Genere:
Milano non ha memoria – Gino Marchitelli
Una notte umida e piovosa. Il cadavere di un uomo abbandonato sul selciato. Nelle vicinanze del commissariato di Lambrate si consuma l’ennesimo assassinio metropolitano di un extracomunitario. Una fitta serie di depistaggi, intrighi e omissis viene messa in atto per deviare le indagini del commissario Lorenzi da una verità sconvolgente. Chi sono Gladio, Alfa e Vittoria? Che ruolo svolge il club privato Audace sul Naviglio Grande? Che segreto nasconde il camper abbandonato a pochi passi dalla sede del commissariato? Quali particolari conosce Tina, la vecchia staffetta partigiana, che vive una terribile tragedia personale? Mentre Layla, giovane moglie del migrante ucciso, combatte per difendere l’onore della sua famiglia, Cristina Petruzzi, giornalista di Radio Popolare, e la free-lance Marta Jovine conducono un’inchiesta parallela. Sarà però il commissario Lorenzi, tormentato dalla storia d’amore con la reporter della famosa emittente, in un finale tragico e ricco di colpi di scena, a svelarci come nel nostro paese libertà e democrazia siano a rischio oggi più che mai.
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Recensione a cura di Dario Brunetti

Continua la saga dedicata al commissario Lorenzi che si trova coinvolto in un’indagine alquanto complessa e inquietante; proprio nei pressi di un quartiere popolare vicino al commissariato di Lambrate viene rinvenuto il corpo di Khaled, un extracomunitario che lavorava in una panetteria.

Sul corpo del ragazzo vengono trovati segni di violenza inaudita e sarà necessario l’intervento del medico legale per stabilire le reali cause del decesso che, a prima vista, non risulta molto chiaro.

Ma dietro questa morte c’è ben altro, forse una realtà sconvolgente, e c’è qualcuno che vuole mettere a repentaglio il corretto svolgimento delle indagini. Il commissario Lorenzi si trova davanti a qualcosa di poco chiaro soprattutto quando ci sono di mezzo servizi deviati, poliziotti e giudici corrotti.

Come se non bastasse il protagonista è tormentato dalla storia d’amore con Cristina, la giornalista di Radio Popolare, ma intanto tra i due, una giovane poliziotta di nome Giovanna fa breccia nel cuore del commissario Lorenzi, che si trova spiazzato e di fronte ad un bivio.

Nell’oscurità di Milano, un cielo bigio e cupo investe la città, proprio come nell’animo del protagonista che ha quel forte senso del dovere perché è un poliziotto che ci crede fermamente, ed in maniera ostinata vuole portare a termine la sua indagine e dare dei nomi a chi ha ammazzato Khaled.

Un noir sapientemente confezionato dall’autore che mette in evidenza le piaghe di una società che deve affrontare un tema difficile da debellare come quello del razzismo, soprattutto quando una città come Milano deve piegarsi a personaggi che sono il cancro del nostro Paese e che sono capaci pure di archiviare un caso come quello di Khaled.

Il nostro Paese finisce inevitabilmente di prestare il fianco a episodi di questo genere ma dietro a tutto questo è impensabile che, ancora oggi, gangli dello Stato possano offuscare, mettere a tacere e cercare di tenere al guinzaglio un commissario nell’esercizio delle sue funzioni, che non deve andare oltre la sua indagine.

Non mi vorrei soffermare sul libro come forse meriterebbe perché l’autore vuole concentrare l’attenzione su ben altro portandoci a riflettere. Ci meravigliamo di molti delitti insoluti perché non si è voluto andare oltre nel cercare la verità o, una volta trovata, si mette tutto a tacere perché si metterebbe a soqquadro un sistema, così ci sono tante morti a cui non si è data giustizia, non si sono dati dei volti ad assassini lasciando famiglie in lacrime; basti pensare a tanti casi di persone uccise di cui non vorrei fare nome o a delitti di Mafia di servitori dello Stato o di giornalisti che hanno perso la vita perché avrebbero raccontato tante verità scomode. Mi sa che l’elenco sarebbe infinito!!!

Pertanto seppur con una scrittura scarna, Marchitelli sviscera e fotografa uno spaccato di una società odierna mettendo in evidenza il fenomeno razzismo con lungimiranza e alzando contemporaneamente l’asticella, andando a puntare il dito sulle inadempienze della nostra Repubblica Italiana e sui molteplici depistaggi, facendo sì che il nostro paese viva in uno stato di passività, con una società che accetta i mali di un potere colluso fino al midollo quando dovrebbe essere invece arbitro imparziale delle sorti dei propri cittadini, migranti compresi.

Un noir che offre molteplici chiavi di lettura e Marchitelli riesce ad offrire spunti di riflessione.

Lettura più che consigliata!!!

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