Sette vite come i libri è il nuovo romanzo di Serena Venditto uscito per Mondadori per la collana riservata al giallo.
Si sono appena concluse le festività natalizie e Napoli si respira la quiete, l’aria soporifera invade strade semideserte e una delle nostre protagoniste Maria Luisa Ferrari detta Malù, archeologa di Cantalupo nel Sannio con la passione per i gialli e per le investigazioni, si trova disoccupata a causa della mancanza di fondi per il suo dottorato di ricerca. Grazie ai suoi coinquilini riesce a trovare un piccolo lavoro in una libreria dell’usato la Second Chance.
Una nuova occupazione che piace tanto a Malù che resterà visibilmente affascinata e rapita dall’irresistibile mondo dei libri.
Rispolverare dei classici di un tempo passando alla narrativa contemporanea, senza tralasciare i gialli, così Malù si troverà a suo agio nel suo nuovo lavoro che le consentirà di confrontarsi sempre più con i lettori e scambiarsi opinioni sui vari testi, da scegliere o consigliare.
Chi conosce bene Malù Ferrari sa che dispone di un grande acume investigativo che le permette di risolvere degli omicidi.
In un negozio di libri dell’usato può venire a bussare alla sua porta proprio il delitto? Se si. In che modo!
Un giorno si presenta da lei il signor Procolo Buonaparte che si occupa di svuotare cantine e recupera dei libri usati destinati alla vendita.
Si sa che ci sono libri che di solito possono attirare la nostra attenzione e altri che a mala pena ci degniamo di guardare a malapena la copertina. Non è il caso di quando si ha tra le mani di uno dei classici della letteratura vittoriana come La donna in bionco di Wilkie Collins.
Uscì nel 1859 e fu il primo romanzo a essere denominato sensation novel, ricco di tensione e colpi di scena verte sulla somiglianza e sostituzione di persona di due donne molto affascinanti.
Ma cosa ha di particolare questo pregiato volume? Le pagine sono inzuppate di sangue ancora fresco.
Toccherà a Malù periziare il libro in maniera attenta e oculata, si dovrà trasformare nella Kay Scarpetta di Patricia Cornwell per compiere una vera e propria autopsia.
A noi resta da chiederci: dove potrà mai portarci un libro sporco di sangue? Era sul luogo di un delitto? Si è macchiato nel momento in cui è stata assassinata una persona oppure sono le ferite dello stesso omicida a macchiare il volume?
Per chi ama i gialli troverà interessante questo romanzo per il modo di come l’autrice ha costruito la storia e la stessa indagine sotto gli occhi attenti e vigili del gatto Mycroft.
La Venditto gioca con il lettore a colpi di indizi, dandocene uno per volta.
Un libro era sicuramente in un luogo dove si è compiuto un delitto e dove potrebbe essere avvenuto secondo la ricostruzione dell’abile Malù Ferrari.
Un libro può condurre a una via o una strada, una strada può portare a una villa o un appartamento e in un’abitazione non resta che trovarci un cadavere.
Ed è quel che troveranno in una palazzina all’ultimo piano Malù, Ariel (voce narrante del romanzo) e Mycroft.
Verrà rinvenuto il corpo di una donna completamente sconosciuta, soprattutto agli occhi degli inquilini della palazzina di Vico Cinquesanti.
La donna è morta fracassando un tavolinetto di vetro, sarà stata spinta a seguito di una colluttazione ed è quel che si presume, guardando la scena del crimine.
Come risalire all’identità della donna? Ariel ha una grande intuizione che ci porterà in provincia di Napoli, ma ovviamente non diremo di quale luogo si tratta.
Una prova assoluta e di qualità sopraffina da merito alla Venditto di aver costruito un giallo godibile che non tralascia mai la spiccata dose di ironia.
Il cozy crime è un marchio di fabbrica che contraddistingue l’autrice che regala ai lettori storie appassionanti, sette vite come i libri ne è l’autentica dimostrazione di come si può costruire un solido impianto narrativo abbinando il giallo alla commedia.
Ci troveremo a nostro agio nel maneggiare questo volume che ci porta una storia di intrighi e di misteri avvalendosi di un caposaldo della letteratura crime come una donna in bianco che fece guadagnare a Wilkie Collins l’appellativo di “padre del poliziesco moderno”.
Ogni anno non perdo l’appuntamento con gli strambi coinquilini dell’interno 5, di via Atri 36, non li puoi lasciare da soli un attimo che accade sempre qualcosa!
A proposito cosa è successo tra Kobe e Aiumy? C’è aria di burrasca? E il rapporto tra Malù e il suo fidanzato, medico Marco Astori in che fase sarà?
Un imperdibile romanzo vi attende per voler dare una risposta definitiva a ogni domanda, compreso chi ha potuto metter fine a una donna della quale non si conosce nemmeno il nome. Vi consiglio di seguire gli indizi uno ad uno e mettendoli insieme arriverete alla soluzione finale e fate affidamento sull’intuizione dell’improvvisato detective che c’è in voi!
A me non resta dare appuntamento a Mycroft (con tanto di carezza) e ai coinquilini dell’interno 5, di via Atri 36 alla prossima divertente e misteriosa avventura!

