Il Memoriae
In un prossimo futuro, il Memoriae – un chip a impulsi elettronici installato su un bracciale – consente di recuperare ricordi sopiti da tempo, arrivando fino alla vita fetale. La polizia di Roma decide di adottarlo come strumento investigativo per ascoltare i testimoni oculari di casi irrisolti. Nel frattempo le strade della capitale sono terrorizzate da un serial killer che sceglie le sue vittime in base al colore delle loro anime. Il Memoriae comincia a dare i suoi frutti e alcuni criminali vengono arrestati. L’efficacia del bracciale e il suo enorme potenziale spingeranno i produttori a metterlo in commercio anche per la gente comune. Compare però un inquietante effetto collaterale: “le resistenze”, che perseguitano l’utilizzatore dentro e fuori il ricordo. Sulle tracce del serial killer, l’ispettore Tommaso Corradi dovrà combattere contro l’assassino, le resistenze e l’ombra pressante della moglie defunta, in una battaglia fisica ed emotiva che metterà a dura prova il suo equilibro.
Dimenticare, a volte, è sopravvivere

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Dimenticare è indispensabile esattamente come ricordare. Dimenticare, a volte, è sopravvivere.

Questo è il mantra che la lettura de Il Memoriae suscita nel lettore. In realtà, dovrebbe essere una filosofia già acquisita nel corso della nostra vita, tra esperienze più o meno belle e più o meno brutte.

Tuttavia, in linea generale, tutti, almeno una volta e anche solo per curiosità, abbiamo desiderato di poter ricordare fatti e avvenimenti che, pe forza di cose, la mente lascia scivolare via negli archivi più nascosti della nostra memoria. Dimenticare dettagli e gesti di persone care andate via, e i momenti con loro vissuti, è il terrore di chiunque, sebbene la Natura ci obblighi a farlo, anche per lenire il nostro dolore. In quante circostanze, però, ricordare sarebbe, al contrario, utile e indispensabile?

Ecco la risposta!

In un futuro non troppo lontano, un innovativo dispositivo elettronico fatto come un bracciale, dall’evocativo nome di Memoriae, permette proprio di andare a recuperare ricordi molto lontani nel tempo, fino addirittura all’età fetale. La Polizia utilizza questo miracoloso accessorio per risolvere vecchi cold case e interrogare in modo decisamente più duttile i testimoni oculari.

L’ispettore Tommaso Corradi, vedovo da dieci anni con una figlia di quindici, è uno dei pochi scettici riguardo all’utilizzo del dispositivo poiché, crede, violi i naturali processi di rimozione che la mente innesca.

Tuttavia, la portata di vantaggi che il Memoriae porta con sé è talmente grande e “rumorosa” che il suo utilizzo viene addirittura esteso a chiunque e viene messo in commercio con un boom di vendite.

Parallelamente, un serial killer schizofrenico, con un passato clinico, comincia a operare scegliendo le sue vittime in maniera molto particolare.

L’uso del Memoriae si diffonde a macchia d’olio e le persone arrivano ad abusarne. Questa forzatura dei processi naturali genera le Resistenze, una sorta di difese psichiche che, però, non difendono affatto, provocando una serie di problemi che impattano violentemente sull’ordine pubblico e sulla società, con conseguenze quasi catastrofiche.

In una situazione che degenera in senso generale, Corradi si ritrova coinvolto in una questione familiare che diventa, suo malgrado, di vita o di morte e che sbaraglierà, mettendoli in seria discussione, tutti i suoi principi e i suoi valori.

I contenuti di questo romanzo, difficilissimo da catalogare vista la sua natura variegata (elementi distopici, thriller, mistery e fantasy) sono molteplici e possiedono altrettante sfumature.

C’è una forte morale che, pur lasciata intuire abbastanza presto, si sviluppa in una serie di motivazioni, aggiuntive e più profonde. I quesiti che vengono generati nella mente del lettore si declinano in mille domande e perplessità che, tuttavia, non è possibile soddisfare con risposte e rassicurazioni precise.

In tutto questo, si indentifica la grande abilità dell’Autrice che, oltre ad avere un’enorme competenza al livello di materia psicologica – dimostra di saper intrecciare anche gli elementi thriller e mistery con una certa maestria.

L’identificazione che il lettore è chiamato ad avere non si limita soltanto al protagonista, anche i personaggi-satellite pretendono di essere capiti e giustificati, poiché i dilemmi tra istinto e ragione e quello tra etico e funzionale, in questo romanzo sono posti con estrema destrezza.

Particolare rilevanza va, inoltre, al ritmo serrato della narrazione e all’ottima gestione degli elementi distopici e fantasy che non vengono mai percepiti forzati o esagerati, ma come portanti e funzionali.

Letizia Sebastiani non è nuova a cambi o fusioni di generi, annoverando, nella sua ricca produzione, romanzi di svariata – e sempre valida – natura. È innegabile, però, che con il Memoriae tocca forse l’apice della sua bravura, senza dubbio destinata a evolvere ancora e ancora.

Davvero un romanzo originale e una lettura caldamente consigliata.

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