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Alla ricerca del Libro Perduto

L’occhio più azzurro
Occhi belli. Begli occhi azzurri. Begli occhioni azzurri

L’occhio più azzurro

Toni Morrison, all’anagrafe Chloe Anthony Wofford, pubblicò il suo primo romanzo, L’occhio più azzurro, nel 1970. In più di un’occasione ha dichiarato di averlo scritto per colmare un vuoto: sentiva la mancanza delle storie che lei stessa avrebbe voluto leggere, ed era stanca delle rappresentazioni stereotipate dei bambini neri nella letteratura. Scrisse il libro mentre lavorava come editor a New York, ritagliandosi il tempo prima di andare in ufficio. In Italia è arrivato nel 1994 per Frassinelli. Ho letto molto di Morrison perché la sua scrittura potente mi ha affascinato da subito, ma questo titolo mi mancava. Proporlo per questa rubrica è stata l’occasione perfetta per colmare la lacuna.

Toni Morrison ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1993, prima donna nera a ottenere il riconoscimento. La motivazione parlava di una scrittura “caratterizzata da forza visionaria e pregnanza poetica”, che dà “vita a un aspetto essenziale della realtà americana”. Leggendo *L’occhio più azzurro*, si capisce perfettamente perché.

Ambientato in Ohio negli anni Quaranta, il romanzo racconta la vita di Pecola Breedlove, una ragazzina nera che cresce tra povertà, abbandono e violenza. In lei si sviluppa un’ossessione disperata: avere gli occhi azzurri. Nella sua mente, quell’azzurro significherebbe essere finalmente bella, amata e accettata, secondo gli standard bianchi che la società impone. La storia ci arriva principalmente attraverso lo sguardo di Claudia, una coetanea alla cui famiglia Pecola viene affidata per un breve periodo. Claudia, insieme alla sorella Frieda, diventa testimone della tragica ossessione di Pecola, che ogni sera prega per cambiare il colore dei propri occhi.
Morrison
nel libro mette a nudo uno standard di bellezza distruttivo, razzializzato e imposto dai media e dalla società, un’arma di autodistruzione per chi non vi corrisponde. Un tema, purtroppo, ancora fortemente attuale. Pecola non è solo vittima delle aggressioni esterne di coetanei e adulti, ma prima di tutto del disprezzo di sé che ha interiorizzato. Il libro affronta temi atroci – abbandono, incesto, violenza – con una prosa insieme simbolica e brutale. Non c’è sentimentalismo, ma una compassione profonda e allo stesso tempo sconvolgente. Attraverso le sue pagine risuona un coro di voci femminili: la madre di Pecola, le prostitute che vivono sopra di loro, le stesse narratrici. Morrison ne mostra le ferite, le contraddizioni e le diverse strategie di sopravvivenza in un mondo doppiamente ostile, per genere e per razza.

Pur essendo un classico, L’occhio più azzurro è forse il meno conosciuto tra i libri di Morrison, eppure è il seme da cui è fiorita tutta la sua opera successiva. Parlarne oggi, in un’epoca di discussioni su body positivity, rappresentazione e riscrittura dei canoni di bellezza, è importante. La lettura mi ha provocato una riflessione profonda: è un libro che parla al nostro presente con una voce più che mai urgente.

La lettura è fortemente consigliata.

Trama:

Ohio, 1941. Pecola Breedlove, una ragazzina nera che i poverissimi e disgraziati genitori non sono più in grado di mantenere, viene affidata a una modesta ma dignitosa famiglia di colore e presto fa amicizia con le due bambine di casa, Frieda e Claudia, con le quali trascorre le sue giornate. Vittima continua di scherni e maltrattamenti, priva dell’affetto di chi dovrebbe crescerla, e invece abusa della sua innocenza, Pecola prega Dio perché le doni un paio di occhi azzurri. Un desiderio straziante, che l’accompagnerà fino a quando la sua giovane, povera esistenza volgerà alla svolta più drammatica, segnando irreversibilmente il suo destino.

Editore ‏ : ‎ Sperling & Kupfer Data di pubblicazione: ‎ 12 marzo 2021 – 1^ pubblicazione: Frassinelli 1994239 pagine ISBN-10 : ‎ 8868364557 ISBN-13 ‏: ‎ 978-8868364557                                             

lettura in E-book (Biblioteca civica Tartarotti – Rovereto attraverso il sistema MLOL)

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