L’ultima notte di amore

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Prima uscita: 9 marzo 2023

Regia: Andrea Di Stefano

Interpreti: Pierfrancesco Favino, Katia Mironova, Antonio Gerardi, Francesco Di Leva, Linda Caridi

Paese di produzione: Italia

Durata: 124

Genere: noir – thriller

Distribuzione: Vision Distribution

Trama

Franco vive a Milano, è innamorato di sua moglie Viviana e per 35 anni ha servito lo Stato con orgoglio e giustizia. Non ha mai sparato a un uomo, ha sempre creduto nell’onestà e l’ha perseguita con integrità. Lui stesso si è sempre autodefinito una persona onesta o che comunque ha sempre ambito di seguire la strada della correttezza, come afferma nel suo discorso di pensionamento.
Fino a quel momento il suo pensiero era rivolto al giorno dopo, a quando avrebbe dovuto salutare tutti con un bel discorso di addio. Ma quella notte, l’ultima di servizio, metterà in discussione tutto. Il suo amico Dino, nonché suo partner da diversi anni, rimane ucciso in una rapina di diamanti.
È così che l’ultima notte di Amore si rivelerà essere la più lunga di tutte. Una notte che mette in serio pericolo la sua vita e tutto ciò che conta e ha sempre contato per lui: il lavoro a servizio dello Stato, la moglie Viviana e l’amicizia con Dino. Mentre gli eventi si aggrovigliano in un intricato nodo, l’alba in quel di Milano sembra non arrivare mai.

Recensione di Mary Basiricò

Dopo la regia di Escobar (2014) e The informer – Tre secondi per sopravvivere (2019), l’attore e regista romano Andrea di Stefano sforna la sua prima opera cinematografica italiana, un intricato noir, che il regista definisce “d’altri tempi” grazie alla sua ambientazione notturna e alla particolare atmosfera che riesce a creare.

L’idea è nata da racconti fatti da alcuni poliziotti che Di Stefano stava consultando per progetti differenti. Il regista ha raccolto il loro vissuto in prima persona, uomini sbattuti sulle strade con uno stipendio che non gratifica e non ripaga per tutto l’impegno profuso. Poliziotti e Carabinieri che corrono rischi continui per adempiere al dovere di difendere i valori dello Stato e  le sue leggi, proprio quello Stato che si tira indietro quando c’è da riconoscere meriti e gratificazioni, che passano anche per il lato economico. Il regista cattura magistralmente questa difficoltà dei servitori dello Stato, in bilico tra far rispettare le leggi comportandosi come ci si aspetta da chi indossa una divisa e il mantenere la famiglia, non facendogli mancare nulla, nonostante uno stipendio sicuramente non adeguato.

Il film lancia un messaggio davvero importante, qui vediamo un uomo onesto, che cerca perlomeno di esserlo, camminare su un filo pericolo, spinto dall’esigenza impellente di sostenere ed assicurare un futuro migliore alla sua famiglia e ai suoi figli, che finisce coinvolto dagli affari poco chiari dei parenti della moglie, rischiando di perdere tutto.

Superba interpretazione di Pierfrancesco Favino che ormai ha abituato il suo affezionato pubblico a ruoli sempre più disparati e complessi, la sua mimica e la sua fisicità incollano lo spettatore alla poltrona, conquistandosi a mio avviso, il gradino più alto del podio fra i migliori attori in Italia.

Particolarmente convincente è stata l’interpretazione di Viviana, moglie di Franco, interpretata da una bravissima Linda Caridi. Viviana vive per la famiglia, moglie fedele, diventa complice e sorregge il marito rischiando il tutto per tutto, pur di risolvere la situazione intricata che si è venuta a creare.

Concludendo, sicuramente consiglio la visione del film agli amanti del genere noir/thriller, invito a gustarsi la meravigliosa iniziale ripresa notturna di una Milano inedita, con le sue vie illuminate e i suoi angoli bui e deserti. Le riprese di questo film sono praticamente state girate tutte di notte e  regalano qualcosa di davvero speciale per quanti, come me, frequentano una città sempre frenetica e convulsa.

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