Ho scelto di leggere e recensire questo libro perché innanzitutto conosco la bravura dell’autore grazie ad altre letture, poi perché adoro il romanzo storico che si tinge di giallo grazie ad intrighi di cui la storia è piena e infine perché adoro Niccolò Machiavelli. L’ho adorato al Liceo studiando italiano e l’adorazione è proseguita all’Università con la materia Storia delle dottrine politiche. Un uomo capace e dalle buone idee che però vengono usate per scopi che esulano le sue teorie. In questa storia il lettore lo vede alle prese con un fantasmagorico Belfagor che invia lettere e uccide poveri inermi addossando la colpa a un altro grande della storia italiana che è Cesare Borgia o il Duca Valentino! Figlio del Papa Alessandro VI Borgia e dei suoi maneggi nonché fratello della famosa Lucrezia Borgia! Dopo la morte del Papa causato da un avvelenamento, il seggio papale era vacante e il Vaticano era impegnato a riunire il conclave dei cardinali che avrebbero eletto la nuova guida, ma si sa quanto è intricato quel percorso e quali sono gli animi di tutti i cardinali che vorrebbero essere eletti con le buone o con ricatti e quanto può risultare pericolosa Roma in quel periodo!
Proprio in una Roma dagli equilibri precari, perché sprovvista di una grande guida spirituale, Belfagor faceva sacrifici e uccideva persone innocenti. Niccolò inizia una corsa senza freni per capire chi sia quel folle che si firma come un demone efferato chiamato anche Priapo o Moloch o in altri modi a seconda dei seguaci. E proprio su Belfagor Machiavelli scrisse una novella dove inviava il demone sulla terra per cercare moglie e vedere se le donne influenzavano molti a peccare.
E giunge proprio ad hoc in questa storia, il lettore saprà ricollegare a tempo debito, naturalmente prima non si può svelare nulla altrimenti un lettore non potrebbe leggere con gusto questo libro. L’autore, saldo nella sua scrittura ormai collaudata, tiene incollato il lettore sulle pagine che vengono sfogliate freneticamente per rincorrere la figura di Belfagor e scoprire insieme al protagonista chi si cela dietro il demone.
Il simbolo del toro ricorre sempre anche perché la firma del demone riporta sopra la “o” due corna quindi è facilmente riconducibile alla famiglia Borgia che ha proprio il toro come simbolo, ma quando la strada è troppo facile sicuramente conduce fuori chi cerca di capire.
Tra fumi e incensi Niccolò cerca di diradare la nebbia mettendo in pericolo la sua vita anche se sua moglie aspetta un bambino che lui vorrebbe conoscere, come vorrebbe tornare nella sua Firenze.
Nel suo soggiorno a Roma incontra molti personaggi interessanti, costruiti in modo impeccabile tra intelligenza, arguzia, forza di alcuni e, al contrario, follia, ottusità e ignoranza di altri. Sembra davvero di percorrere le strade della Roma del ‘500 e di sentire la tensione che si poteva respirare in quel periodo.
Sacrifici, rituali, pazzia, voglia di potere, gruppi o logge antiche che tramandano testi pieni di sproloqui, siamo sicuri che sia solo una vecchia storia?
Un libro consigliato soprattutto se si amano le storie a sfondo storico contornate da trepidazione, da sfide, imbrogli e morti sospette!
Trama Un ristorante di lusso. Un uomo e una donna iniziano a parlare. E la prima volta che si incontrano. Ma il loro non
