Genere:
Alla vecchia maniera
Sono gli ultimi giorni dell’Expo, e Milano galleggia in un inedito silenzio quando in pieno centro viene ritrovato il cadavere di un avvocato dalla dubbia reputazione. Ad arrivare sul posto è la giovane Camilla Farina, ispettore di polizia, che in quel freddo omicidio vede l’occasione per dimostrare il proprio talento. Il caso, però, viene affidato a uno strano commissario, Luca Botero. Basette a metà guancia, trench e Church’s ai piedi, l’Amish – come viene chiamato da tutti – pare più adatto a un revival anni Settanta che per risolvere un delitto. A Botero bastano pochi minuti per dimostrare il solito formidabile acume investigativo: grazie a una combinazione di intuito, spirito di osservazione e memoria enciclopedica, legge tra le righe della scena del crimine meglio della Scientifica. Era in fondo quello che sperava il questore: quando la moderna tecnologia diventa inutile, quando il mistero rasenta l’impossibile, Botero e il suo approccio tutto logica e deduzione si sono dimostrati sempre risolutivi. Camilla viene aggregata alla squadra dell’Amish, variopinta e allergica alla modernità quanto il suo capo, e precipita tra fax, archivi cartacei e telefoni di bachelite, ma anche nel mistero che nasconde lo stesso Botero, la cui ossessione per il passato non è una posa, ma la conseguenza di un caso tutt’altro che chiuso…
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Essere edito da Mondadori all’interno della serie “ Il giallo Mondadori “ è cosa decisamente di prestigio. Roversi, nella sua, ormai, lunga  produzione è partito dalle cosiddette origini del crimine, con Milano come riferimento, il capire perché la capitale economica è obiettivo privilegiato, se non li avete letti, vi consiglio: “ L’uomo della pianura “ e “ Milano criminale “. Roversi è poi approdato, dopo essere stato premiato con vari riconoscimenti, ad esempio con il premio Bancarella e quello Scerbanenco, seguendo i cambiamenti sociali che anche il mondo del crimine ha subìto  verso nuovi lidi rappresentati per esempio dalle cripto valute e  dalla prolifer che sostituisce il classico commissario come nell’ultimo “ YELLOW DIAMONDS “. Tenendo in considerazione questo percorso,la nuova l’uscita, nel giugno del 2023, ci portava a credere che Roversi ci descrivesse qualcosa al passo con i tempi che cambiano. Ma già il titolo, “ ALLA VECCHIA MANIERA “, ci ha fatto capire che Roversi, ha abbandonato, per il momento, le novità descritte ultimamente, per affrontare il primo caso del Commissario Botero. Un commissario alle prese con una città, che non poteva che essere Milano,  e l’Expo. Una Milano che non dorme mai, capitale della moda e della finanza. Un commissario che si fa affiancare da una giovane ispettrice, Camilla Farina per affrontare un caso che si prospetta piuttosto complesso: un avvocato, dal curriculum vitae sicuramente strano, viene ritrovato cadavere. Ma la stranezza non risiede tanto nell’avvocato defunto, bensì nel commissario Botero che odia la modernità, evita la tecnologia, quella tecnologia che gli altri usano ma lui no; che usa metodi investigativi ritenuti ottocenteschi anche se risultano proficui; come ad esempio il mettersi nei panni dell’assassino e ricorrere all’osservazione  ed alla dedizione logica; perché il crimine per combatterlo va studiato e conosciuto; con una memoria che è parte essenziale del bagaglio investigativo; scorbutico e con una vita sregolata; che di fatto abita nel passato, in un mondo tutto suo; un commissario che ha come sottoposti una squadra di soggetti che sembrano dei reduci dei tempi della cortina di ferro, che lo asseconda e che lui  privilegia rispetto all’UCIS; gli strumenti di servizio non possono che essere la macchina da scrivere olivetti lettera 22, il fax , il registratore con le cassette e lo stradario, tutta roba da rigattiere; il bar, che deve essere squallido e decadente,, come luogo di riferimento, come ai vecchi tempi. Un commissario che soffre  di tecno fobia,come dimostrano gli stati d’ansia dovuti all’obbligo di utilizzare dispositivi elettronici,  e sicuramente non è il solo, a tal punto che considera l’aria condizionata in macchina una diavoleria moderna e che non fa uso di carte di credito. Un Botero che dopo un incidente sul lavoro, ha assunto questo comportamento e che non può non suscitare simpatia, con il suo essere vicino, molto simile al conosciutissimo Tenente Colombo; disturbato ed infastidito dall’Expo che rompe gli equilibri della sua Milano nella quale i piccoli negozi resistono all’avanzare dei centri commerciali, dove, ovviamente, non mette piede, oppure si trasformano in birrerie e music pub, privilegiando il mercato rionale. Nell’elenco dell’ “ essere alla vecchia maniera” non poteva mancare il giradischi. Un buon cuoco, nonostante tutto, ma un buon cuoco che non prevede compagnia a tavola, che si fa il caffè con caffetteria e non certo con le capsule. Per farsi la barba, che è un’arte, niente rasoi elettrico, Il telefono col disco per comporre i numeri, si aggiunge all’elenco stilato fino ad ora. Chi prova a fare uso di un qualunque cellulare deve fare i conti con l’irascibilità di Botero,  Camilla Farina ne sa qualcosa. Tifoso dell’Inter i cui andamenti calcistici li ascolta alla radio, con relativa apprensione per il derby. Un commissario che non disdegna le affermazioni filosofiche su senso della vita, e che per il proprio mestiere non può che ispirarsi a Sherlock Holmes, con le domande che si pone e che si trasformano in dubbi, ed il movente che scaturisce dal chiedersi il perché qualcosa è accaduto. Il commissario Botero è promosso a pieni voti e Roversi non può sottrarsi dallo scrivere un secondo caso, alla faccia della tecnologia, e l’essere edito nel “ Giallo Mondadori “ è in tutto e per tutto essere “ Alla vecchia maniera “.

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