L’occupazione
Maggio 1978. Matteo e Zoe sono giovani, impegnati, di grandi speranze. Ascoltano la stessa musica, hanno ideali in comune, condividono con passione le ragioni della contestazione studentesca. Apparentemente a loro non manca nulla per essere felici, devono solo decidere cosa fare della loro relazione, se restare semplici amici o diventare qualcosa di diverso. Il giorno prima dell’evento che cambierà per sempre i destini della Prima Repubblica, il liceo scientifico Schopenhauer viene occupato dai collettivi di sinistra. Ma quello che dovrebbe essere un importante laboratorio politico si trasforma ben presto in un gioco al massacro. Dissapori, veleni interni, gelosie. Il ritrovamento del corpo dell’onorevole Aldo Moro in concomitanza al verificarsi di un fatto tragico all’interno della scuola stravolge in maniera drammatica la vita di tutti i protagonisti. L’occupazione è un racconto di formazione che ha come sfondo l’Italia degli anni di piombo, una stagione violenta che contrappone i sogni di una generazione agli orrori dell’eversione armata. Un romanzo sull’adolescenza e sulle difficoltà di diventare adulti, ambientato in alcuni dei giorni più bui del nostro secondo dopoguerra.
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Recensione a cura di Dario Brunetti

L’occupazione è il nuovo romanzo di Alessandro Berselli uscito per Elliot edizioni.

Il maggio del 1978 rappresenta uno dei periodi più significativi e determinanti per la storia dell’Italia. Berselli grazie al suo stile impeccabile e attraverso una cura meticolosa di dettagli, ci offre una storia di formazione con protagonisti Matteo e Zoe.

Matteo è la voce narrante del romanzo, un ragazzo di diciott’anni alla ricerca della propria identità che vive la crisi dell’epoca e la sua incertezza ideologica lo pone davanti a una scelta definitiva. Intanto in Italia si scatenano eventi di grande impatto, dal ritrovamento del corpo dell’onorevole della Democrazia Cristiana Aldo Moro all’uccisione del giornalista e conduttore radiofonico Peppino Impastato. Un’atmosfera carica di situazioni che determinano nel giovane una quotidiana trincea emotiva.

L’incontro con Zoe avviene nel cuore della vicenda, durante le fasi concitate della protesta, i due ragazzi condivideranno con forza e vigore le ragioni della lotta studentesca che porteranno all’occupazione del liceo. Matteo rimane folgorato dalla figura carismatica di Zoe, in lei vede quel sentimento di ribellione e quel coraggio di fare valere le proprie idee.

Tra di loro nascerà un amore in balia di eventi che si susseguono che diventerà come una specie di scudo dal quale proteggersi; cercheranno di trovare la loro dimensione che risiede in quel piccolo microcosmo che si sono creati nel loro piccolo sacco a pelo, tra sigarette e la musica dei Pink Floyd che sarà la colonna sonora della loro storia rappresentando quel rifugio psichedelico attraverso sogni e speranze lontano dagli anni di piombo, dalle lotte armate, dai corridoi del liceo e dalle strade emiliane che si sporcano di sangue.

I ragazzi sono alla ricerca della tanto desiderata libertà, ma il prezzo da pagare sarà piuttosto alto e il conto a loro presentato arriverà sotto una crudele perdita dell’innocenza. L’occupazione seppur nata come un atto di protesta viene devastata da una realtà brutale. Cosa sarà dei sogni di Matteo e Zoe? Resteranno per sempre infranti?

Berselli ricorda il maggio del 78 non solo con la necessità di narrare i fatti accaduti, ma come qualcosa di intimo e personale, attraverso il suo romanzo di formazione trasforma gli eventi storici in emozioni e sentimenti di una generazione che ha nutrito idee e sogni e che si è trovata soffocata e oppressa da quel desiderio di rivoluzione che risiedeva nella speranza del cambiamento.

Il 78 non era determinato solo dai cosiddetti “anni di piombo, ma ha rappresentato un periodo storico in cui una generazione era alla ricerca della sua identità ed era disposta a confrontarsi attraverso un’ideale condividendo la bellezza e l’amore. Non mancheranno citazioni di film come Ecce Bombo, pellicola del regista romano Nanni Moretti che narra la disillusione di un gruppo di ventenni romani che affrontano la loro crisi esistenziale e politica e poi tanta musica ricordando artisti del passato e del presente.

Per omaggiare questa gemma letteraria dello scrittore emiliano, vi lascio con il link di un brano citato nel romanzo che diventerà un inno rock di fuga dal conformismo e dove incontreremo un’autostrada che rappresenterà una metafora per correre via lontano da qualcosa di opprimente alla ricerca di una vita migliore.

Ecco a voi Born to run di Bruce Springsteen

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