Recensione a cura di Dario Brunetti
Ultima notte sull’Arno è il nuovo romanzo di Simone Togneri uscito per la Fratelli Frilli editori. Ritroviamo la coppia formata dal commissario Mezzanotte e l’ex poliziotto Simon Renoir alle prese con tre morti misteriose avvenute a Firenze nello stesso giorno.
Un marito uccide la moglie con due colpi di fucile da caccia in una cascina dell’Antella, su una panchina nel parco del Saletto viene rinvenuto il cadavere di un uomo e infine Renoir assiste alla morte fulminea di un conducente d’autobus.
Se il caso inerente alla morte della povera donna sembra essere di facile risoluzione almeno in apparenza, invece per l’uomo ritrovato morto nel parco ci sono da verificare delle incongruenze nella dinamica di quel che potrebbe apparire come un omicidio. Mezzanotte viene estromesso dalle indagini senza una concreta motivazione dalla dottoressa Amelia Anges, vice questore aggiunto.
Intanto per la morte del conducente d’autobus, Renoir ci vuole vedere chiaro ed effettua la sua indagine personale.
Come ci insegna il buon tenente Colombo, quando ci sono dei casi di omicidio che presentano i loro fili scoperti non resta che approfondire.
Il diavolo è entrato nelle vite dei personaggi di questa storia e serpeggia infimo proprio in quei dettagli che non sembrano trovare il loro giusto incastro.
La domanda sorgerà spontanea per il lettore: in quale modo tre casi scollegati in apparenza tra di loro troveranno un unico filo conduttore che li lega?
La risposta gliela offrirà l’ottimo Togneri che ancora una volta si è dimostrato un architetto di smisurato talento per il modo in cui è riuscito a unire i tasselli di un puzzle intricato pure per il più esperto risolutore di giochi a incastro.
Una sfida interessante per il lettore appassionato di enigmi, soprattutto quando dietro un delitto si nasconde una precisa pianificazione come se ci trovassimo in un telefilm del già citato tenente Colombo che trovava il nemico di turno che lo sottoponeva al suo progetto geometrico perfetto nascondendone il suo lato diabolico.
Per Togneri ho potuto cogliere e al tempo stesso apprezzare un richiamo alla struttura narrativa classica per stile adottato in questo nuovo capitolo della serie dedicata alla coppia Mezzanotte e Renoir che si concretizza attraverso un risultato davvero convincente per gli amanti del giallo.
Ma la struttura del giallo classico deduttivo si mescola con la modernità di un noir ambientato in una Firenze torrida e soffocante che toglie il respiro anche ai personaggi della storia. Crepe psicologiche che tornano a farsi sentire nel presente e che appartengono a un passato che ha scosso forse per sempre il loro vissuto. Ferite aperte che non hanno mai smesso di sanguinare.
Amore e odio saranno le facce opposte della stessa medaglia o si nasconderanno attraverso un filo sottile quasi invisibile che li renderà complementari?
Non è più il tempo per offrire delle risposte al lettore, lasciamo che si gusti questo ottimo noir sorseggiando il calice del suo vino preferito.

