La volta di troppo
Rebecca è una donna obesa che da anni non esce dalla sua stanza da letto e passa il tempo facendo la detective al soldo di cuori infranti a caccia di prove del tradimento subito. Il suo terreno di caccia sono i social network: attraverso post, foto, commenti e like è in grado di ricostruire tresche e scappatelle. Delusa e tradita dagli uomini, Rebecca ha un figlio, Angelo, commissario di polizia. Il caso vuole che proprio lui sia chiamato a indagare sull’omicidio di un’antica rivale della madre. E così, madre e figlio si troveranno uniti in un’indagine che porterà alla luce rancori e conflitti mai risolti. Con questo romanzo, Caterina Falconi dà vita a un personaggio indimenticabile, che non si vorrebbe abbandonare nemmeno una volta terminato il libro.
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mbaldi
Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

…“Aveva imparato quello che sapeva sette anni prima, quando era ancora magra e tutto era diverso, spiando l’amante su Facebook.” e ancora … “Rebecca addentò il terzo bignè e socchiuse gli occhi dal piacere.” In queste due frasi c’è molto di quello che Rebecca è diventata: obesa, rinchiusa nella sua stanza, capace di setacciare i profili social in cerca di notizie, una detective particolare. Aiuta gli altri senza chiedere un compenso, le portano cibo che è il suo bene rifugio. Ha una mente brillante, un passato da giornalista, un figlio commissario di polizia al quale la lega un forte amore ma una altrettanto grande difficoltà ad aprirsi con lui …  “Erano persone avvezze alle asprezze del cuore.” Proprio al figlio vengono affidate le indagini sulla morte di una donna, Colomba De Pedris, trovata nella propria casa, strangolata. Un caso difficile, senza impronte sul luogo del delitto, senza evidenze. Per dare una mano a suo figlio, nonostante le costi un grande sforzo occuparsi della donna che aveva preso il suo posto nel letto del suo amante, il “Picasso d’Abruzzo”, Rebecca decide di spulciare i social alla caccia di qualche indizio, di rituffarsi nel passato doloroso al quale ha cercato di sottrarsi. Alla luce di quanto legge sui profili Rebecca si renderà conto che non valeva la pena voler male alla donna uccisa. I ricordi della sua vicenda personale le faranno comprendere che l’unica colpa, ammesso che di colpa si possa parlare, di Colomba era stata quella di innamorarsi di un vanesio. Indagando, Rebecca capirà la verità e … per sapere tutto dovete leggere il libro. Caterina Falconi raccontando questa storia affronta temi attuali e lascia a chi legge la possibilità di riflettere sulla complessità della vita, sulle fragilità personali. Il libro è piacevole da leggere, la scrittura lineare, c’è dell’ironia nel descrivere certe situazioni, l’autrice non parteggia, tratteggia con delicatezza situazioni dolorose.  Si è invogliati ad andare avanti per arrivare alla fine, perché nonostante i temi trattati sempre di un giallo si tratta e quindi il fine ultimo è scoprire il colpevole, svelare il mistero.

 

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