Martin Griffin ha esordito nel genere thriller nel 2023 con “L’impostore”, in Italia edito dalla casa editrice Giunti. Con questo nuovo lavoro, sempre pubblicato dalla stessa casa editrice, cambiamo completamente location, ci troviamo infatti nell’Oceano Atlantico, precisamente a Madera nelle Ilhas Desertas, un piccolo arcipelago composto da Chao, Deserta Grande e Bugio. L’isola di Navigaceo, dove si svolge la vicenda invece è frutto della fantasia dell’autore che ci informa “una volta ultimato il libro, è misteriosamente sprofondata sotto le onde dell’oceano trascinando con sé il faro, per non ricomparire mai più”.
Il libro è raccontato in prima persona dalla protagonista Tess Macfarlane, famosa documentarista che si era imposta nel mondo giornalistico con il servizio Spill, girato insieme alla collega Gretchen Harris, che attestava i segreti dei campi petroliferi californiani. Purtroppo la vicenda Spill non le ha regalato solo visibilità, come il lettore ha modo di capire nel proseguo della lettura, il rovescio della medaglia si compone di pesanti risvolti traumatici e legali.
La ragazza crea una piccola società la Pocket Films e realizza documentari naturalistici, cortometraggi per le associazioni di beneficenza e per le raccolte fondi a favore di associazioni ambientaliste. “Una volta ero la giovane film-maker più promettente del Regno Unito. Acclamata, persino. Dopo Spill non sono riuscita a prendere in mano una videocamera per due anni.”
Quando viene contattata dalla Seawild, (fondazione di ricerche marine con contratti per la tutela delle biodiversità e delle barriere coralline nel Pacifico), la proposta di lavoro è piuttosto allettante: studiare il passaggio delle foche monache “lobos de mar” presso l’isola sperduta e disabitata di Navigaceo.
Tess ha di fronte l’occasione che aspettava, ritardare un nuovo interrogatorio presso la Metropolitan Police, per il caso Gretchen Harris, trascorrendo il tempo con quattro specialisti del settore, filmando questi splendidi mammiferi nel loro habitat naturale. Cosa poteva andare storto?
I suoi sogni di relax s’infrangono con il ritrovamento dei resti di un cadavere, su un’isola che avrebbe dovuto essere inviolata da più di mezzo secolo, qualcosa non torna, i comportamenti dei colleghi diventano equivoci, sicuramente le celano qualcosa.
Lo spirito investigativo che la ragazza pensavo sepolto, si risveglia. Con l’inseparabile telecamera comincerà a documentare una personale indagine che diventerà sempre più pericolosa, man mano che si avvicinerà alla verità.
Di rilievo la descrizione dell’ambientazione, l’atmosfera conquista il lettore, il senso d’isolamento che porta dapprima sollievo ma che si trasforma in inquietudine e timore per la propria integrità, diventa palpabile pagina dopo pagina.
Il tempo si dilata quasi all’inverosimile, nel presente la storia del passato insoluto di Tess trova uno spazio rilevante, i continui salti temporali permettono al lettore di delineare meglio la protagonista e i suoi più intimi pensieri. In pratica si hanno due vicende differenti legate alla protagonista.
La trama risulta comunque scorrevole e la lettura piacevole. Il libro a mio avviso può essere interpretato come omaggio a quanti non si limitano a produrre servizi giornalistici patinati, ma cercano la verità oltre all’apparenza, arrivando a rischiare la propria vita, pur di documentare a un pubblico inconsapevole delle realtà scomode che ci circondano e che vengono insabbiate da chi ne tira le fila.


