Genere:
Rose bianche sull’acqua
A Orta, splendida come il panorama dell’omonimo lago, due matrimoni vanno in fumo. E una donna viene trovata morta in una darsena. Il commissario Verano per risolvere il mistero dovrà districarsi fra curiosi personaggi, che racchiudono ciascuno la propria verità. Protagonisti della storia sono i bellissimi scorci di Orta e dei paesi intorno, un dolce ambiente di provincia, dove tutti si conoscono e tutti hanno i loro segreti. Le rose bianche, simbolo, di purezza e innocenza, diventano emblema di inquietudine.
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Dalla prefazione a questo giallo scritta da Ambretta Sanpietro (curatrice delle antologie “Delitti di Lago” edite sempre da Morellini, giunte ormai alla settima edizione):

“Il paesaggio di lago è ambientazione straordinaria per un romanzo giallo, offre un perfetto contrasto tra il male perpetrato dall’uomo e la bellezza della natura, mutevole nei colori secondo le ore del giorno o le condizioni metereologiche. Per Rose bianche sull’acqua Erica Gibogini ha scelto Orta e l’Isola di san Giulio come scenario. Una cittadina meta di turismo internazionale fin dall’Ottocento, che è un gioiello di bellezza e che l’autrice conosce molto bene perché si trova a pochi chilometri dalla sua Pettenasco.”

Non possiamo che essere d’accordo con la Sampietro, l’isola di San Giulio e il lago, le ville e le darsene dal sapore antico, sono a tutti gli effetti tra i protagonisti di questa storia, forte e delicata al tempo stesso.

Il romanzo si avvia in sordina, una faccenda di matrimoni d’ottobre, narrata al passato da un osservatore esterno. Una barca, un uomo che rema, l’acqua scura del lago e la nebbia, evento raro ma non impossibile.

È un libro denso di odori e rumori d’acqua, di cancelli delle darsene che cigolano, del sentore umido di lago, così particolare e caro a chi ci vive. Tutto questo traspare dalla narrazione, a volte quasi onirica, e ci racconta di donne, di anziane coppie e di remi che gemono negli scalmi immersi in una atmosfera lattiginosa di mistero. “Niente di buono può uscire dalla nebbia” esclama Osvaldo, “la nebbia nasconde la verità…”

A quanto pare, sono molte le coppie che bramano sposarsi in una cornice così prestigiosa e romantica, ma in questo caso il diavolo ci mette lo zampino. Esoterico? Assolutamente no! È un modo di dire: sarà una persona in carne e ossa a combinare il guaio? Da lettori attenti ci tocca scovare gli indizi che l’autrice dissemina sapientemente lungo le pagine.

Dalla sordina si passa all’azione e al mistero sempre più fitto, la storia inizia ad acchiappare il lettore per non mollarlo più fino alla fine. Riuscirà il commissario Verano a sbrogliare la matassa?

Vi tocca leggerlo!

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