Recensione a cura di Alessandro Noseda
Peccato, peccato, peccato.
Ecco cosa ho pensato chiudendo l’ultima pagina del romanzo di Pierluigi Porazzi e Massimo Campazzo.
Peccato perché è finito troppo presto, peccato perché meritava più spazio, peccato perché non so quando mi capiterà un poliziesco così avvincente.
L’inizio è da manuale. Immaginatevi di leggere quattro pagine e di sentirvi come se vi fosse arrivato un diretto alla bocca dello stomaco, come se vi avesse travolto un treno, come sotto una mischia di rugby.
E poi il ritmo. Cinematografico. Scene rapide. Capitoli brevi. Un incalzare di immagini. Più una sceneggiatura alla “Almost Blue”, che un noir classico.
Perfetta l’ambientazione nella placida città di provincia, lavoratrice, opulenta, borghese.
E il tema fondante trattato giornalisticamente. Il bullismo, l’esclusione, il branco, il mondo dell’adolescenza versus quello degli adulti e la malattia psichica, il disturbo mentale, il disagio del singolo e della collettività che non sa riconoscerlo e curarlo.
Personaggi ben narrati, senza mai essere pedanti o rallentare il ritmo della narrazione, senza interludi di autocompiacimento cari a molti giallisti.
Trama ben articolata che non anticipa, neppure al lettore più esperto, chi possa essere l’antagonista dell’ispettore Cavalieri (lui stesso?), mentre il movente è dichiarato già alle prime battute rendendo la lettura appassionante e coinvolgente.
Un altro bel centro del gatto e la volpe, Alessandro Berselli e Gianluca Morozzi, per Pendragon.
Buona lettura!
Recensione a cura di Adriana Rezzonico
Da Piccolo, a scuola, subivo, ero fragile e incapace di usare violenza. Mi piaceva ascoltare Venditti che cantava “Ci vorrebbe un amico”.
Ora sono cresciuto e sono sposato con Alessia. Nella vita quotidiana sono una persona qualunque. Solo in questura assumo un ruolo determinante: l’ispettore Cavalieri.
Oggi devo risolvere un caso all’apparenza semplice, una sequenza di omicidi.
Tra le vittime anche un prestigioso avvocato.
La gente ormai si suicida spesso nella società odierna e l’immagine diventa la vera protagonista indiscussa.
Non c’è più spazio per i sentimenti e l’amore.
Gli autori Pierluigi Porazzi e Massimo Campazzo riescono a intrecciare una sequenza di omicidi in maniera rapida. La trama non dà tregua, il ritmo serrato e il dubbio attanagliano il lettore .
Un libro molto attuale, dai risvolti cupi, che invita a riflettere su molti temi.
Ci consiglia di rivalutare l’immagine e l’impatto che ha sulla bellezza esteriore. Ognuno può essere distolto dalla vita reale semplicemente con una crema che distende le rughe e ci si può sentire superiori se si è in grado di avere una bella macchina?
Il bullismo appare come una semplice bravata, ma quante declinazioni può avere?
Quanto è distante questa storia dalla realtà e cosa può insegnare?
Buona lettura!
- Collana: gLam

