Morte al White Hart
Gli abitanti di Fleetcombe amano considerare il loro paese uno dei luoghi più belli e accoglienti della costa inglese. Eppure, adesso è diventato, a tutti gli effetti, una scena del crimine. Un uomo è stato trovato morto, legato a una sedia in mezzo alla strada, con delle corna di cervo legate alla testa. La scena raccapricciante sconvolge la cittadina, soprattutto quando si scopre che la vittima è Jim Tiernan, gestore del pub White Hart. Che cosa è successo? Che cosa significa questa messinscena? Il White Hart è al centro della vita del villaggio e Jim conosceva i segreti di tutti, si tratta dunque di una vendetta personale o di qualcosa di ancora più macabro? Incaricata dell’indagine è la detective Nicole Bridge: nata a Fleetcombe, dopo una brillante carriera nella polizia di Liverpool, è tornata, per motivi personali, nel paese dove è cresciuta. La coadiuva l’agente Harry Ward, giovane e inesperto ma pieno di iniziativa. Insieme sono determinati a rompere la facciata da villaggio idilliaco e scoprire ciò che gli abitanti di Fleetcombe non vogliono rivelare. Nel luogo che pensava di conoscere così bene, la detective Bridge comincia a fare domande, e subito si rende conto che tutti hanno qualcosa da nascondere. È pronta per ciò che sta per scoprire? Dopo serie televisive di grande successo, tra cui Doctor Who e Broadchurch, con Morte al White Hart Chris Chibnall esordisce nel romanzo con una detective story dalla scrittura ritmata e ricca di tensione, dove tutti i personaggi potrebbero essere colpevoli, dove ciascuno ha i suoi motivi per aver voluto compiere un delitto e custodisce segreti e moventi insospettabili.
La detective si chiese: a cosa servono i pub, oggi? Perché la gente li frequentava ancora? Erano un luogo di ritrovo, un punto chiave, soprattutto per l’alcool. Ma c’era di più: un pub era anche una sorta di chiesa, un circolo, una valvola di sfogo.

Christopher Antony Chibnall, classe 1970, è uno sceneggiatore e produttore televisivo inglese, noto al grande pubblico come creatore della serie poliziesca Broadchurch (2013-2017) e del revival del 2005 della serie fantascientifica della BBC Doctor Who (2018-2022).  Questo lavoro, che rappresenta il suo primo romanzo  ha riscosso un buon successo di vendite nelle classifiche inglesi.

La trama coinvolge il lettore sin dalla prima pagina: Ewan a bordo della sua auto sta finalmente rientrando a casa quando si imbatte in  un cadavere, proprio posizionato in mezzo alla carreggiata….che shock. Ma la cosa più stupefacente  era che il cadavere in testa aveva due enormi corna di cervo!….Un uomo morto. Un cadavere. Legato a una sedia di legno. Lasciato lì, allestito con cura. Di chi si tratta? E perché questa complicata inscenata?

La detective Nicole Bridge viene incaricata dell’indagine. La donna è originaria di questo piccolo paese dal nome Fleetcombe, uno dei luoghi più fascinosi della costa inglese. Dopo un’estenuante esperienza lavorativa nella polizia di Liverpool, decide di tornare al paese natio. Purtroppo la morte violenta la segue anche qui, la pace e la tranquillità del posto vengono così macchiate da un crimine orribile.

Nicole è un personaggio davvero interessante, l’autore ne svela capitolo dopo capitolo la sua storia personale e professionale, creando una donna complessa e vera che deve imparare a gestire la sua vita familiare e professionale.

Nell’indagine si trova coadiuvata dall’agente Harry Ward, fresco di accademia, inesperto. Il rapporto di lavoro col collega non inizia sotto i migliori auspici.  Nel proseguo della storia invece si rivelerà, con il suo acume e spirito di osservazione, un aiuto prezioso.

La ricostruzione si fa attenta e ricca di dettagli, ci si addentra nella vita personale del malcapitato e di tutte le figure a lui legate, vengono alla luce i problemi economici del pub, la rivalità fra il White Hart e il Fox, (i due locali di Fleetcombe), omicidi che ricordano fatti del passato,  tradimenti e passioni che chiamano vendetta, moventi diversi, una ragnatela da dipanare….senza dimenticare una ragazzina che forse può aver visto qualcosa….

Il libro si legge bene,  é scorrevole, i capitoli brevi defluiscono sotto gli occhi di un lettore coinvolto e attento, la scrittura piacevole plasma personaggi che meritano un proseguo. I temi affrontati non sono banali, come l’amore tradito che scava ferite immense difficili da rimarginare. Ognuno affronta il dolore a modo suo modo, cercando una guarigione, un cerotto che posso fermare un’emorragia che alla fine indurisce l’anima. L’autore sa descrivere una comunità viva, analizzando i legami complessi che si creano tra le persone, sfornando un romanzo poliziesco che non potrà che soddisfare i lettori.

 

Dello Stesso Genere...
Il pranzo della domenica
Giallo
arezzonico
Il pranzo della domenica

La Gi.Ar.Spa. è una realtà imprenditoriale familiare che godeva negli anni 80 del mercato florido degli Acciai Speciali e di un certo pregio internazionale. Oggi

Leggi Tutto »
Noir
cpelagotti
Un oscuro delitto

A Marco Della Croce è congeniale scrivere serie. Lo ha fatto nei tre libri dedicati al commissario Sbrana (di cui aspettiamo con ansia l’uscita del

Leggi Tutto »
balla con l'angelo
Giallo
elio.freda
Balla con l’angelo

Fa un po’ rabbia finir di leggere un libro del genere, in quanto ci sono all’interno tante potenzialità, ma l’effetto finale non può che essere

Leggi Tutto »

Lascia un commento