, perché in realtà si tratta di un omicidio mascherato da suicidio e l’indagine scorre piana, il colpevole è trovato, ma al capitano Cocoubert un po’ di cose non tornano. Non si dà per vinto e assieme al soldato Bacasson continua ad indagare e riuscirà a trovare il vero colpevole, non senza conseguenze personali che però paiono non toccarlo.

Sottolineo il personaggio di Bacasson perché “Stava per dirlo anche Bacasson, ma si era trattenuto…sapeva qual era il suo posto. Egli aveva dei gradi che gli permettevano il diritto di parola come gli altri, ma la differenza era la sua origine: era un contadino divenuto soldato.”

Di lui Cocoubert pensa: … Bacasson, che in quanto a fiuto, doveva ammetterlo, ne aveva più di lui. Del resto era stato scelto dal maréchal Rossignol delle scuderie del Re che aveva bisogno di una persona seria, attendibileInsomma, Bacasson, alle selezioni, era risultato il migliore.

Una lettura piacevole, chi ha letto “Albergo Italia” di Carlo Lucarelli, riconoscerà il fatto criminoso alla base della storia, nelle pagine iniziali del libro del resto Mongiardo lo dichiara … “Le Grand Trianon è un elaborato tratto da Albergo Italia di Carlo Lucarelli…” Cambiano il periodo storico, i personaggi e lo sviluppo narrativo e come mi ha detto Anna Mongiardo nell’intervista che le ho fatto per Giallo e Cucina: “Scrivere “Delitto al Grand Trianon” mi ha permesso di liberare la fantasia, di lasciarmi andare nel linguaggio e di divertirmi. Questo si sente per l’ironia del linguaggio dei due personaggi principali.”

Quello che mi è piaciuto meno in questa lettura è la mancata traduzione di alcune frasi o parole in francese nel testo. Niente in contrario all’uso di lingue straniere o dialetti, spesso sono necessari all’andamento della storia, però mi piacerebbe che ci fossero anche le traduzioni, altrimenti si rischia che il piacere della lettura si perda nella ricerca delle traduzioni.

Detto questo si tratta di una lettura piacevole.

Mi chiedo se abbiamo assistito alla nascita di un nuovo personaggio seriale? Il capitano Cocoubert e il suo fido assistente Bacasson, si prestano ad essere protagonisti di altre indagini e il periodo storico permette di raccontare altre storie.

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