Primo romanzo di Oriana Fallaci, pubblicato nel 1962, Penelope alla guerra è la storia di una giovane donna che abbraccia l’avventura, accettando di trasferirsi a New York per continuare a dare ossigeno alla sua carriera da scrittrice. Tuttavia, spesso, il passato, quel passato carico di ricordi a cui si è legati, torna a sorprenderci nel presente. E così, per caso, Gio ritrova Richard, l’uomo da cui da sempre è affascinata e di cui, si scoprirà, innamorata. Il romanzo seguirà la vicenda tormentata ed inappagante di questa coppia non coppia, intrecciando la vita in carriera della protagonista, schietta e determinata nel lavoro quanto determinata e costante nel suo sogno d’ amore, con le storie degli altri personaggi, incarnazioni di vizi e virtù dell’ America.
Sulla cresta dell’onda degli “anni d’oro” della Grande Mela, Giò si fa portavoce di un nuovo modo di intendere e concepire la femminilità. Al centro, infatti, di questo sogno americano, di questa città sfavillante e pronta ad accogliere, ad ogni costo, ogni possibilità di cambiamento ed evoluzione, c’è una donna capace di disfarsi degli stereotipi di genere e di tessere la tela del suo futuro sola e testarda. Penelope alla guerra, appunto. Sicuramente un libro all’avanguardia, scritto per presentare alle donne, in particolare, una nuova visione del femminile. Del resto, la Fallaci non si è mai tirata indietro, nel corso della sua struggente ed appassionata vita, davanti alle sfide di ogni tempo.
Questo romanzo, pur presentandosi con uno stile ancora acerbo, è un manifesto, una presa di coscienza sulla posizione della donna. Dopo aver letto il libro e prima di scriverne una recensione, ho deciso di spulciare i parere, spesso negativi ahimè, dei vari lettori del libro. E sapete una cosa? Indagando ancor di più, ho scoperto che la stessa Oriana Fallaci più matura e ormai famosa, non fosse poi così orgogliosa di questo suo romanzo d’esordio. Tuttavia, sono del parere che, leggendolo, senza fare paragoni con la Fallaci di “Lettera a un bambino mai nato” e tanti altri suoi successi, sia un romanzo piacevole e leggero. Anzi, chi, come me, è un grande fan della scrittrice, noterà disseminati tra le pagine molti spunti per i libri che avrebbe scritto dopo.
Siamo in estate, il caldo è torrido e pulsante, quale migliore distrazione di un romanzo moderno con una storia d’amore tra le righe e il sogno americano come sfondo? Ah, dimenticavo: il finale vi lascerà di stucco


