Tutta colpa di una lumaca
Zac è un adolescente schizofrenico, una creatura speciale, occhi blu, ipnotici, e capelli rossi: passa il suo tempo a chiacchierare con i bambini morti, i suoi unici amici. E quando il piccolo Danny gli chiede aiuto, Zac è pronto a dargli una mano: cinque anni prima Danny è annegato nella piscina della villa di famiglia, e il caso è stato archiviato come incidente. Ma lui non ci crede, non si dà pace. E vuole sapere chi l’ha ucciso. Zac si rivolge al suo psicoanalista, e anche al suo amico commissario Bruno Ligabue, ma è solo quando, inaspettatamente, emergerà un dettaglio rimasto nascosto per tutti quegli anni, che il caso viene riaperto e l’indagine affidata a Ligabue e alla PM Agostina Picariello. Un commissario e una PM – anche loro, come tutti gli esseri umani, alle prese con i propri fantasmi – che si ritroveranno a esplorare le ombre inquiete della grande famiglia di Danny. I suoi genitori, il fratello, lo zio e il nonno, già devastati dal lutto, saranno costretti a guardare dentro il proprio passato e a far affiorare segreti e colpe. Tra bugie, errori, amori difficili e spettri che non smettono di circolare tra i vivi, Bruno e Agostina scopriranno che la verità non basta a mettere ordine nelle esistenze degli uomini. Nemmeno nella loro. Man mano che l’indagine procede, anche nelle loro vite private affioreranno vecchie ferite, sorprese inaspettate e legami impensabili. Alla fine – come era già accaduto nel libro di esordio di Silvia Napolitano, Quel confine sottile – le cose cambieranno per tutti: ma sarà sempre il caso a governarle, a distribuire le carte e a giocare con le vite di ognuno.
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Recensione a cura di Ornella Donna

Silvia Napolitano, dopo il successo di Quel confine sottile, torna in libreria con Tutta colpa di una lumaca, un giallo psicologico, divertente e scritto con una prosa colta e raffinata, che scava profondamente nei traumi del passato.

Protagonista indiscusso del romanzo è Zac, adolescente schizofrenico, che comunica con i fantasmi dei bambini morti. Un giorno gli appare il piccolo Danny, annegato nella piscina di casa, che gli dice di non essere morto per un tragico incidente, bensì per un bieco omicidio. Qualcuno gli ha posato una mano sul capo e lo ha costretto ad annegare. Zac si precipita immediatamente dal suo analista Fabrizio e dal suo amico commissario, Bruno Ligabue, e chiede di riaprire il caso. Ligabue però è molto impegnato con la vicenda che vede la tragica morte di un anziano cardiologo, che ha trovato la morte gettandosi giù dal balcone della clinica dove era ricoverato. Scelta deliberata o omicidio?
Due inchieste difficili e delicate, che affrontano un passato carico di menzogne, tradimenti, e verità abilmente occultate, in cui nessuno è chi dice di essere e ha un bagaglio di misteri da fare inorridire. Riuscirà il nostro commissario a fare luce sui due casi così complessi e menzogneri? E la lumaca, a cui si allude nel titolo, quale parte ha nella narrazione? Di che cosa è colpevole?
Una narrazione fresca e leggera, capace di emozionare, che tratta argomenti delicati, quali la pedofilia, la correlazione, il tradimento, le menzogne, con una rara sensibilità narrativa. Un bel giallo intrigante e di qualità. Un romanzo che rivolge uno sguardo particolare alla costruzione di una trama ad incastro perfetta e ricca di emozioni. Ma non solo: è un romanzo che mette al centro della narrazione il dolore, la solitudine, la diversità, la fragilità. Per chi ama il noir psicologico ed introspettivo, una perla rara.
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