Penelope alla guerra
La prima opera narrativa di Oriana Fallaci: la storia di una donna che, straniera a New York, non esita a sfidare le convenzioni (e le ingiustizie) di una società maschilista. Penelope che non si rassegna al ruolo domestico di chi tesse la tela aspettando il ritorno di Ulisse, ma, Ulisse lei stessa, Giò viaggia alla ricerca della sua identità e della sua libertà. Si disfa con freddezza della sua verginità, si innamora con ribellione di un uomo debole e affronta con coraggio il triangolo in cui si trova coinvolta da Richard e Bill. Dieci anni dopo, il volto di Giò, la protagonista di questo romanzo, potrebbe essere quello dell’io narrante di “Lettera a un bambino mai nato”.
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Alessandra Nepa
Penna Esordiente
Alessandra Nepa
Alessandra Nepa, nata a Chieti nel 1995, è laureata Magistrale in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie con un Master in Linguistica. Da sempre appassionata di scrittura e poesia, ha ottenuto prestigiosi e lodevoli riconoscimenti con la partecipazione a diversi concorsi letterari, tra i quali annoveriamo il “Premio Lettera D’Amore” di Torrevecchia Teatina, il “Premio Alda Merini” dell’Accademia dei Bronzi di Catanzaro e il “Festival delle Lettere” di Milano. Nel 2020 è stata pubblicata la sua prima raccolta poetica "Melodie Notturne" (Edizioni Tabula Fati), seguita nel 2024 da "Fili d'erba sotto le dita" (Lupi Editore). Giurata letteraria nel 2022 del "Premio Lettera D'Amore", è stata anche caporedattrice del giornale universitario di Bergamo dal 2016 al 2018 e articolista per diverse riviste digitali, tra cui "Social Up".

Primo romanzo di Oriana Fallaci, pubblicato nel 1962, Penelope alla guerra è la storia di una giovane donna che abbraccia l’avventura, accettando di trasferirsi a New York per continuare a dare ossigeno alla sua carriera da scrittrice. Tuttavia, spesso, il passato, quel passato carico di ricordi a cui si è legati, torna a sorprenderci nel presente. E così, per caso, Gio ritrova Richard, l’uomo da cui da sempre è affascinata e di cui, si scoprirà, innamorata. Il romanzo seguirà la vicenda tormentata ed inappagante di questa coppia non coppia, intrecciando la vita in carriera della protagonista, schietta e determinata nel lavoro quanto determinata e costante nel suo sogno d’ amore, con le storie degli altri personaggi, incarnazioni di vizi e virtù dell’ America.

Sulla cresta dell’onda degli “anni d’oro” della Grande Mela, Giò si fa portavoce di un nuovo modo di intendere e concepire la femminilità. Al centro, infatti, di questo sogno americano, di questa città sfavillante e pronta ad accogliere, ad ogni costo, ogni possibilità di cambiamento ed evoluzione, c’è una donna capace di disfarsi degli stereotipi di genere e di tessere la tela del suo futuro sola e testarda. Penelope alla guerra, appunto. Sicuramente un libro all’avanguardia, scritto per presentare alle donne, in particolare, una nuova visione del femminile. Del resto, la Fallaci non si è mai tirata indietro, nel corso della sua struggente ed appassionata vita, davanti alle sfide di ogni tempo.

Questo romanzo, pur presentandosi con uno stile ancora acerbo, è un manifesto, una presa di coscienza sulla posizione della donna. Dopo aver letto il libro e prima di scriverne una recensione, ho deciso di spulciare i parere, spesso negativi ahimè, dei vari lettori del libro. E sapete una cosa? Indagando ancor di più, ho scoperto che la stessa Oriana Fallaci più matura e ormai famosa, non fosse poi così orgogliosa di questo suo romanzo d’esordio. Tuttavia, sono del parere che, leggendolo, senza fare paragoni con la Fallaci di “Lettera a un bambino mai nato” e tanti altri suoi successi, sia un romanzo piacevole e leggero. Anzi, chi, come me, è un grande fan della scrittrice, noterà disseminati tra le pagine molti spunti per i libri che avrebbe scritto dopo.

Siamo in estate, il caldo è torrido e pulsante, quale migliore distrazione di un romanzo moderno con una storia d’amore tra le righe e il sogno americano come sfondo? Ah, dimenticavo: il finale vi lascerà di stucco

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