Santi in paradiso
Per fortuna l’avvocato Ettore Mezzalama ha un cuore d’atleta. Ne ha bisogno per resistere alla fine del suo matrimonio e alle stranezze di un figlio ribelle che è una vera dannazione. E già questo basterebbe a mandare in frantumi la normalità di una rispettabile vita borghese. Se poi si aggiungono la scoperta tardiva della propria omosessualità e la relazione clandestina con Ferdinando, fascinoso musicista e suo vicino di casa, allora serve davvero un fisico bestiale. Per completare il quadro da crisi di nervi ci si mette pure una socia insofferente all’autorità. L’avvocata Emilia Artemisi ha un viso alla Modigliani e una faccia di bronzo. Ne ha bisogno per tenere il punto del suo catto-femminismo e gestire la condizione di “suora in aspettativa”. Per non farsi mancare niente, ha pure un ex fidanzato che prova ancora qualcosa per lei e un socio campione di disturbi ossessivo-compulsivi. Ettore ed Emilia sono soci per l’appunto e lavorano per il Vaticano. Il loro referente Oltretevere è Monsignor Calvados, segretario al dicastero dell’Economia. È lui ad affidare ai due avvocati il compito di far luce sui misteri legati a un monastero vicino Pescara. Le monache ottuagenarie di Santa Giustina si sono cacciate in qualche brutto pasticcio. E quando devono giustificare i milioni che da anni transitano sui loro conti diventano omertose. Come se non bastasse tra le mura del monastero poco tempo prima è morta l’anziana suor Anna, ma quella non sembra una morte naturale. Comincia così un’inchiesta vorticosa che finisce per coinvolgere alti prelati ed esponenti della criminalità organizzata, sacerdoti col vizio del gioco e militanti di estrema destra. Gli autori che si nascondono dietro allo pseudonimo di Sommo Marsico conoscono a fondo le faccende ecclesiastiche e mettono in scena una coppia di investigatori capace di misurare la fede coi dubbi e le debolezze che confondono i cuori. Non si limitano a comporre un’esilarante commedia gialla ricca di colpi di scena, fanno molto di più: con grazia e leggerezza mostrano quanto un’istituzione millenaria come la chiesa cattolica sia in realtà uno dei tanti capitoli della commedia umana. Con “Santi in Paradiso” la commedia gialla si spinge nei meandri del Vaticano. Sommo Marsico è l’insider che ci porta dove nessuno si era ancora avventurato, insieme a due protagonisti indimenticabili: la ribelle suor Emilia e il commissario pontificio Ettore Mezzalama.
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Santi in paradiso è il primo romanzo giallo di Sommo Marsico, pseudonimo che nasconde una coppia di autori, uno con legami nel mondo ecclesiastico, l’altro giornalista. Racconta una vicenda dove l’istituzione millenaria della Chiesa incontra le fragilità e i dubbi terreni.

Protagonista una coppia di investigatori sui generis che affronterà con incertezze ed ironia misteri, colpi di scena, rivelazioni sorprendenti.

Insieme scopriranno quanto la realtà ecclesiale sia condizionata dai limiti umani piuttosto che dalle grandezze celesti.

L’avvocato Ettore Mezzalama dovrà gestire con coraggio il divorzio, un figlio ingombrante e la vicenda in cui si trova suo malgrado proiettato.

L’altra protagonista, l’avvocata Emilia Artemisi, è una donna decisa, risoluta e per di più con un ruolo decisamente originale: è una suora in attesa di scegliere quale percorso fare nel suo futuro, femminista convinta ed insofferente alle regole dell’ordine cui appartiene, con un ex fidanzato ancora innamorato di lei.

Ettore ed Emilia sono soci e lavorano per il Vaticano, come commissari pontifici.

Il loro punto di riferimento presso la Santa Sede è il segretario al dicastero dell’economia monsignor Calvados. E’ lui ad affidare ai due legali l’incarico di seguire cosa accade in un monastero di clausura vicino a Pescara dove una monaca è stata apparentemente uccisa, soffocata nel sonno, forse perché a conoscenza di ciò che sta avvenendo attorno e dentro le mura claustrali.

Sembra che le anziane religiose ospiti del convento nascondano un segreto: da anni sui conti bancari delle consorelle transitano milioni di euro i cui movimenti le monache non sanno giustificare chiudendosi in un sospetto silenzio.

L’inchiesta di Ettore ed Emilia scoperchierà un inaspettato vaso di Pandora da cui usciranno alti prelati, sacerdoti ludopatici, militanti di estrema destra.

Sarà un’indagine complessa, che porterà i due protagonisti ad affrontare situazioni difficili, delicate, a tratti sconvolgenti. Alla fine l’esito rivelerà una mente diabolica che gestisce affari milionari e che, scoperta, reagirà con arroganza e rabbia.

La chiesa metterà a tacere lo scandalo a modo suo.

Al noir si affiancano le storie personali dei due avvocati. Ettore con un divorzio, un figlio ribelle da gestire e una relazione omosessuale che gli crea sensi di colpa e brividi di paura al pensiero di essere giudicato. Emilia, cui il velo va stretto, è brillante, simpatica, fuori dagli schemi, femminista convinta, iperattiva.

Santi in Paradiso non è solo una commedia gialla godibile e dal ritmo veloce. Attraverso le sue pagine gli autori propongono una riflessione sull’omosessualità vissuta apertamente, i rapporti tra generazioni, il razzismo, le mafie, la violenza che caratterizza la nostra società.

E poi la Chiesa romana con le sue contraddizioni, la gestione economica di una realtà che ha ben poco di spirituale, offuscata da antichi rituali e oscuri segreti.

I due autori scelgono una scrittura vivace, ricca di dialoghi e passaggi divertenti. Mettono in scena situazioni bizzarre e personaggi secondari ben delineati.

I contenuti proposti, soprattutto quelli riguardanti argomenti speso velati da mistero, attirano la curiosità del lettore che arriverà all’ultima pagina con la certezza di aver letto un racconto divertente e soprattutto aver scoperto una coppia di autori da tenere d’occhio.

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