Svolta mortale
Ottobre 1970. Il vicecommissario Lorenzo Muraro, poliziotto in profonda crisi personale, trasferito da poco alla Mobile di Genova dopo un increscioso episodio accaduto durante la rivolta di Reggio Calabria, sotto una pioggia torrenziale accorre sul luogo del ritrovamento di un cadavere, vicino al torrente Bisagno. Un cadavere strano dice la segnalazione. Incidente o delitto? Nella morte di Antonio Caligari molti dettagli non tornano, ma di lì a poco la scena del crimine e tutta Genova finiscono sommerse da una delle alluvioni più violente della storia cittadina. Riannodare i fili non è facile. Le domande senza risposta sono tante: perché i Servizi s’interessano a quella morte, che in molti vorrebbero archiviata in fretta? Chi era Antonio Caligari? La sua morte è legata al turbolento passato degli anni di guerra o alle torbide frequentazioni del presente? Tra «angeli del fango» e vedove ambigue, imprenditori spregiudicati e reduci agguerriti, in una Genova stremata l’inchiesta si muove tra segreti inconfessabili e insidiose trame politiche, nei giorni caldi della «strategia della tensione». Fino alla svolta decisiva. Che per Muraro potrebbe diventare mortale.
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In una Genova alluvionata Il vicecommissario Muraro, della squadra mobile, si muove tra strade allagate, auto sommerse e gente in pericolo. Tante le persone da salvare, tanti coloro che si disperano poiché hanno perso casa, bottega, parenti, amici…. Lui riesce anche ad agire da eroe, salvando da morte certa una coppia in pericolo, rifugiata sul tetto di un’auto. Ponti crollati, ferrovia sommersa, negozi allagati, letti che galleggiano nella melma, gente arrampicata sugli alberi… la città è allo stremo.

Svolta mortale è raccontato in prima persona, un noir a tratti poetico, intimistico, e a tratti crudo, che bilancia con maestria dialoghi, fatti e descrizioni. Cambiaso usa un linguaggio elegante e mai banale, si evince, dalla narrazione la ricerca del termine giusto, chiaro, preciso, non scontato. Il ritmo narrativo è ben calibrato e i capitoli si susseguono con buona alternanza, la storia acquista dunque, pian piano, un sapore che ti cattura e ti inchioda alla pagina.
Muraro deve indagare su una morte strana: il cadavere di un uomo legato ad ambienti eversivi viene ritrovato insieme al suo cane in una pozza, vicino al Bisagno, il torrente che di lì a poco, in concorso con altri, sommergerà indizi e prove, trasformando la città in un enorme lago, le cui viuzze e piazze allagate sono tra i macabri protagonisti in questa storia. Genova è dunque tra gli interpreti, con i suoi caruggi, la focaccia pucciata nel cappuccino i suoi bar sommersi, le lire e i gettoni della SIP, dettagli che ci ricordano che siamo nel 1970!
“La pioggia schiaffeggia il parabrezza e balla il tip tap sul tettuccio della Giulia”, intanto Muraro, con la sua squadra, gira, torna, interroga, chiede, sospetta… e pian piano scopre il velo che cela verità sempre più torbide, come il fango che avvolge la città. Chi è la bella vedova che anche in tuta sembra una regina? È sincera? E che parte ha nella faccenda? E la figlia della vittima? Angelo del fango o ragazza ambigua che “non ce la conta giusta”? Ma non dirò di più: per sapere cosa accade in questa intrigante storia… vi tocca leggerla!
Consigliato!

 

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