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Alla ricerca del Libro Perduto

Alla ricerca del libro perduto: Quo vadis, baby? – Grazia Verasani. Marsilio ed.
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Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

Anche questo è un libro del cuore. La prima pubblicazione, per i tipi della casa editrice “Colorado noir”, risale al 2004, esattamente come la mia lettura. Immaginate la mia curiosità: un’ investigatrice professionista come protagonista. Una novità, solo in anni più recenti le donne sono diventate, a vario titolo, protagoniste dei libri gialli/noir. Lo stile dell’autrice, personale e distintivo, una musicalità di fondo mi colpirono immediatamente e da allora l’ho sempre seguita in tutte le sue produzioni. Recentemente il libro, come tutti gli altri della serie è stato ripubblicato per Marsilio con una nuova copertina che mi è piaciuta molto.

Trama

Giorgia Cantini ha quasi quarant’anni, è single ed è un’investigatrice privata. È una donna complessa, contraddittoria; passa le notti ad ascoltare jazz in diversi locali di Bologna, le piace bere, ma soprattutto è tormentata dal dubbio di aver sprecato la propria vita. Sa che è dura vivere senza rimuovere, cioè accettare l’assenza di chi si ama. Questa volta l’indagine che deve seguire la costringe a scavare nel suo passato. Sarà una scatola da scarpe piena di lettere a cambiare la sua esistenza. Sono le lettere scritte da Ada, la sorella “bella”, partita per la Capitale in cerca di fortuna come attrice e finita suicida sedici anni prima. Giorgia, ancora tormentata dal rimorso di non averla potuta aiutare, decide di riaprire il caso mettendosi alla ricerca dell’amante della sorella, che lei non ha mai conosciuto e che forse era presente nei suoi ultimi istanti di vita.

Recensione a cura di Manuela Baldi

Questo è il primo noir di Grazia Verasani, eclettica autrice bolognese, uscito nel 2004 per i tipi di Colorado noir, e portato sullo schermo in un film dallo stesso titolo diretto da Gabriele Salvatores. Anni dopo ne venne fatta anche una miniserie per Sky. Film e serie però non fanno parte di queste mie riflessioni, a me interessa il libro, la storia che racconta e come la racconta, perché Grazia Verasani ha un modo di scrivere che entra sottopelle. Giorgia Cantini, la protagonista, investigatrice privata, lavora con il padre, anche se in questo libro la figura paterna è più defilata. “Entro nel bilocale e apro la porta dello studio di mio padre, che anche oggi non c’è.” Come in ogni agenzia di investigazioni ci si occupa di infedeltà, di indagini di vario tipo. Grande personaggio Giorgia: è una donna capace, intelligente, ruvida, con vari amici e senza una propria famiglia a sottolineare che la donna non si realizza solo con la maternità e in questo modernissima, ma anche sola e fragile, per certi versi irrisolta. Lucio, l’informatico che condivide lo studio con Giorgia e il padre le dice: ” Te lo devo proprio dire: ogni uomo che ti si avvicina mi fa una gran pena.” “Perché?” … “Be’, sembra che tu basti a te stessa. Cioè, fai di tutto perché si pensi questo di te.”   Improvvisamente dal passato compaiono delle lettere, Giorgia, pur non volendo, si troverà a indagare sulla morte della sorella Ada. Nel raccontare di questa indagine dolorosa, Verasani ci racconta fragilità, sentimenti, ci racconta nel profondo la varia umanità che compone il racconto. Ci racconta Bologna, cupa e insolita, facendo della città una protagonista al pari di Giorgia, non mancano situazioni grottesche, che strappano un sorriso triste. “Lei me lo deve trovare, ha capito? Me lo deve trovare! Deve andare là a Bolzano, e riportarlo qui, a casa, vivo o morto!”  È una cliente che parla, dandole l’incarico di ritrovare il marito fedifrago.

Giorgia Cantini indaga, risolve casi, beve, fuma, fa sesso, non si fa mancare niente, la vita scorre e l’indagine sul suicidio di sua sorella ce la mostra sofferente ma decisa a trovare la verità, come se saperla, avesse il potere di dare un taglio diverso alla sua vita.

Da leggere anche per rendersi conto di quanto avanti fosse Grazia Verasani quando ha esordito nel noir (2004) con questo personaggio.

Dettagli

  • Genere: noir
  • Copertina flessibile: 192 pagine
  • Editore: Marsilio (15 ottobre 2020)  (1^ ed. Colorado noir 2004)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8829707554
  • ISBN-13: ‎ 978- 8829707553
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