Alessia Gazzola torna alla scrittura con una nuova effervescente e deliziosa eroina, Beatrice Bernabò. Pubblicato a novembre 2024 vede già un seguito pubblicato a gennaio 2025, dal titolo “Miss Bee e il principe d’inverno”, sempre edito da Longanesi.
Beatrice, di origini italiane, si trasferisce a Londra grazie al lavoro del padre. Questo le apre le porte di nobili famiglie della società inglese, viene invitata nei salotti, costruisce intorno a sé amicizie e simpatie, trovandosi suo malgrado coinvolta in un triangolo amoroso.
All’inizio del libro si trova un elenco dei personaggi, così il lettore non si disperde tra le varie figure e i vari ruoli che ricoprono.
Miss Bee ha una grande passione, si dedica ad attività manuali, crea paralumi che le permettono di avere anche una piccola entrata. Uno degli argomenti trattati è sicuramente la condizione femminile, divisa tra il ruolo di governante-madre e le aspirazioni di indipendenza e realizzazione di sé.
Durante una di queste cene altolocate avviene un delitto, e tutti i presenti dovranno fornire la loro versione della storia. L’incarico di ricostruire la catena degli eventi è affidata all’ispettore Archer Blackburn. Beatrice, d’indole curiosa, rimane coinvolta nell’indagine, anche perché gli indiziati sono i due affascinanti co-protagonisti con cui lei ha una certa sintonia emotiva. Chi sarà il colpevole?
La Gazzola ricostruisce la società londinese con maestria, il lettore viene catapultato negli ultimi anni di una società ormai decadente che vedrà importanti mutamenti sociali negli anni a venire. Assistiamo allo scontro tra nobili con fortune ormai agli sgoccioli, che cercano di maritare le figlie a nuovi ricchi, i quali grazie alle loro ricchezze recenti, vengono classificati come irrimediabilmente volgari.
Lo stile dell’autrice è tipico, una certa leggerezza che in realtà rivela un importante lavoro di ricerca storica, che avevamo già incontrato ed amato nella trilogia di Costanza Macallè. Ho ritrovato in questo nuovo romanzo le atmosfere della serie di Downton Abbey, e quindi ne consiglio sicuramente la lettura agli amanti del genere.
