L’uomo dello specchio
Una ragazza è stata uccisa nel parco giochi di un quartiere residenziale di Stoccolma, in piena notte. Sulla scena del crimine restano i chiari segni di un’esecuzione in piena regola. Ma chi può aver voluto infliggerle una morte così spettacolare e crudele? Se lo chiede il commissario Joona Linna mentre scopre che la vittima era sparita nel nulla un pomeriggio di cinque anni prima, e da allora non si era più saputo nulla di lei. Joona deve ricucire i pezzi di questa storia dai contorni sempre più inquietanti, trovare il colpevole e consegnarlo alla giustizia il prima possibile. Ma come fare? Da dove partire se nessuno sa, nessuno ha visto? ppure qualcuno deve avere visto, qualcuno che forse non vuole parlare o non riesce a parlare. Qualcuno che per qualche oscuro motivo dev’essere aiutato a ricordare, perché il segreto è imprigionato nel buio della sua mente. Ed è per questo che Joona, bloccato in un labirinto di specchi, decide di infrangere ancora una volta le regole della polizia. Perché sa di non avere altra scelta, deve ricorrere all’aiuto di un professionista che in passato gli ha fornito la chiave per arrivare alla verità: il dottor Erik Maria Bark, meglio conosciuto come l’Ipnotista…
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zamignanivinci
Penna Esordiente
Alice Mignani Vinci
Assistente sociale, Criminologa, Educatore Professionale, Esperta in Comunicazione e Scienze Forensi. Laureata con lode in Scienze della Comunicazione presso l’università degli studi Roma Tre, prosegue con un secondo titolo in Scienze del Servizio sociale presso la facoltà di giurisprudenza della LUMSA di Roma, completando il percorso con un secondo 110 e lode, proclamato all’unanimità dalla commissione esaminatrice. Segue l’abilitazione come Assistente sociale. Parallelamente formazione specifica in scienze forensi e criminologiche, prima presso l’associazione A.I.P.C. di Massimo Lattanzi, poi tramite la partecipazione a numerosi corsi e seminari all’università eCampus di Roma. Attualmente laureanda in Programmazione e gestione dei servizi educativi presso Roma Tre, con indirizzo “Educatore Professionale Coordinatore dei Servizi”, e in procinto di conseguire un Master di alta formazione presso l’Accademia di Scienze Forensi (AISF) di Roberta Bruzzone ( Master in Criminologia Investigativa, Psicologia e Psichiatria Forense applicata ai Sex Offenders). Iscritta all’albo degli Assistenti sociali del Lazio, N. 4418 sez. B. Le aree di maggiore interesse professionale e di formazione specialistica sono la pedagogia della devianza, la criminologia forense applicata all’area dei reati di matrice sessuale, il servizio sociale penitenziario e l’esecuzione penale esterna. Membro dell’Osservatorio Nazionale Violenza e Suicidio presieduto dal Dott. Stefano Callipo, dove detiene una sua area di competenza criminologica. Attualmente conduce una sua rubrica televisiva (Cronaca e Crimini) come Criminologa su Cittaceleste TV, dove analizza i recenti casi sotto un profilo socio-criminologico e mediatico. Collaboratrice con varie testate giornalistiche ove fornisce contributi di genere socio-criminologico, analizzando in particolare la cronaca nera.

Torbido, crudo, violento. Questi sono gli aggettivi che meglio si addicono all’ultimo thriller del duo di scrittori meglio noto come Lars Kepler, divenuti ormai celebri grazie alla saga de L’ipnotista, di cui questo romanzo rappresenta l’ultimo tassello. In effetti, addentrandomi pagina dopo pagina nella lettura di questo thriller, mi sovviene un termine in inglese che gli calza a pennello: Dirty. Che significa appunto sporco, ed è questa sensazione, senza mezzi termini, che trasmette quest’opera, fin dal suo esordio, permeata com’è da un’aura torbida, pesante, in effetti così ben resa che alcuni incauti lettori non avvezzi al genere potrebbero trovarlo quasi eccessivo, o cruento in vari frangenti. Non certo la sottoscritta, cresciuta a pane, thriller e film horror, nonché esperta di crimine e devianza. Ma in questa sede mi preme essere oggettiva e immaginare il lettore medio che si affaccia, incuriosito e ignaro, a questa truce avventura. Poi aggiungo che L’uomo dello specchio giunge fra le mie mani senza aver prima passato in rassegna i precedenti romanzi dedicati alla figura dell’Ipnotista, dunque ho potuto fruire di questa opera scevra da pregiudizi, aspettative, e in tabula rasa assoluta in merito alla conoscenza dei personaggi, come il  sagace detective Joona Linna. L’intreccio è in definitiva classico: abbiamo una giovane vittima, un feroce e sadico killer, e un testimone che parrebbe aver visto suo malgrado il manifestarsi del delitto, ma non può parlare, in quanto affetto da importanti blocchi psichici. Ed è qui che giunge, come faro nella nebbia, novello Cicerone nei labirinti confusi della mente umana, il celebre Dottor Erik Maria Bark, meglio noto (soprattutto ai lettori di Kepler) come l’Ipnotista, una figura ambigua che simboleggia il deus ex machina risolutore, colui che può ridare voce al trauma e al ricordo nebuloso. E così, tra passaggi che usando un linguaggio filmico definirei “splatter”, personaggi tutto sommato interessanti e una tensione che si mantiene abbastanza viva fino all’epilogo, L’uomo dello specchio rappresenta pregevole incarnazione del thriller moderno, senza a mio avviso spiccare particolarmente, ma riuscendo a non deludere le aspettative di chi cerca un esponente del genere in grado di regalare brividi, raccapriccio e una storia appassionante. Se siete di stomaco debole, lasciatelo sullo scaffale però. Sapete come si dice in questo caso? Uomo avvisato…

 

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