Genere:
Notturno metropolitano
C’è voglia di violenza nell’aria, in questa Milano notturna, fotografata nel buio di un gelido gennaio. La caserma Notari dell’Arma dei carabinieri, già nell’occhio del ciclone anni prima per la morte di un tossicodipendente avvenuta in circostanze poco chiare, oggi torna a essere al centro dell’attenzione per l’omicidio del brigadiere Giulio Tarantino e di sua moglie Barbara, genitori di un figlio morto da poco per overdose. Nel conflitto di competenza tra carabinieri e polizia per la delega all’indagine, la vince quest’ultima, e il commissario Daniele Ferrazza – pressato sia dal questore sia dalla Procura per la delicatezza della vicenda – si trova ad affrontare un caso molto complicato proprio in un momento di crisi personale, a causa della relazione non semplice con Laura Barbieri, l’anchor-woman di Telelibera. Ciò non gli impedisce di impegnarsi a tutto campo, destreggiandosi tra organi dello Stato reticenti e locali malfamati, corrieri della droga e ambigui personaggi, come l’ex carabiniere e ora investigatore privato Romano Montanari, o la vicina di casa dei Tarantino, moderna dark lady, Flavia Perantoni. In un susseguirsi di colpi di scena, superando di volta in volta inganni tecnologici e un gioco continuo di specchi e di rimandi, il commissario, coadiuvato dal fido ispettore Ceolin detto ‘Ndemo tosi e grazie anche all’aiuto di Laura, arriva a scoprire la più squallida delle verità. Che forse, però, è una verità “provvisoria”, perché, come dice uno dei personaggi, “la verità non esiste, esistono solo i punti di vista”. Romanzo nero, Notturno metropolitano è un ulteriore capitolo dell’impietoso racconto che Bastasi sta componendo con i suoi romanzi sullo stato di salute di una società, la nostra, nella quale, alternativamente, tutti noi recitiamo sia la parte delle vittime sia quella dei carnefici. E dove, come in questo caso, nulla è ciò che sembra. Letteralmente.
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Recensione di Federica Belleri

Il freddo milanese è cattivo e invadente, porta il cielo a scurirsi e gli animi a rinchiudersi.

Il commissario Daniele Ferrazza indaga. Un duplice omicidio, o così pare. Giulio Tarantino, brigadiere dell’Arma, e sua moglie Barbara. Perché?

Ferrazza ha una carriera di tutto rispetto alle spalle. Da Padova è stato trasferito a Milano dopo una richiesta “ufficiosa” a non intromettersi. In cosa?

La sua storia con Laura, giornalista di Telelibera, procede a stento. Hanno bisogno di stare vicini e invece sembrano allontanarsi sempre più. Come mai?

La scena del crimine è intrisa di violenza, che rasenta l’accanimento. Chi può aver procurato una morte simile alle due vittime? Chi le odiava così tanto?

Queste domande troveranno risposta nella storia costruita a dovere dall’autore, in un’indagine che rimbalza dalla Polizia ai Carabinieri, più di una volta. Alla base, Milano. Che è cambiata nel tempo, la droga è ovunque e i criminali non si contano più. Si guarda con sospetto il “diverso”, l’immigrato… fino a far scattare una repressione assurda.

Sullo sfondo di questo giallo-noir ci sono i tradimenti, i difficili equilibri coniugali, la voglia di evadere e il desiderio marcio di non essere mai scoperti. Perché agire nell’ombra sembra facile… finché il commissario Ferrazza non riuscirà ad aprire tutti i cassetti di questo caso complicato, dalle difficili conseguenze.

Passo dopo passo verrà svelato un piano incredibile, fondato sull’inganno e la manipolazione.

Una sola domanda finale: proseguire con l’inchiesta anche dopo aver scoperto tutto o nascondere la sporcizia sotto al tappeto?

A voi scoprirlo. Buona lettura.

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