Uccide di Ruiz e Galetti è un noir che porta il lettore nella suggestiva cornice delle isole del Dodecaneso, tra il fascino del mare greco, il calore dell’estate e il mistero che aleggia nella notte di San Lorenzo, quando le stelle cadenti diventano teatro di un oscuro rituale. Gli autori intrecciano una trama avvincente che coniuga il fascino del giallo classico con l’immediatezza di un thriller contemporaneo.
La piccola isola di Lipsi fa da sfondo alle indagini di un eterogeneo team di esperti inviati dall’Interpol per fermare un serial killer soprannominato Achille. Da quattordici anni, l’assassino colpisce donne bellissime durante la notte di San Lorenzo, seguendo un rituale inquietante. L’accurata descrizione dell’ambiente greco immerge il lettore in una realtà fatta di natura incontaminata, turisti ignari e tensione crescente. Questo contrasto tra il paradiso mediterraneo e l’orrore che vi si consuma è uno degli elementi più riusciti del romanzo.
La scelta della notte di San Lorenzo come sfondo temporale è particolarmente suggestiva. Questo evento astronomico, noto per le Perseidi, evoca da sempre desideri e speranze: si dice che ogni stella cadente sia una lacrima del santo martire, trasformata in luce. Gli autori ribaltano questa immagine poetica, trasformando la magia in minaccia.
La notte delle stelle cadenti, che raggiunge il suo culmine intorno al 10-13 agosto, è uno spettacolo visibile in gran parte dell’emisfero nord. La Grecia, con i suoi cieli limpidi e privi di inquinamento luminoso, offre uno scenario ideale per contemplare lo sciame meteorico. Tuttavia, in Uccide, questa bellezza naturale diventa il contesto perfetto per un killer metodico, che trasforma il desiderio in paura.
La trama segue lo schema del giallo tradizionale: un gruppo di personaggi forti e diversi, un’indagine contro il tempo, e un assassino astuto e crudele che sembra sempre avere il vantaggio. Ruiz e Galetti costruiscono un puzzle narrativo accattivante, disseminando indizi che invitano il lettore a partecipare attivamente all’indagine. Uno dei pregi del romanzo è proprio la possibilità di individuare l’identità di Achille insieme o persino prima dei protagonisti, un aspetto che richiama i migliori esempi della letteratura investigativa.
La squadra dell’Interpol, composta da otto membri di diverse nazionalità, aggiunge ulteriore profondità alla narrazione. Le rivalità interne e le personalità contrastanti rendono il loro lavoro ancora più complicato e aggiungono tensione alla storia.
Nonostante il fascino della storia, il momento cruciale in cui l’identità dell’assassino viene svelata l’ho trovato meno coinvolgente rispetto al resto del romanzo. Il colpo di scena si basa su un evento fortuito – una pressione accidentale del tasto “enter” che rivela informazioni cruciali – che rischia di spezzare la tensione costruita fino a quel punto. Sebbene questa scelta narrativa possa essere interpretata come un’ironia sul caso e sul destino, mi aspettavo una rivelazione più elaborata o, almeno, con un pizzico di suspense in più.
Uccide è un romanzo che cattura con la sua scrittura asciutta ma evocativa, capace di trasportare il lettore tra le bellezze naturali di Lipsi e le ombre di un’indagine intricata. La scelta di ambientare la storia in Grecia, luogo conosciuto e amato dagli autori, aggiunge autenticità e fascino. Anche i paradisi più idilliaci possono nascondere segreti terribili.
Un’opera ideale per gli amanti del noir che cercano un mix di esotismo, tensione e colpi di scena.


