Non è un giallo, siamo d’accordo.
Ma… è una storia davvero potente, dolce e cruda al tempo stesso.
Samia corre, e corre veloce come il vento. Corre contro i pregiudizi, i burqa, gli occhi bassi e le “barbe” cattive che la vorrebbero annullare, che vorrebbero annullare tutte le donne. Ha un padre e una madre illuminati, dalla mentalità aperta nonostante l’indigenza in cui vivono. Ha una famiglia che la circonda di amore e cresce stimolata verso la bellezza, la bellezza di tutte le cose. Ha un amico fraterno con cui corre: Alì; però il ragazzo capisce in fretta che è lei la più forte, la più determinata e la più talentuosa, così la allena e Samia vince! Contro sé stessa e contro tutto ciò che la vorrebbe relegata, in quanto femmina, al ruolo di madre e cuoca al servizio di un marito qualsiasi.
Quando però la situazione precipita, quando la corruzione somala raggiunge punti di non ritorno Samia si rende conto che allenarsi di notte per non farsi vedere dai barbuti integralisti non è più sufficiente, se vuole arrivare alle olimpiadi di Londra (2012) deve trovare un allenatore vero, Alì non basta, e poi… Alì non c’è più.
La scrittura di Catozzella è puntuale, perfetta, a tratti ti commuove, a tratti strappa un sorriso, o ancora ti presenta l’orrore di una situazione insostenibile. E tu hai paura, paura per Samia, che le accada qualcosa, perché il pericolo è dietro a ogni angolo e l’autore è maestro nel fartelo percepire.
E poi c’è il viaggio.
Un’odissea con mille rischi e peripezie infinite, Samia in pericolo costante, Samia che trova chi la aiuta e la protegge, Samia sola e a volte prigioniera.
Insomma, il mio consiglio è di leggere quest’opera davvero meritevole, che ti inchioda alle pagine e ti fa pensare anche a quanto siamo fortunati a vivere in questa parte di mondo in cui, per ora, i problemi sono di entità differente, magari seri e importanti ma lontani anni luce da quello che ha vissuto questa ragazzina somala con i piedi scalpitanti e l’argento vivo nei polpacci.
Forse la lettura di questo romanzo ci aiuterà a elaborare una riflessione in più su coloro che arrivano coi barconi della speranza. Cosa non da poco.
Ce la farà Samia a raggiungere il suo obbiettivo? Gareggerà alle olimpiadi nella “perfida” Albione?
Vi tocca leggerlo!