Siamo al dodicesimo romanzo con protagonista Proteo Laurenti. L’autore Veit Heinichen, vive da molti anni a Trieste e in ogni romanzo l’ambientazione è particolarmente importante ma altrettanta cura viene messa nel descrivere i complessi equilibri in una città multilingue con una forte vena nazionalista. In questo romanzo l‘autore ci racconta del clima di affarismo spinto (lobbismo), di come le decisioni che riguardano la collettività vengano spesso rinviate, ufficialmente per avere il tempo di valutare la portata e l’impatto sulla città, ufficiosamente perché degli affari vogliono profittare tutti. Ne consegue che i tempi si allungano e che le attività illegali si esplicitano a volte sotto forma di benefit, bustarelle o regalie, per i decisori, altre volte utilizzando metodi brutali che risultano essere molto convincenti.
Per chi non lo conoscesse, il commissario Laurenti è un anticonformista, sposato con tre figli, una squadra di collaboratori in gamba. Proteo Laurenti è una persona cui piace la vita, è lento e metodico, insofferente alle gerarchie. Vive in una casa poco distante da Trieste, può facilmente andare al mare e gli piace la pesca subacquea. E proprio durante un’immersione mattutina, per pescare, che ripesca un cadavere. A prima vista Laurenti pensa che si tratti di un uomo invece il cadavere in cui si è imbattuto è quello di una donna dall’aspetto androgino. Partono le indagini mentre i servizi segreti sono mobilitati per un altra indagine: lo yacht di un oligarca russo, il Sailing Yacht A, che si trova sotto sequestro, ha subito un attentato, inizialmente le due indagini non sembrano avere molto in comune, anche se, come sempre, quando ci sono di mezzo i servizi le competenze e soprattutto la condivisione di informazioni non sono scontate. Metteteci poi anche la fuga, da Milano, di un russo agli arresti domiciliari che è riuscito ad evadere con un’azione ben programmata le cui tracce portano a Trieste e avrete una storia complessa, con molte sfaccettature. Oltre ai personaggi già noti, a noi che seguiamo fedelmente le vicende del vice questore Proteo Laurenti, ritroviamo in questo romanzo una vecchia conoscenza: Lele (Raffaele) Raccaro, un faccendiere straricco che grazie alla sue fitta rete di conoscenze, è l’ottimo lavoro dei suoi avvocati è sempre riuscito a cavarsela.
A fare da contorno a tutte queste storie parallele, c’è anche una vicenda personale molto importante: proprio all’inizio della storia troviamo il vicequestore Laurenti che firma la sua domanda di pensionamento: “Si aspettava da tempo la comunicazione del ministero dell’Interno, però vedersi annunciare nero su bianco il pensionamento era un’altra storia. Il capo del personale gli aveva consegnato la busta, pregandolo di evadere in fretta la pratica , specificando che: … “Laurenti era il primo collega che aveva dovuto esortare. Gli altri non vedevano l’ora di godersi l’imminente libertà, lui invece sembrava non volerne sapere di andare in pensione.”
Proteo Laurenti, in effetti, non aveva mai pensato al momento del suo ritiro, non si sentiva né vecchio né esausto, era in ottima forma e non era convinto che fosse una cosa giusta mandare in pensione le persone che avevano ancora voglia di lavorare.
Veit Heinichen ha un modo di scrivere molto avvincente, il suo umorismo è asciutto, i personaggi e i luoghivengono raccontati con precisione. Nel romanzo troviamo la descrizione del lavoro della polizia e anche dei particolari sulla vita famigliare del commissario. Trattandosi di un romanzo ambientato a Trieste possiamo anche leggere dei problemi del lavoro investigativo transfrontaliero. Man mano che la storia procede il ritmo aumenta e la lettura è interessante. Laurenti dà sempre molto spazio alla sua squadra, formata da vecchi e nuovi elementi, ognuno con le sue specifiche caratteristiche che anche in questo caso riusciranno a risolvere un caso complesso.
Naturalmente, avendo iniziato il romanzo con la firma della domanda di pensionamento un pensiero sul futuro di Proteo Laurenti me la sono posta, non mi resta che attendere che Veit Heinichen ci faccia conoscere il destino del nostro commissario.

