FRANCIS DURBRIDGE

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Francis Henry Durbridge, nato a Kingston upon Hull nello Yorkshire, in Gran Bretagna, il 25 novembre 1912, e morto a Londra il 18 aprile 1998, studiò alla Bradford Grammar School, al Wylde Green College e all’università di Birmingham, dove si laureò in Letteratura inglese. Successivamente lavorò part time presso un agente di borsa, finché – prima di sposarsi con Norah Lawley, nel 1940, da cui ebbe due figli – all’età di 21 anni, nel 1933, riuscì a vendere alla BBC il suo primo radiodramma, Promotion.

 

Durbridge cominciò così una fortunatissima carriera di romanziere e autore di mystery radiofonici e televisivi, che lo resero presto famoso non solo in Inghilterra, ma anche in Germania e in altre nazioni, Italia compresa. La sua vera e propria produzione poliziesca data infatti dal 1938, quando creò per la BBC un serial radiofonico giallo-rosa intitolato Send for Paul Temple (Scrivete a Paul Temple), con protagonista il romanziere-detective Paul Temple (interpretato da Hugh Morton), aiutato – o intralciato, secondo i casi – dalla simpatica moglie Steve. Il serial aveva il merito di sfruttare, con tecnica personale e ottimi risultati, il sistema della narrazione a puntate, stimolando di continuo l’interesse degli ascoltatori con una tecnica collaudata e funzionale. Nella prima puntata, infatti,  Durbridge introduceva numerosi pezzi di un rompicapo apparentemente insolubile, mentre nelle successive indirizzava di volta in volta i sospetti verso uno dei personaggi, suggerendo quasi contemporaneamente diverse soluzioni e lasciando gli ascoltatori di nuovo in dubbio e in sospeso alla fine di ogni capitolo.

 

Dopo una lunga esperienza radiofonica – che produsse oltre un centinaio di copioni, della serie con Paul Temple ma non solo – era inevitabile che Durbridge approdasse alla televisione, utilizzando abilmente il nuovo mezzo espressivo per realizzare storie sempre più perfezionate, peculiari e con dosi di suspense ben calibrate, che gli assicurarono un clamoroso successo di pubblico, confermato da aneddoti quasi incredibili: operai di fabbriche tedesche che si rifiutavano di lavorare durante la trasmissione dei suoi sceneggiati; strade vuote, a Zurigo, come se ci fosse il coprifuoco; locali pubblici chiusi, tram e autobus deserti… Anche in italia, come vedremo, gli sceneggiati tratti da Durbridge fecero registrare un indice di gradimento altissimo, con particolare riguardo a Come un uragano del 1971, col record di 22 milioni di spettatori, in media, per puntata.

 

Sul piano più propriamente narrativo, Durbridge scrisse anche molti romanzi gialli, che purtroppo risultano tradotti da noi in misura inferiore alla metà e con lacune anche vistose. Mancano tuttora, per esempio, le versioni italiane di A Time of Day (1959), The Scarf (1960) e A Man Called Harry Brent (1970), alla base di tre popolarissimi originali televisivi quali, rispettivamente, Paura per Janet, La sciarpa e Un certo Harry Brent.

 

Comunque sia, i gialli di Durbridge reperibili sul nostro mercato non appaiono sfuggiti, a conti fatti, al duopolio Longanesi/Mondadori, come segnaliamo di seguito con le date originali, quelle delle traduzioni italiane e le doverose abbreviazioni (Il Giallo Mondadori = GM; I Classici del Giallo Mondadori = CdG; I Gialli Longanesi = GL; I Pocket Longanesi = PL):

 

– 1940, News of Paul Temple (Ritorna Paul Temple, PL n. 620, 1977);

– 1958, The Other Man (Lungo il fiume e sull’acqua, GL, n. 119, 1974; poi in I Grandi Romanzi Gialli di Francis Durbridge – con Una strana rapina e La scarpa che mancava sempre – Longanesi, 1975);

– 1961, Paul Temple and the Margo Mystery (Delitto a tempo di rock, GM n. 1973, 1986);

– 1962, Portrait of Alison (Ritratto di Alison, GL n. 135, 1974; poi in Il vizio di uccidere – con Come un uragano e Giocando a golf una mattina – Longanesi 1976);

– 1963, My Friend Charles (…Dai nemici mi guardo io, GM n. 809, 1964; CdG n. 1203, 2008);

– 1965, Another Woman’s Shoe (La scarpa che mancava sempre, Longanesi, Il Vero Giallo n. 2, 1969);

– 1965, Paul Temple and the Geneva Mystery (Il mistero di Ginevra, GL n. 108, 1973);

– 1966, The Desperate People (I disperati, GM n. 965, 1967);

– 1967, My Wyfe Melissa (Melissa, PL n. 569, 1976; CdG n. 1379, 2015);

– 1967, Dead to the World (Morto per il mondo, PL n. 658, 1978);

– 1969, The Pig-Tail Murder (Mezz’ora per vivere, mezz’ora per morire, GM n. 1087, 1969; CdG n. 1284, 2011);

– 1970, Paul Temple and the Harkdale Robbery (Una strana rapina, GL n. 99, 1973; poi PL, 1977);

– 1972, Bat Out of Hell (Come un uragano, GL n. 130, 1974);

– 1975, A Game of Murder (Giocando a golf una mattina, GL n. 144, 1975);

– 1981, The Breakaway (Il prezzo del tradimento, GM n. 1903, 1985);

– 1982, The Doll (La bambola sull’acqua, GM n. 1847, 1984).

 

Snobbato in genere dai “veri” giallisti, disposti a vedere in lui solo un abile mestierante anziché un autore di primo piano, Durbridge rimane in ogni caso uno scrittore di indubbio successo popolare, maestro del giallo radiofonico e televisivo. Come scrisse giustamente Franca Cancogni, la traduttrice principale dei suoi romanzi trasmessi dalla nostra televisione, “Durbridge non è un classico del giallo, però è sempre, o quasi sempre, un abilissimo artigiano della suspense. Pochi come lui sanno orchestrare e dosare con tanta abilità, nelle prime puntate, una situazione di interesse spasmodico. Da quella tensione viene il resto, con un meccanismo implacabile.”

 

Che Durbridge manifesti peraltro un’efficace capacità di suspense non soltanto nelle puntate dei suoi serial, lo dimostra un mystery esemplare come Mezz’ora per vivere, mezz’ora per morire, dove una trama a orologeria imprigiona il lettore in un crescendo di tensione, pur nell’apparente semplicità degli elementi costitutivi dell’intreccio. In questo romanzo infatti, nei trenta minuti in cui Mike Hilton, agente di cambio, si attarda ad aiutare un bambino a ritrovare il suo aquilone, la ragazza che lo sta aspettando viene strangolata, e per Scotland Yard il colpevole è lui. Ma Mike sa bene di non essere un assassino, e il bambino dell’aquilone è l’unico che può dargli una mano a dimostrarlo. Ora però deve trovarlo, in una corsa contro il tempo per evitare che quel banale ritardo possa costargli la vita.

 

Nonostante successo e ricchezza, si dice che Durbridge abbia continuato a lavorare metodicamente fino alla morte, dalle nove del mattino alle sei di sera, con un intervallo verso l’una per una leggera colazione all’inglese, per cinque giorni alla settimana. “Mi diverto ancora abbastanza per mettermi tutti i giorni, alla stessa ora, davanti a un tavolo e a una macchina da scrivere” ebbe a dire in un’intervista. Tanto da rimetter mano più volte al personaggio preferito di Paul Temple, che negli ultimi romanzi, da giovane scrittore ricco e affermato, si trasforma sempre più in investigatore effettivo, che per necessità di mercato (imposte dal successo internazionale) va molto spesso in vacanza all’estero, dedicando tre mesi all’anno alla stesura di un nuovo libro, e poi sperimentando a caldo le proprie capacità deduttive nella Costa Azzurra come in Spagna, in Italia come in Germania.

 

Quanto al rapporto rilevantissimo di Durbridge con i media, risulta che Paul Temple fu portato sullo schermo tre volte da Maclean P. Rogers – Calling Paul Temple (1948), Paul Temple Triumph (1950) e Paul Temple Returns (1952), col ruolo dello scrittore-detective affidato a John Bentley e quello della moglie Steve a Dinah Sheridan. In Italia, invece, Durbrigde è noto soprattutto per gli adattamenti televisivi di alcuni suoi gialli, entrati di diritto nella storia della RAI. Trasmessi negli anni ’60 e ’70, furono sceneggiati e diretti da maestri del genere:  Franca Cancogni, come detto, si occupò delle traduzioni, Biagio Proietti degli adattamenti e Daniele D’Anza, Silverio Blasi, Leonardo Cortese, Alberto Negrin e Salvatore Nocita della regia, mentre a dare corpo ai personaggi furono grandi attori televisivi e teatrali dell’epoca, da Massimo Girotti a Rossano Brazzi, da Nino Castelnuovo a Sergio Fantoni, da Alberto Lupo a Marilù Tolo: come da elenco, che presentiamo e ci auguriamo completo.

 

– La sciarpa, regia di Guglielmo Morandi, 6 puntate dall’11 al 27 marzo 1963;

– Paura per Janet, regia di Daniele D’Anza, 6 puntate dal 2 al 18 dicembre 1963;

Melissa, regia di D. D’Anza, 6 puntate dal 23 novembre al 28 dicembre 1966;

Giocando a golf una mattina, regia di D. D’Anza, 6 puntate dal 28 settembre al 16 ottobre 1969;

Un certo Harry Brent, regia di Leonardo Cortese, 6 puntate dall’1 al 17 novembre 1970;

Come un uragano, regia di Silverio Blasi, 5 puntate dal 28 novembre al 12 dicembre 1971;

Lungo il fiume e sull’acqua, regia di Alberto Negrin, 5 puntate dal 13 al 27 gennaio 1973;

A casa… una sera, regia di Mario Landi, dramma teatrale in due parti, 23 e 24 settembre 1976, tratto dal testo rappresentato Suddenly at Home (1971);

Dimenticare Lisa, regia di Salvatore Nocita , 3 puntate dal 9 al 23 ottobre 1976;

– Traffico d’armi nel golfo, regia di Leonardo Cortese, 3 puntate dal 12 al 26 novembre 1977 (tratto da The World of Tim Frazer, 1962);

Poco a poco, regia di Alberto Sironi, 3 puntate dal 30 novembre al 7 dicembre 1980 (tratto dal testo teatrale The Gentle Hook, 1974).

 

Anche gli sceneggiati radiofonici italiani meritano, infine, d’esser sottoposti all’attenzione dei lettori appassionati (o soltanto curiosi):

Paul Temple, il romanziere poliziotto, regia di Umberto Benedetto, 8 episodi dal 28 gennaio al 18 marzo 1953:

Paul Temple e il caso Gregory, traduzione di Ippolito Pizzetti, regia di Giacomo Colli, 10 episodi dal 14 marzo al 16 maggio 1960;

Preludio al delitto, adattamento di Paola Ferroni, regia di Umberto Benedetto, trasmesso il 21 novembre 1960;

Paul Temple e l’uomo di Zermatt, versione di Pietro Robespi, regia di Umberto Benedetto, 8 episodi dal 17 luglio al 4 settembre 1961;

Margò, traduzione di Franca Cancogni, regia di Guglielmo Morandi, 10 episodi dal 19 al 30 giugno 1967;

La boutique, versione di Amleto Micozzi, regia di Umberto Benedetto, 5 episodi dal 7 settembre al 5 ottobre 1968;

per concludere con gli ultimi tre, di cui abbiamo notizia, tutti tradotti da Franca Cancogni per la regia dell’espertissimo Umberto Benedetto:

Chi è Jonathan? , dal 12 al 23 aprile 1971;

La ragazza scomparsa, 10 episodi dal 17 al 28 febbraio 1975;

Cabaret, 10 episodi dal 21 marzo al 1 aprile 1977.

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