Malinconico Blues
«La felicità va per conto suo, non c’entra con niente». Proprio mentre si chiede se lasciare lo studio Lacalamita per tornare a essere l’avvocato d’insuccesso di sempre, a Vincenzo Malinconico capita tra capo e collo un nuovo caso. Quello di un mediocre ma bellissimo attore che vuole divorziare dalla sua terza moglie. E su cui, da un giorno all’altro, sembra gravare un’accusa pesantissima. Accanto a Vincenzo c’è Veronica, che riesce ad amarlo e a criticarlo con la stessa furiosa energia. C’è un angelo custode tanto malconcio quanto simpatico, prodigo di consigli non richiesti. E c’è Reginella, che a un tratto riempie di scodinzolate le pagine. Come sempre Malinconico, con quella sua attitudine un po’ cretina, svagata e intelligente al tempo stesso, riuscirà a raccontarci, insieme alle sue vicende, un mondo intero. Molto simile al nostro, ma in cui si ride e si pensa di più. Malinconico, che aveva accettato, dopo essersi fatto anche pregare, di associarsi al rinomato studio legale Lacalamita, adesso ha voglia di decrescere. È in fase di downshifting, direbbero i suoi amici anglofoni, se ne avesse. Desidera ridurre i ritmi di lavoro per recuperare una dimensione di vita piú autentica, direbbe invece Nives, la sua ex moglie psicologa. Ma mentre Malinconico sta maturando la decisione, il suo amico e collega Benny gli dice che vuole abbandonare lo studio e affidarlo a lui. Che farà, Vincenzo Malinconico? Accetterà i consigli del suo angelo custode, un disgraziato che arriva sempre nelle vesti di grillo parlante molesto? Cercherà nuove sistemazioni, una più imbarazzante dell’altra? Intanto, dovrà occuparsi professionalmente di due casi davvero singolari. Quello del suo vecchio amico Duccio detto Gaviscon, stanco delle relazioni umane, che cercherà in una donna non propriamente umana la soluzione definitiva al problema della solitudine. E quello di un attore, Pasquale Bellissimo, che prima gli chiede di rappresentarlo nella sua causa di divorzio e poi – dopo essere stato ripreso dalla telecamera di un condominio mentre ha un rapporto sessuale con una modella – lo coinvolge in una vicenda ben piú seria. E a complicare le cose è il dettaglio, non trascurabile, che Bellissimo è un ex di Veronica, la compagna di Vincenzo. Quel che è certo è che Malinconico mostrerà il suo talento innato nel conferire dignità alle cause spinose. È anche questo – insieme al suo amore per le digressioni spiazzanti, alle sue debolezze, alla sua vitalità – che gli ha regalato l’affetto di tanti lettori, molti dei quali convinti che Vincenzo esista davvero: qualcuno dice persino di averlo incontrato e di averci scambiato due chiacchiere.
Io sono un cretino nostalgico (oltre che malinconico), nel senso che subisco frequenti attacchi di mancanza.
mbaldi
Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

L’avvocato Vincenzo Malinconico tergiversa sempre. È la sua caratteristica principale, quella che fa impazzire anche il suo angelo custode, con il quale intrattiene un rapporto alquanto dialettico.

Vincenzo è un uomo che si sente fuori posto, che preferisce perdersi nei suoi pensieri piuttosto che affrontare la realtà. E forse è proprio per questo che ci piace così tanto: perché in lui riconosciamo le nostre esitazioni, le nostre pigrizie, le nostre piccole vigliaccherie quotidiane. Malinconico non è un eroe: è un uomo. E la sua umanità, con tutte le sue contraddizioni, è il vero motore del libro.

Sembrava un colpo di fortuna (per gli altri) lavorare nello studio del suo amico Benny Lacalamita, ma Malinconico non ne è contento. Vuole cambiare, e lo dice a modo suo:

“Allora sapete che ci sta? Che nun me piace ‘o presepe. Che non lo voglio, lo studio importante. Non le voglio la sala d’attesa e la sala riunioni (tutte queste sale, ma che è, un cinema?). Non li voglio i praticanti. La segretaria. L’autista. La scrivania piena di carte.”

E mentre rimugina su come comunicare la sua decisione a Benny, quest’ultimo lo aspetta al ristorante “L’Egiziano partenopeo”. Gli comunica, come se fosse la cosa più naturale del mondo, che vuole affidargli lo studio. Perché Benny non solo è diventato avvocato per volere del padre, senza desiderarlo, ma è stanco di fare l’avvocato e vuole smettere.

Preso alla sprovvista, Vincenzo prova timidamente a obiettare, ma finisce per non dire nulla. La notizia trapela e in Tribunale, improvvisamente, tutti lo cercano e lo ossequiano.

Come sempre accade nei libri con protagonista Malinconico, la parte più interessante, a mio avviso, sono i suoi ragionamenti, spesso fra sé e sé o al massimo con l’angelo custode.

Mentre rimugina sul da farsi, gli capita, suo malgrado, un caso. Pasquale Bellissimo, che ha avuto una breve storia con Vera, gli chiede di occuparsi della sua separazione. Malinconico, geloso, vorrebbe tanto dire di no, ma non ci riesce e accetta. Purtroppo, il caso si complica: Bellissimo viene accusato di violenza da una donna che gli piace molto, con la quale ha avuto un incontro e poi è sparito. Alla ricerca di un chiarimento, dopo aver subito, via social, una vera e propria shitstorm, Pasquale ha un comportamento che si può configurare come violenza. Malinconico insieme alla PM Mirelle Fontaine, che lo trova molto simpatico, riuscirà a risolvere il caso, non senza un’intuizione delle sue, che gli procurerà anche i complimenti del GIP.

Durante la festa organizzata in studio per la sua investitura come futuro titolare, spiazzando tutti, lui rifiuta. Grazie a Vera, l’unica che lo sostiene nella decisione di abbandonare lo studio Lacalamita, si fa strada l’idea che invece di cercare uno studio, magari in condivisione, l’avvocato Malinconico si comprerà un camper nel quale esercitare la professione.

Altra novità importante: nella vita dell’avvocato è entrata Reginella, un cane trovato per strada che, sostanzialmente, lo ha scelto.

Lettura consigliata sia a chi ha già letto i precedenti libri, sia a chi incontra Vincenzo Malinconico per la prima volta.

Ho apprezzato molto la colonna sonora inserita alla fine del libro. Leggendo, mi sono trovata a canticchiare le canzoni. E il brano Waltz for Debby, che non ricordavo, sono andata a cercarlo.

Libro letto in formato digitale, cortesia della casa editrice.

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