Genere:
Assassinio a Pedra Manna – Le indagini del tenente Roversi – Gavino Zucca
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Trama

Sassari, 1962. Mentre sta svolgendo i lavori di riparazione dell’impianto fognario di Villa Flora, un manovale rinviene un antico reperto di epoca nuragica. Due giorni dopo, l’uomo scompare senza lasciare traccia e l’archeologo a cui intendeva vendere l’oggetto viene trovato morto a Pedra Manna, poco lontano da Sassari, in una domu de janas , una tomba preistorica. Le indagini, condotte dal tenente Roversi, sembrano confermare la colpevolezza del manovale, ma quando anche quest’ultimo viene ucciso, l’impasse sembra insuperabile. Qual è il movente dietro ai due omicidi? Sarà un particolare legato al misterioso reperto a fornire a Roversi un nuovo, imprevedibile indizio per far luce sui delitti. Ma a questo punto il tenente dovrà confrontarsi con un assassino determinato e pronto a tutto.

Recensione a cura di Manuela Baldi

Gavino Zucca ha dato vita al tenente Giorgio Roversi, tenente dei Carabinieri, bolognese, viene mandato in Sardegna, a Sassari, per punizione. È un caparbio Roversi, si fida del suo intuito, continua a indagare anche se i superiori gli consigliano spesso di lasciar perdere, accontentarsi. Siamo alla quinta avventura e anche questa volta le indagini saranno costellate da intuizioni del carabiniere, battute d’arresto, facili conclusioni. Parallelamente alla vicenda principale, una sparizione che farà scoprire un omicidio, c’è la vicenda personale di Giorgio Roversi, dopo una serie di peripezie, narrate nei libri precedenti, sembra finalmente che nulla possa impedire le nozze con Caterina, però per avere il nullaosta alle nozze, i due fidanzati dovranno produrre informazioni su tutti i parenti della futura sposa fino al quinto grado e qui sorgono dei problemi di non facile soluzione.

Le vicende del tenente Roversi si svolgono agli inizi degli anni 60 del secolo scorso, la Sardegna rurale e cittadina, le differenze di ceto ancora molto forti. Nel libro qui e lì, dove serve, ci sono parole o frasi in sardo che condiscono bene la vicenda ma sono ben inserite nel contesto e comprensibili, non manca qualche frase in bolognese a sottolineare situazioni particolari. I collaboratori di Roversi ben descritti e funzionali al racconto. Molto simpatici i componenti della “greffa della cionfra” che si incontrano per l’aperitivo al Caffè dei Portici e sono sempre pronti a improvvisarsi investigatori. Una menzione speciale per Luigi Gualandi, ex ufficiale dei carabinieri, proprietario terriero, che, diventato amico di Roversi, lo aiuta ed è un consigliere prezioso, a tratti assume funzioni paterne. Uno dei temi che ho trovato interessanti nel libro, non predominante, ma presente, è il ruolo della donna, legato sia all’epoca nuragica, sia alle vicende più recenti.

Giallo classico, di agevole lettura, molta ironia, indagini deduttive anche se fanno capolino le nuove tecnologie, nuove per l’epoca ovviamente,  niente descrizioni truci. Godibilissimo.

Consigliato a chi ama i gialli classici, a chi ama la Sardegna, a chi ama il vintage, a chi è un fan di Tex Willer, a chi ama le indagini deduttive, a chi ama la cioccolata Scorza.

Dettagli

  • Genere: Giallo poliziesco
  • Copertina flessibile : 352 pagine 
  • Editore: ‎ Newton Compton Editori (8 luglio 2021)
  • Collana: Nuova Narrativa Newton
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10:  ‎ 882275543X
  • ISBN-13: 978-8822755438  
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