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Detective's Drink

#5 – Marzo 2022
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Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

Siamo alla quinta puntata del viaggio nel mondo delle bevande legato ai nostri beneamati detectives.

IDENTIKIT DELLA BEVANDA:

Questa volta parlo di Bourbon cominciando con il dire che si tratta di un whyskey prodotto principalmente nel Kentucky e precisamente nella contea di Bourbon, il nome è stato riconosciuto ufficialmente dal Congresso degli Stati Uniti d’America nel 1964 e per poterlo usare bisogna rispettare un disciplinare che prevede regole sugli ingredienti e sullla lavorazione. Distillato dal mais, amatissimo dagli statunitensi, per semplificare al massimo, il Bourbon è un whiskey dal sentore dolce, burroso, sapori dovuti al mais, rotondo, speziato, legnoso con una nota di affumicatura. Solitamente distillato in alambicchi a colonna, il prodotto dopo la seconda distillazione raggiunge i 62,5 gradi e una buona purezza. Viene poi messo in botti nuove bruciate internamente. L’affinamento è una parte fondamentale perché il distillato deve “sentire” le stagioni, il rigido inverno e la calda estate dilatano e restringono il legno e determinano il sapore del Bourbon. È consentito aggiungere acqua per aggiustare il grado alcolico  ma non sono ammessi coloranti, come succede per altri distillati. La “Angel Share”, cioè la percentuale di whyskey che si perde nell’affinamento è molto alta, può raggiungere punte del 10%.

Il PERSONAGGIO

Philip Marlowe, chi sennò? Uscito dalla penna di Raymond Chandler, uno dei padri del genere “hardboiled”, protagonista di parecchi racconti, pubblicati su Black Mask, benchè non con lo stesso nome, fa il suo esordio nel 1939 ne “Il grande sonno”.  Dai libri vennero tratti film famosi e indubbiamente Humphrey Bogart, interpretando Philp Marlowe sul grande schermo, contribuì a fissare nella memoria collettiva il personaggio.  Di alcuni film Chandler fu anche sceneggiatore e per due di questi venne nominato agli Oscar ( Double Indemnity – La fiamma del peccato – del 1944 e The Blue Dahlia – La dalia blu –  nel 1946).  Marlowe è un fumatore e bevitore, agisce secondo una sua morale, ha pochi amici, affascinato dalle donne ma spesso da solo. Sempre molto elegante, ha frequentato l’università, ascolta musica classica, beve principlamente alcolici: Old Forrester e Four Roses, come drink il doppio Gibson (una variante del Martini classico) e il Gimlet. Beve birra e molto caffè.

#5 - Marzo 2022

CURIOSITÀ

Tratto da “Il lungo addio” Raymond Chandler – Feltrinelli … “Sedemmo in un angolo del bar Victor e sorbimmo un cocktail che chiamavano “succhiello” (gimlet). “Qui non sanno prepararli,” disse Terry. “Quello che chiamano succhiello non è altro che un po’ di succo di cedro o limone con gin, un cucchiaino di zucchero e uno schizzo di amaro. Un vero ‘succhiello’ è per metà gin e per metà succo di cedro di marca ‘Rose’ e nient’altro. Batte in pieno il Martini.”

È Terry Lennox, quanto di più simile a un amico abbia Marlowe, che gli fa conoscere il Gimlet, il drink compare solo nel penultimo libro “Il lungo addio”. Si dice che Chandler lo abbia inserito in fase di revisione del lbro dopo che sua moglie Cissy lo scoprì durante una traversata dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti. In un certo senso Marlowe sta al Gimlet come Bond sta al Martini.

Ricetta del Gimlet (così come viene comunemente preparato oggi)

  • 6 cl di gin
  • 3 cl di lime cordial oppure 1,5 cl di succo di lime + 2 cl di sciroppo di zuccchero e lime

Preparazione: Riempite una coppetta con del ghiaccio per raffreddarla. Riempite uno shaker con altro ghiaccio, versate il gin e il lime cordial e agitate per 12 secondi. Buttate il ghiaccio dal bicchiere e versate il Gimlet, filtrando con il colino. Guarnite con uno spicchio di lime e servite.

VALUTAZIONE PERSONALE

Mai bevuto un Gimlet, conosco però l’Old Forrester e il Four Roses ma non rientrano nei miei preferiti.

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