Il romanzo di Federica Zaniboni ha come ascendente elettivo un classico della letteratura gialla: Dieci piccoli indiani di A. Christie. La storia riguarda infatti l’angosciosa esperienza di un gruppo di persone, per la precisione tre coppie, più o meno in crisi, che si trovano confinate lontano dal mondo in una splendida baita montana da cui non possono uscire, in balia di misterioso assassino che gioca al gatto col topo con loro uccidendoli uno ad uno in modi sadicamente creativi.
E pensare che quella avrebbe dovuto essere una vacanza diversa ed elettrizzante. Il lussuoso chalet, infatti, è stato affittato dai protagonisti come una grande “escape room” da cui riuscire a evadere dopo aver superato prove e indovinelli.
Quando il gioco di società raffinato e scenografico (il cottage, dotato di ogni comfort, è immerso in un meraviglioso paesaggio innevato) si rivela una carneficina programmata a orologeria, la pattuglia di ricchi gaudenti si trova a dover affrontare uno stress estremo che fa deflagrare gli attriti e i conflitti caratteriali già esistenti tra i suoi membri.
Costruire e portare avanti una simile situazione fino allo scioglimento finale non era impresa facile, ma l’autrice ci conduce per mano mantenendo dapprima altra la tensione con svolte sorprendenti e invenzioni accattivanti, e poi ricomponendo il puzzle della trama, pieno di complicazioni e misteri irrisolti (o addirittura in apparenza irrisolvibili), con puntigliosa precisione.
Per chi ama i gialli a enigma, una lettura piacevole.

