Genere:
Il pranzo della domenica
Un mercenario, un’azienda in crisi, un colosso industriale cinese e la tranquillità della famiglia Arienti che sta per essere sconvolta da qualcosa di inatteso, un torbido segreto, oscuro, che per anni ha covato sotto la cenere e che ora, con una forza che solo l’odio può aver così a lungo alimentato, riemergerà obbligando tutti a fare i conti con le proprie bugie. “Il pranzo della domenica” è un noir tenebroso e insieme adrenalinico che indaga i rapporti familiari, perché tutte le famiglie, anche quelle più perfette, hanno dei segreti da nascondere  Voce di Roberto Roganti [bandcamp width=100% height=120 track=545571840 size=large bgcol=ffffff linkcol=0687f5 tracklist=false artwork=small]
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La Gi.Ar.Spa. è una realtà imprenditoriale familiare che godeva negli anni 80 del mercato florido degli Acciai Speciali e di un certo pregio internazionale. Oggi è un’azienda in balia dei mercati con una salute precaria: la crisi la sta minando. La famiglia Arienti è il perfetto ritratto del declino, una famiglia braccata e senza via d’uscita. Un posto dove ormai non trovano più spazio né i sentimenti e neppure il tepore domestico. Sta precipitando, ha crepe ovunque quasi come la sua industria.

Roberto appare come il perfetto erede dell’impero ma poi si logora in alcuni vizi deleteri. Il gioco d’azzardo lo pedina da tempo destabilizzando i suoi introiti. L’azienda ha bisogno di essere risanata e il tempo non concede sconti.

Anita, la sorella gemella, è bella, invidiata da tutti, ma sprofonda e  viene risucchiata in un vortice oscuro.

L’autore Paolo Panzacchi sceglie così le basi per questo intreccio e forgia un noir perfetto, cupo, adrenalinico e complesso. Viaggia tra le capitali Europee come Berlino, moderna e sofisticata e Francoforte. Sugli schermi di costosi laptop scorrono coordinate bancarie, slide e sequenze numeriche: il romanzo si adegua a questo ritmo.

Persino la deflagrazione davanti ad una banca e l’affannosa ricerca del server che controlla l’accesso ai conti dei clienti assume un ruolo ben definito ed essenziale.

L’autore dirige sapientemente questa perfetta partita, incastra con cura ogni attore della storia, muove le pedine in maniera funzionale e ingloba il lettore in questo gioco perverso.

Cinque persone che si sottraggono al dialogo, si privano del supporto altrui. Anche il grande Capostipite avvezzo a decisioni importanti è smarrito, sempre più solo, rilegato in un anfratto e defraudato dei suoi poteri decisionali.

Cosa contiene la busta offerta al Capostipite Giovanni?

In questo clima ostile il romanzo diventa corale. Ogni protagonista indossa la sua maschera, cela la paura e interpreta il proprio ruolo. Inizia il declino morale dell’intera famiglia e la completa devastazione dei sentimenti. Non posso sottrarmi alle mie considerazioni personali su temi attuali: il ruolo della famiglia e le dinamiche cruente e discutibili del mondo globale.

I ricordi di una perfetta convivialità sono relegati al passato

”Il diavolo anche oggi ha mangiato anime, bevuto sangue e schiacciato coscienze” cita l’autore.

 

Che dire… buon pranzo!

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