Volendo giocare con le parole definirei questo romanzo molto “gustoso”.
Spicca nel panorama dei gialli per l’originalità del tema e dello svolgimento della trama.
L’Autore riesce infatti a coniugare aspetti meramente tecnici di ciò che riguarda la cucina giapponese e la preparazione dei suoi piatti alla prosa, fondendo bene i due ingredienti al punto da non risultare mai didascalico o pedante ma anzi riuscendo a incuriosisce e stuzzicando la voglia di approfondimento.
Ne fa le spese ma solo in piccola parte il ritmo dell’indagine intervallata da nozioni che ripeto arricchiscono e rendono originale il lavoro.
Comunque il romanzo, benché apparentemente appesantito dalla terminologia culinaria, ha un ampio glossario al termine, almeno per evitare di cercare i termini su Wikipedia.
Buona la caratterizzazione dei personaggi soprattutto del protagonista. Attreverso il suo punto di vista sbroglieremo l’intricata matassa.
Se siete appassionati di gialloecucina (e scusate il gioco di parole) in particolare della cucina orientale, non lasciatevi sfuggire questo romanzo che vi regalerà ore di svago e spunti interessanti in cucina!

