L’anno di uscita è il 1962. Una giovane Dacia Maraini, dopo numerosi rifiuti editoriali, riesce a far pubblicare il libro intitolato “La vacanza” da Lerici editore, ma solo grazie alla prefazione di Alberto Moravia. Un fatto che, all’epoca, rischiò di far passare in secondo piano la sua scrittura, bollata da alcuni come quella di una “raccomandata”. In più di un’intervista, Maraini ha fatto riferimento a questa circostanza. Del resto, lettori e lettrici dell’Italia del boom non erano pronti ai temi affrontati: parlarne era semplicemente scandaloso.
Il titolo, “La vacanza”, è un’amara ironia. Sì, si riferisce alla villeggiatura, ma è il secondo significato – quello di “mancanza”, di “vuoto” – a colpire nel segno e a pervadere l’esistenza della giovane protagonista. Altro fatto disturbante è la sua età. Anna è solo una ragazzina, e la storia si svolge nel 1943: un dettaglio che, rileggendo il libro oggi, stupisce e fa riflettere sul periodo storico scelto.
Gli eventi sono narrati da Anna in prima persona con un tono che sembra oggettivo, ma che in realtà è glaciale, privo di partecipazione emotiva. … : «Sei così strana. Sei docile, buona. Eppure non saprei indovinare cosa pensi. Vorrei sapere cosa c’è dentro quei tuoi occhi spalancati. […] Sei tanto muta e docile che mi fai paura».
Anna e il fratello Giovanni, orfani di madre, vivono in collegio. Vengono “prelevati” dal padre per una vacanza al mare, per poi essere inevitabilmente riportati in collegio a fine estate. In quelle settimane, Anna sperimenta le prime pulsioni sessuali, diventa oggetto di desiderio per gli adulti che la circondano e vive tutto con un distacco inquietante …: “Mi chiedevo se quello era l’amore. Che pure volevo conoscere. (…) la contorsione e lo spasimo da una parte, dall’altra la nudità passiva e arida. Doveva pur esserci qualcos’altro, ma cosa?”
Alla mia prima lettura, questo atteggiamento mi risultò fastidioso. Da giovane ragazza di un’epoca già diversa, lo trovai incomprensibile. La rilettura di oggi, invece, mi porta ad avere un’immensa comprensione per Anna e una sorda indignazione verso gli adulti del racconto.
Già da questa prima opera, Maraini dimostra una capacità formidabile nel delineare la psicologia dei personaggi. Anna osserva e racconta senza filtri, ma è emotivamente anestetizzata. Il padre è una figura distante, al punto che i figli si riferiscono a lui usando solo il cognome: Murmuri. La sua compagna, Nina, unica presenza femminile adulta, diventa involontariamente il modello a cui Anna guarda. Di fronte a loro, gli altri adulti maschi non mostrano che curiosa, opportunistica noncuranza. Se si possono comprendere le naturali curiosità di Anna, ci si stupisce di fronte alla passività con cui si lascia toccare, si fa pagare, usare.
Anche per il fratellino Giovanni non sarà un’estate tranquilla: la sua deriva verso atti di violenza fa salire il livello di angoscia nella narrazione.
Lo stile di Dacia Maraini è scarno, asciutto e scorrevole, il perfetto contraltare alle vicende descritte, che rende la lettura ancora più sconcertante. Rileggendolo oggi, si capisce che in Anna sono già racchiuse tutte le donne di cui Maraini avrebbe raccontato dopo.
Nel 2021 il libro è stato ristampato nella collana BUR di Rizzoli con una nuova, bellissima prefazione di Nadia Terranova, che scrive: “Leggere oggi La vacanza è diverso che nei primi anni sessanta. Oggi questo romanzo è una guida, un astro precoce e luminoso che dice chi siamo, chi siamo state. Dacia Maraini non è più una ragazza sconosciuta, ma una scrittrice il cui talento è brillato nel mondo, una donna che si è spesa per le altre e ha fatto della militanza e della letteratura le sue e le nostre comete. Oggi possiamo riconoscere Anna come un personaggio chiave di quella vita segreta delle bambine che diventeranno donne e già sapranno come va il mondo perché hanno dovuto aprire gli occhi presto, per difendersi e per esistere. Tuttavia, se interroghiamo noi e il nostro tempo con onestà, scopriremo che il mondo non è cambiato poi tanto, che c’è ancora molta strada da fare e che sono romanzi come questo, scritture coraggiose e perciò scandalose di donne come Dacia Maraini, ad aiutarci a fare un passo avanti.”
Lettura consigliata
- Editore: Rizzzoli Collana BUR – Pagine: 204 – Data di pubblicazione 26 ottobre 2021 – ISBN-13 978-8817158664
Trama
Uscito nel 1962 e scritto in pieno boom economico, La vacanza è il primo romanzo di Dacia Maraini, una storia perturbante che racconta la scoperta della sensualità da parte di una ragazzina nell’estate del 1943. La voce narrante è quella di Anna, orfana di madre, che esce dal collegio per trascorrere le vacanze sul litorale laziale col padre e la matrigna. È ancora una bambina, ma è col corpo di una donna che Anna mette piede con incoscienza e curiosità nel mondo dei maschi adulti. E mentre il rombo degli aerei – il suono della guerra – rompe la quiete sonnacchiosa di giornate fatte di gite in pattino e appuntamenti ai bagni Savoia, Anna diventerà grande suo malgrado, scoprendo la propria femminilità di fronte all’ebete incredulità di uomini giovani e vecchi, in un contesto borghese e ipocrita che di lei sa solo approfittarsi. Un romanzo controverso e necessario, oggi più che mai contemporaneo, che in una lingua asciutta e vibrante ci consegna una protagonista che anticipa e racchiude in sé tutte le donne di Dacia Maraini.
