La variabile Costante. Costante indaga tra Milano e Acireale
L’efferato delitto di una giovane donna scuote la tranquilla routine settembrina della cittadina barocca di Acireale, adagiata ai piedi dell’Etna. La pista privilegiata è quella del delitto passionale, della lite domestica, una come tante, degenerata in assassinio. Ma forse le cose non stanno proprio in questi termini. Le vicende personali e professionali di Tancredi Serravalle, docente di Storia e Filosofia, incalzato dalla nuova preside, ossessionato dai programmi ministeriali, pungolato senza sosta dall’ironia irriverente del suo demone socratico, e del commissario Giacomo Costante, pendolare per amore della sua passionale dirigente di banca, si intersecano, intrecciandosi in una trama intensa che funge da pretesto per fotografare uno spaccato di realtà e suggerire alcuni spunti di riflessione sulla frenesia della società contemporanea. Una serie di circostanze contingenti, di più o meno fortuite variabili, come pure la morte nel capoluogo lombardo di un pregiudicato, vecchia conoscenza del commissario, spingerà Giacomo Costante ad allargare il fronte geografico e investigativo delle indagini e ad occuparsi di palestre, locali di lap dance, aguzzini ucraini e traffici illeciti tra Acireale e Milano. Un intreccio che coinvolgerà, apparentemente suo malgrado, anche il professor Serravalle.
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Recensione a cura di Simonetta Spurio

Il commissario Giacomo Costante è una persona normale, un comune funzionario pubblico che fa bene il proprio lavoro. Come molti suoi colleghi.

Anche se qualcuno potrebbe non trovare normale tutto ciò e al di là di facili e scontate  ironie, intendo dire che non è un personaggio con gusti originali, passatempi inusuali o personalità stravagante.

Trovo questa caratteristica abbastanza distonica rispetto al panorama di investigatori più o meno eccentrici di cui ho letto.

La stessa considerazione vale per gli altri protagonisti del libro: sono perfettamente credibili all’interno degli ambienti in cui si muovono.

La scrittura è  ricercata e analizza gli ambienti ed i personaggi in modo profondo; anche se, a volte, questo va a scapito del ritmo del “poliziesco”.

Il modesto parere? E’ un libro che si legge molto volentieri! E a Voi è piaciuto?

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