Dopo una trepidante attesa eccoci alla quarta avventura per Beatrice Bernabò, in arte Miss Bee. La storia si svolge nella Londra nel 1925, la serie è scritta da Alessia Gazzola, sempre edita dalla casa editrice Longanesi. La trama segue un ordinato svolgersi degli eventi in senso cronologico, quindi è sicuramente consigliabile seguirne l’ordine partendo dal primo ” Miss Bee e il cadavere in biblioteca”, il secondo “Miss Bee e il principe d’inverno” e il terzo “Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata”.
La nostra eroina sta crescendo, la vita le ha chiesto una gravosa prova di maturità. Per scampare a un’immeritata ingiunzione di rimpatrio firmata dal precedente ambasciatore, artefice di una vile calunnia, la troviamo sposata proprio ad Archer, l’ispettore capo che era stato incaricato delle indagini nei precedenti romanzi. Il matrimonio rappresenta un’ancora di salvezza per Bee, mettendola al riparo, in Italia nessuno ha da obiettare e questionare nei confronti della moglie di un inglese, sì …. ma l’amore dov’è?
In questa nuova avventura ritroviamo tutti i personaggi dei romanzi precedenti, bisognerà fare i conti con il cuore, tra amori del passato, sentimenti di passione mai sopiti e la ricerca di un sentimento vero e duraturo. Rincontriamo Christopher Ashbury detto Kit, di ritorno dall’India, portatore di un’immensa fortuna con un unico desiderio, ovvero acquistare una tenuta prestigiosa come quella di Wroxham Hall, proprietà di Felix Cartwiright. E non poteva mancare l’incontro con il famigerato sciupafemmine che veste i panni del visconte Julian Lennox. Ci sono tutti gli ingredienti per una storia condita con un po’ di pepe fino al ritrovamento del cadavere che non ti aspetti. Una trama che fino a questo momento veste i colori del rosa, si tinge di giallo.
Una morte del tutto improvvisa getta tutti i protagonisti nello sgomento più completo, anche Beatrice rimane alquanto scioccata dalla tragedia. Il fattaccio riporterà a galla sentimenti non risolti che chiedono finalmente chiarezza. Si tratta di un incidente, di un delitto o qualcos’altro?
La Gazzola costruisce una trama all’apparenza semplice, ma ricca di spunti di riflessione, fatta di tanti piccoli tasselli che nascondono tante verità. La riproduzione storica è veramente piacevole, dagli oggetti alla storia sociale, ci si immerge in un passato che per certi versi è un bene che non ci sia più (come lo scandalo dell’adulterio e il divorzio per le donne). La vicenda di Clara, la sorella maggiore di Beatrice, è rappresentativa di un’epoca in cui le donne rischiavano la loro reputazione con il divorzio, e le alternative illustrate nella storia sono piuttosto esplicative.
Il lettore arriva alla conclusione del libro con un preciso interrogativo….ci sarà un seguito? Personalmente voto per il sì, non siamo ancora pronti a salutare questa protagonista che ci ha conquistato il cuore.


