L’ospite inattesa
È solo una ragazzina, ma può trasformare la tua vita in un incubo. Joanne sa bene di essere fortunata. Richard è un marito meraviglioso, Evie è la bimba più buona del mondo, la casa in cui vivono è straordinaria. Non c’è niente che possa rovinare una vita così splendida. O almeno, è quello che pensava fino all’arrivo di Chloe, la figlia ventenne del marito. Lei e Richard non si rivolgono la parola dal giorno in cui lui ha sposato Joanne, due anni prima. Adesso, finalmente, Chloe dice di essere pronta a far pace e recuperare il tempo che ha trascorso distante dalla famiglia. Si offre persino di restare con loro, per aiutare Joanne con la piccola Evie. Sembrerebbe che tutto stia andando per il meglio, ma una serie di eventi incomprensibili insospettiscono Joanne, che inizia a dubitare delle intenzioni della figliastra. Sta perdendo la ragione o Chloe nasconde davvero qualcosa di oscuro? È stato un errore ospitarla in casa? E, soprattutto, Joanne è ancora in tempo per chiederle di andarsene?
“Non svegliarti. Ti prego non svegliarti.” La mia bambina ha quattro mesi e supplicarla di dormire – o di continuare a dormire – non è mai servito a nulla. Me la stringo al petto così forte che devo controllare di non farle male. Se piange, moriremo.

Lo scrittore Nicola Sanders  vive in Australia, i suoi thriller psicologici di ambientazione domestica hanno riscosso un grande successo in patria e negli Stati Uniti. L’ospite inattesa è il suo primo romanzo pubblicato in Italia, edito da Piemme. La trama è narrata in prima persona da Joanne, giovane donna, madre da pochi mesi. La donna è sposata con Richard, vivono in una casa da sogno, in condizioni agiate, tanto che non le è necessario lavorare. Una situazione idilliaca, che sarà presto sconvolta dalla visita della figlia di Richard Chloe, avuta dal precedente matrimonio. Inizialmente Joanne è sollevata dal poter ricevere ospiti, e magari un pò di aiuto con la neonata. La vita da casalinga è come un abito che sta diventando stretto, ama profondamente la figlia, ma non frequentando più nessuno, si sente  isolata e  totalmente dipendente  dal marito.

Purtroppo il rapporto con la ragazza si presenta da subito molto complicato, Joanne sente il peso del confronto con la prima moglie, ciò aggrava il periodo già gravoso che sta attraversando. Per uscire da questo loop che si è innescato nella sua testa tenta di tornare al lavoro, anche solo in smart working. Questo tema affrontato dallo scrittore è molto attuale e interessante, in quanto viene delineato come  l’essere donna  cambia con la gravidanza, e trovo che sia stato trattato con molta delicatezza e cognizione di causa.

Da un inizio ideale, una realtà quotidiana che può creare invidia, prende il via la costruzione di una ragnatela, che si stringe sempre di più attorno alla povera Joanne, che si dibatte con veemenza, per liberarsi e non perdere il senno.  Richard si rivela al lettore non come un marito ideale, ma come un uomo che vuole vivere in pace, per il  quiete vivere è disposto a calpestare i sentimenti della moglie, arrivando a minare la sua integrità mentale.

Chloe, da figlia viziata e bugiarda, si trasforma  ogni giorno sempre di più in  una minaccia sia per Joanne che per la piccola Evie. L’istinto di protezione verso la figlia scuoterà la mente di Joanne, diventando il suo unico obiettivo.

Il romanzo si legge bene, è scorrevole, i personaggi abbastanza credibili coinvolgono il lettore, che tra colpi di scena e rivelazioni sul passato familiare, conducono al finale, apparentemente ormai scritto e prevedibile, che rimetterà in gioco la trama.

Sicuramente un giallo piacevole che in circa trecento pagine, potrà tenere compagnia in vacanza, senza risultare pesante e noioso.

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