Quando questa rubrica era ancora nella mia mente, ragionando sulla struttura e sui personaggi che volevo legare alle bevande, lui, il personaggio di cui scrivo oggi era ed è sul mio personalissimo podio, arrivata alla trentesima puntata ho pensato che fosse il momento giusto per proporlo. Lui è Harry Hole, poliziotto norvegese di grande acume, molto tormentato e sempre in lotta contro l’alcolismo, nato dalla penna di Jo Nesbø. Con grande piacere me ne occupo in questa puntata, la bevanda associata non è nelle mie preferenze anche se l’ho provata proprio grazie al personaggio.
IDENTIKIT DELLA BEVANDA:
Non è la prima volta che parlo di whisky/whiskey o di bourbon, nello specifico la marca che viene citata nella serie di libri con protagonista Harry Hole è il Jim Beam. Questo bourbon è di origine statunitense più specificatamente del Kentucky. La Jim Beam nasce come distilleria famigliare, grande tecnica, ottime esportazioni nel mondo. Da gennaio 2014 l’azienda fa parte della Suntory, diventando Beam Suntory. Come recita la didascalia nella pagina web della compagnia: “La nostra iconica gamma di bourbon offre gusto, storia e maestria artigianale per esperienze uniche e speciali.” “Dal 1795, sette generazioni di una stessa famiglia producono il Jim Beam, famoso in tutto il mondo.”
Il PERSONAGGIO
Harry Hole: il mio incontro con questo iconico personaggio è stato un flash. Come spesso mi è accaduto nella vita, il primo romanzo della serie l’ho letto in tedesco. I gialli scandinavi sono nelle mie corde, mi piacciono le ambientazioni, mi piace leggere della società, e Harry Hole mi è entrato dentro e non tanto o almeno non solo perché tormentato, mi piace la sua capacità di indagare, mi è sembrato da subito un personaggio vero, con tutte le contraddizioni di un essere umano. Perfino nel suo alcolismo trovo qualcosa di affascinante. Non beve per piacere, ma per necessità. Il whisky per Harry non è un gusto, è una tregua. E forse è per questo che la sua lotta contro l’alcol sembra così vera: perché non è mai vinta, mai romanzata, mai giustificata. È semplicemente la sua ombra. L’eterna lotta dell’uomo contro i suoi demoni. Negli anni, abbiamo letto dei suoi tentativi di rimanere sobrio, di chiudere con l’alcol ma è indubbio che la sua è una lotta mai del tutto vinta. La vita lo ha messo di fronte a innumerevoli brutture, il prezzo che ha pagato per la vita che fa, per chi è, è enorme. Tutto questo fa di lui un personaggio a tutto tondo, maledetto e affascinante in egual misura.
CURIOSITÀ
In Norvegia la vendita di alcolici con gradazione superiore al 4,75% è gestita dal monopolio statale Vinmonopolet, con orari limitati e prezzi elevatissimi a causa delle pesanti tasse. Nonostante queste restrizioni, il consumo di whisky è stabile e gli appassionati norvegesi sono considerati tra i più competenti e esigenti al mondo. Negli ultimi anni è emersa una piccola ma vivace scena di distillerie artigianali norvegesi che producono whisky di qualità, sfruttando acqua purissima e tecniche innovative.
Questo contesto rende ancora più significativo il rapporto di Harry con l’alcol: in un paese dove i prezzi degli alcolici sono elevati, la sua dipendenza diventa ancora più costosa e problematica.
VALUTAZIONE PERSONALE
Non sono una grande bevitrice di whiskey, anche se ogni tanto mi capita. La curiosità di provare un Jim Beam mi è venuta dopo aver letto Harry Hole. Il bourbon non è esattamente nelle mie corde, preferisco la grappa ma una volta ogni tanto faccio un’eccezione e provo qualcosa di diverso. Nei miei appunti sul Jim Beam ho scritto: leggero, sa leggermente di nocciola, verso il finale un sentore di vaniglia, sapori non persistenti.
per scrivere questo articolo ho letto tutti i libri di Jo Nesbø con protagonista Harry Hole; https://www.jimbeam.com/; https://www.suntoryglobalspirits.com/our-brands/whiskey ; Statista, “Whisky – Norway Market Forecast”; Euromonitor International, “Spirits in Norway” (2025)


