Presunto colpevole
A settantasette anni Rusty Sabich è un giudice in pensione che vive con la sua compagna Bea in una bella casa sul lago nel Midwest. La loro tranquilla esistenza viene turbata dall’improvvisa sparizione di Aaron, il figlio adottivo di Bea, un ragazzo nero poco più che ventenne che ha avuto guai con la giustizia per questioni di droga ed è in libertà vigilata: se non tornerà a casa, andrà in carcere. Quando finalmente riappare, Aaron racconta in modo piuttosto confuso di essere stato in campeggio con Mae, la sua ragazza, e di essersene poi andato lasciandola sola nel bosco dopo una litigata furibonda. Di Mae però si sono perse le tracce; iniziano le ricerche e dopo un paio di settimane viene ritrovata morta. Tutti i sospetti ricadono su Aaron che viene accusato di omicidio di primo grado e arrestato. Nonostante gli indizi a suo carico sembrino schiaccianti, Bea è convinta dell’innocenza del figlio e prega Rusty di diventare suo avvocato difensore, e lui, dapprima riluttante, accetta. Ma il sistema giudiziario al quale Rusty ha dedicato la sua intera vita può davvero garantire giustizia a chi è presunto colpevole? Dopo “Presunto innocente”, il romanzo che ha ridefinito il legal thriller, torna per l’ultima volta in tribunale l’indimenticabile giudice e avvocato Rusty Sabich, alle prese con un caso che fin dall’inizio si prospetta disperato e un processo complesso dalle forti implicazioni razziali, che non risparmia colpi di scena fino all’ultima pagina. Scott Turow è al suo meglio in questo romanzo che esplora il lato oscuro della giustizia in una piccola comunità di provincia a prevalenza bianca e le drammatiche ripercussioni sulla vita di una famiglia ferita.
“Ma te lo dico di cuore: se non torni da lei, se chiudi definitivamente quel capitolo, la tua vita non farà che migliorare. Sì, Mae, non è una persona comune, te lo concedo, forse quello che hai avuto con lei non lo avrai mai più, ma pensa al prezzo da pagare. Una persona così feroce e distruttiva? Meglio dirle addio”

Scott Turow ambienta il suo nuovo lavoro letterario nella Skageon County confinante con lo splendido Como Lake, qui in una comunità tipicamente americana, di circa cinquantamila persone, abitano Rusty e l’attuale compagna Bea. Rusty Sabich giudice ora in pensione, non è un personaggio nuovo a quanti leggono Turow, infatti  è stato  protagonista di alcuni dei suoi best seller più riusciti. Questa scelta, che ho molto apprezzato, ci permette di  seguire l’evoluzione del protagonista, che superate  avversità piuttosto drammatiche, alla veneranda età dei settantasette, aspira a uno stile di vita più sereno in condivisione  con l’amata Bea, donna che considera eccezionale e con cui ha un rapporto intenso e stabile ormai da anni.

La descrizione della comunità è molto particolareggiata e il lettore viene immerso nell’atmosfera cittadina dove ha la possibilità di incontrare e conoscere gli abitanti. La scrittura di Turow è densa, ricca di parole, il romanzo è corposo, supera le 500 pagine, ogni dettaglio viene sviscerato con particolare attenzione. Si ha l’impressione di trovarsi davanti a un legal thriller corale, dove ognuno ha la sua parte nella storia.

Tornando a Rusty il suo anelare a una pensione serena cozza però con la situazione alquanto complessa di Aaron figlio adottivo  di Bea, un ventenne nero che ha avuto problemi con la giustizia a causa della droga, ora in libertà vigilata. Il ragazzo intrattiene una relazione sentimentale con Mae, una stupenda ragazza dal carattere complesso dedita all’uso di stupefacenti. Al contrario di Aaron che sta cercando di ritornare pulito, Mae continua a fare uso di varie droghe. Il rapporto tra i due è burrascoso, nonostante l’amore che li lega dalla più tenera età, Aaron si rende conto  che i sentimenti non sono sufficienti per uscire dalla spirale della droga.  I  due giovani sono precipitati  in una storia tossica, che nessuno nella comunità vede di buon occhio.

Quando Aaron esasperato decide di troncare e la ragazza viene trovata morta, i sospetti ovviamente cadono  su di lui. Bea farebbe qualsiasi cosa per scagionare  il ragazzo, e non avendo le risorse economiche per assumere un avvocato penale per difendere il figlio, prega Rusty di farsene carico. La richiesta avrà ripercussioni importanti sulla vita di coppia. Il rapporto profondo che li lega viene messo a dura prova, la paura del fallimento scava un fossato tra i due e il susseguirsi di scoperte sgradevoli sul passato di Bea, costituiscono elementi che, a conti fatti, potrebbero riuscire a scalfire anche i sentimenti più veri. Ho trovato molto attenta l’analisi che lo scrittore dedica a questo aspetto e alle ripercussioni sociali che sconvolgono  tutta la comunità per l’efferato omicidio commesso. Aaron è il candidato perfetto, era in compagnia della vittima, delinquente e di nazionalità nera….chi mai lo potrà credere innocente?

Con la solita maestria, Turow ci avvicina alle complesse procedure della giustizia penale del sistema americano, il meccanismo sottile che lega la giuria, il magistrato che presiede il processo con  gli avvocati della difesa e dell’accusa, come se si trattasse di un’opera teatrale in cui ognuno riveste un ruolo ben definito. Nei procedimenti i fattori che entrano in gioco sono moltissimi, come la scelta dei giurati,  la simpatia e i trascorsi fra le parti, il desiderio di fare carriera, verità e costruzione di essa si alternano in un balletto, dove il migliore nel presentare i fatti o la mancanza di essi, ha la meglio.

Il romanzo è davvero coinvolgente, ben costruito e si legge con interesse, nonostante le divagazioni sul passato e la vita dei vari personaggi della comunità, a mio avviso va assaporato lentamente per far depositare le parole, fino alla suspense di un  finale conclusivo non scontato.

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