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Nel silenzio delle nostre parole – Simona Sparaco
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Recensione a cura di Achille Maccapani

 

Lo spunto da cui è nato il presente romanzo è sicuramente di origine avventurosa e merita una breve premessa. Tutto è partito dalla vicenda del rogo della Grenfell Tower di Londra, e dalle storie individuali di coloro che ne furono coinvolti. Massimo Gramellini trattò l’avvenimento in un toccante e fulminante editoriale sul “Corriere della Sera”.

Ne rimase colpita la sua compagna di vita e autrice di questo libro, che volle dedicarsi a sviluppare un romanzo, partendo proprio da questo fatto incredibile.

Il resto è storia: questo testo, firmato con lo pseudonimo di Diego Tommasini, ha vinto meritatamente la prima edizione italiana del premio DeA Planeta.

“Nel silenzio delle nostre parole” è infatti un perfetto esempio di come si debba sviluppare una narrazione da più punti di vista, inserita in un preciso contesto temporale, e dando voce a ciascuno dei personaggi con toni giusti e un’attenta esposizione delle informazioni, dei pensieri, dei vissuti di ognuno di loro.

Berlino, con l’esperienza di una territorialità di recente ricomposizione dopo la caduta del muro e la rinascita, con tutti i vantaggi e le prospettive di un futuro sempre più multietnico, aperto al mondo, fa da sfondo a questa storia.

Proprio in questo scenario emergono i drammi individuali, il passato dei singoli personaggi che abitano il palazzo dove si svolgono i fatti, ognuno con le sue aspirazioni e contraddizioni. Le loro vite che, di fronte alle fiamme che si propagano da un appartamento disabitato, si trovano davanti al bivio per eccellenza: la necessità di scegliere improvvisamente cosa sia più importante per sé e per chi ci sta vicino.

La narrazione è sviluppata con maestria, con la capacità di scavare e far comprendere le peculiarità di ogni personaggio, dimostrando di aver preventivamente progettato – con grande accuratezza e precisione – la struttura e i contenuti di questo romanzo, ispirato (giova ripeterlo) da un fatto di cronaca, ma che si trasforma in un quadro complessivo dell’Europa contemporanea.

Uno sguardo sui giovani trasferitisi all’estero per l’Erasmus, agli ex-migranti che hanno trovato lavoro e punto di riferimento a Berlino, alle danzatrici provenienti dall’est europeo, alle persone comuni alle prese con la propria quotidianità, e tutti totalmente ignari della tragedia che si sta preparando.

Il ritmo del romanzo è incalzante, non lascia pause, e ogni tassello inserito va a comporre un puzzle che si completa proprio nella fase cruciale del rogo, dove ognuno affronta le scelte più estreme, e i legami affettivi superano ogni barriera. Il rapporto tra le persone più care diventa priorità assoluta di fronte alle fiamme, al fumo, alla morte che incombe, e si fa nel contempo sacrificio, redenzione, salvezza.

Le pagine conclusive, dove i nodi delle rispettive storie si sciolgono uno dopo l’altro, rappresentano quindi il segno di una rinascita, di una trasfigurazione, una vera e propria ripartenza nel segno del ricordo, di chi non c’è più nella vita terrena, ma è presente in quelli che restano, resistono e vanno avanti ogni giorno.

È questo un romanzo intenso, toccante, doloroso, da affrontare fino in fondo per trovarsi colpiti e profondamente attraversati da queste vicende individuali, da queste esistenze così vere, autentiche, totalizzanti e che merita di essere inserito tra le letture di questa stagione estiva.

Trama

È quasi mezzanotte e una nebbia sottile avvolge la metropoli addormentata. In un palazzo di quattro piani, dentro un appartamento disabitato, un frigorifero va in cortocircuito. Le fiamme, lente e invisibili dall’esterno, iniziano a divorare ciò che trovano. Due piani più in alto, Alice scivola nel sonno mentre aspetta il ritorno di Matthias, il ragazzo che ama con una passione per lei nuova e del quale non è ancora riuscita a parlare a sua madre, che abita lontano e vorrebbe sapere tutto di lei. Anche Bastien, il figlio della signora che occupa un altro degli interni, da troppi mesi ormai avrebbe qualcosa di cruciale da rivelare alla madre, ma sa che potrebbe spezzarle il cuore e non trova il coraggio. È un altro tipo di coraggio quello che invece manca a Polina, ex ballerina classica, incapace di accettare il proprio corpo dopo la maternità, tantomeno il pianto incessante del suo bambino nella stanza accanto. Giù in strada, nel negozio di fronte, Hulya sta pensando proprio a lei, come capita sempre più spesso, senza averglielo mai confessato, ma con una voglia matta di farlo. Per tutti loro non c’è più tempo: un mostro di fuoco sta per stravolgere ogni prospettiva, costringendoli a scelte estreme per colmare quei silenzi, o per dare loro un nuovo significato. Simona Sparaco indaga i momenti terribili in cui la vita e la morte si sfiorano diventando quasi la stessa cosa, e in cui le distanze che ci separano dagli altri vengono abbattute dall’amore più assoluto, quello che non conosce condizioni.

 

 

Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 280 pagine
  • Genere: Narrativa
  • Editore: DeA Planeta Libri (14 maggio 2019)
  • Collana: Narrativa italiana
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8851171203
  • ISBN-13: 978-8851171209

 

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