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Stasera al cinema

Carmen è partita
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Film uscito nel 20 novembre 2025 Genere: Drammatico Regia di Domenico Fortunato Paese: Italia Distribuzione: Altre storie Cast Domenico Fortunato, Giovanna Sannino, Alessandro Tersigni, Antonella Carone, Maurizio Mattioli, Franco Ferrante, Francesco Giuffrida. Sceneggiatura: Domenico Fortunato, Giovanni Bracco, Cesare Fragnelli. Fotografia: Filippo Silvestris. Produzione: Altre Storie, Rai Cinema.

Recensione a cura di Dario Brunetti

Amedeo (Domenico Fortunato regista e attore protagonista) è un sarto schivo e introverso che vive in modo malinconico il dolce ricordo delle dive del passato. Abita in un antico borgo e ha una sartoria nella Piazza Antica che occupa la parte centrale del paese dove vi è una macelleria, un salone da barbiere e un bar. Un giorno si presenta da lui Rosanna (Antonella Carone) che gli chiede se può aiutare sua nipote Carmen (Giovanna Sannino) cercando di tenerla lontana dalle maldicenze del paese, garantendole una vita alquanto serena. Carmen prenderà servizio come domestica in casa di Amedeo aiutandolo anche in qualche piccolo lavoro di sartoria. Tra di loro nascerà un legame silenzioso fatto di sguardi intensi e con il passare dei giorni, Amedeo riporrà in Carmen tutta la sua fiducia che si trasformerà in affetto lasciando fuori la timidezza iniziale che riponeva nei suoi confronti. A Carmen darà il privilegio di indossare gli abiti raffinati che lui confeziona donandole quel garbo ed eleganza che apparteneva alle dive del passato. Entrambi sono custodi della loro intimità nel loro piccolo microcosmo che li unisce e crea un punto di contatto a tal punto che Amedeo sembrerà vivere il suo sogno o quanto meno idealizzarlo. Un amore che si trasformerà in una mera illusione soprattutto per Amedeo dal momento in cui il suo sogno idealizzato si scontrerà con la realtà.

Carmen è partita

Carmen è una ragazza fragile quanto misteriosa e la notte esce da casa di Amedeo che rimane ad osservarla alla finestra mentre sale in un’auto diversa. La sua ossessione lo spinge a seguirla e a prendere atto di una dolorosa verità a lui sconosciuta. Nonostante la zia Rosanna gli chieda spiegazioni sui movimenti notturni, Amedeo nega e la difende per custodire il loro incantesimo e tenerlo lontano dalle possibili dicerie del paese.

Il film acquisirà le giuste sfumature del giallo proprio quando in una di quelle interminabili notti Carmen non farà ritorno a casa.

Carmen è partita

Mentre il paese diventa attraverso le sue strade e vicoli un labirinto di sospetti, Amedeo sembra essere affogato nel suo stesso silenzio nel quale si è rintanato.

Il dramma psicologico che Amedeo sta vivendo non darà spazio nemmeno alle indagini effettuate dal maresciallo Venditti che si scontrerà con il muro di silenzio eretto dallo stesso sarto. La scomparsa della ragazza destabilizza la piccola comunità. Nella Piazza Antica, i tre amici storici di Amedeo, il macellaio Cono (Maurizio Mattioli), il barbiere Michele (Franco Ferrante) e il barista Alfredo (Francesco Giuffrida) rimangono spiazzati dal triste evento e non riescono a comprendere il dramma che sta vivendo nella sua riservatezza il loro amico.

Carmen è partita

Lo spettatore andrà davvero incontro a delle domande senza risposte dando spazio a un’atmosfera sospesa e relegata a un vuoto così complesso da colmare?

Il regista ha trasformato un piccolo borgo in un personaggio solitario. Il protagonista pian piano si apre al suo piccolo microcosmo di quotidianità e lo trasforma in un incantesimo dove il sentimento può davvero donare qualcosa di magico accarezzandone il sublime. L’incontro tra Amedeo e Carmen avviene attraverso la loro purezza d’animo, leggero come il soffio del vento, tra di loro si instaura un rapporto che trova la sua intesa negli sguardi e nei silenzi di quelle parole non dette.

La comunicazione non verbale nutre l’anima fragile e lo spirito dei due protagonisti per far sopravvivere la loro emotività.

La parola diventa al contrario diventa l’ospite indesiderato e la scelta di lasciarlo fuori dalle mura domestiche si rivela azzeccata proprio perché nasconde minacce e insidie che possono rompere l’equilibrio di Amedeo e Carmen.

Occorre abbandonarsi al sogno che come ben sappiamo è destinato a terminare e non resta che contemplare la bellezza di un incantesimo seppur per un tempo breve e al contempo l’illusione può essere divina nella sua concisa intensità.

Carmen è partita

Carmen è partita è una favola introspettiva intimista che dà valore al sentimento più profondo toccando nel modo più delicato possibile le corde del cuore. Perfetta la regia di Domenico Fortunato che si prende cura di ogni minimo dettaglio con meticolosa attenzione elevando il registro narrativo dell’intera pellicola, la compenetrazione e l’innocenza dello sguardo della Sannino non risultano solo credibili ed efficaci, ma ancora di più essenziali per l’espressività visiva dell’opera. La precisione chirurgica della macchina da presa e la purezza dello sguardo della protagonista hanno trovato il loro punto di contatto trasformando la pellicola in poesia che raggiunge l’estasi della contemplazione. Una pellicola d’autore senza tempo che volgendo lo sguardo nell’eternità del mito e del sentimento più puro restituisce sacralità all’esperienza umana. Non ci resta che abbandonarci al delicato sottofondo del brano Marlene del maestro De Rosa che ci proietta in un viaggio onirico per cercare di staccarci almeno per un po’ dalla nostra realtà.

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