Recensione a cura di Dario Brunetti
Ben tornato Rocco Schiavone! Ritroviamo il vicequestore più amato dai lettori grazie alla formidabile penna dello scrittore e sceneggiatore Antonio Manzini che firma un nuovo capitolo della serie dal titolo Sotto mentite spoglie uscito per Sellerio editore.
Ad Aosta si respira un clima natalizio, ma non per Rocco Schiavone che non predilige proprio questa festività e la inserisce nella lista nera della sua bacheca personale messa in bella mostra in Questura. Una classifica sempre più impreziosita dalle rotture di scatole che rendono irascibile il vicequestore, a farne le spese come al solito sono i suoi agenti, uno su tutti il temibile D’Intino, imprevedibile come non mai che anche in questo nuovo capitolo farà più danni della grandine.
A impreziosire ulteriormente il romanzo saranno tre indagini scollegate tra di loro solo in apparenza: una rapina a dir poco surreale nella sua dinamica, un cadavere non identificato viene ritrovato incatenato in un lago ghiacciato e un chimico di azienda misteriosamente scomparso saranno gli ingredienti indigesti di questo corposo volume di ben 546 pagine.
Schiavone lo troviamo triste e malinconico, la presenza assenza di Marina che ha deciso di non fargli più visita, nel frattempo non riesce a fare a meno di pensare a Sandra, la spia in quel letto di ospedale costretta a lottare per rimanere in vita e chiede giornalmente al medico che l’ha in cura delle sue condizioni di salute. Ma qualcosa che non vi sveliamo finalmente accade!
È un mondo che volta le spalle a Rocco Schiavone che dovrà trovare un briciolo di umanità laddove è davvero difficile.
Un po’ come questa complessa e articolata indagine che si troverà davanti, dove niente è come sembra così piena di zone d’ombra e di lati oscuri e di personaggi che nascondono la loro doppiezza da apparire sfuggenti.
Questo aspetto sarà la chiave metaforica che l’ottimo Manzini vuole dare attraverso un noir introspettivo ed esistenzialista e dove metterà forse per la prima volta in assoluto in discussione il suo stesso protagonista Rocco Schiavone avvolto da mille dubbi interiori e una coscienza morale che sembra vacillare.
Nonostante questa fondamentale e imprescindibile peculiarità del romanzo, vi è un’indagine che stenta a decollare; il nostro protagonista deve contare su una squadra a corto di uomini che sta aspettando l’atteso rinforzo che deve prendere il posto di Italo Pierron, per fortuna non mancherà l’apporto dei suoi amici di vecchia data Brizio e Furio che avranno anche un impatto rilevante sullo sviluppo del caso.
Nel romanzo troveremo davvero tanti personaggi (forse troppi), e ognuno di loro sembra nascondere una maschera, e a volte la stessa potrebbe diventare una zavorra se impedisce di entrare in contatto con la propria autenticità, portando a una condizione psicologica che rende vulnerabile l’essere umano.
Manzini non ha scelto solo i personaggi del romanzo, ma proprio il suo protagonista, il vicequestore Rocco Schiavone.
Buona lettura!

