L’inferno che è dentro di me
È la sera dell’Epifania a Valdenza. In piazza del Duomo famiglie con bambini attendono la discesa della Befana dal campanile, tra luci, risate e promesse di dolci. A pochi metri da lì, in un vicolo buio, una donna viene strangolata. Nella sua borsa, la polizia trova un foglio con una filastrocca e una sequenza di lettere e numeri che potrebbe essere un messaggio cifrato. Quando emergono altri corpi, uccisi con lo stesso rituale, il commissario Casabona capisce subito che non si tratta di un delitto isolato. L’indagine lo conduce verso un luogo che la città ha cercato di dimenticare: l’ex ospedale psichiatrico abbandonato sulle colline, dove decenni prima si sono consumati orrori che venivano fatti passare per cure. Sembra che qualcuno stia regolando conti antichi. Qualcuno che conosce la verità su ciò che è accaduto e dissemina indizi affinché quei segreti vengano finalmente portati alla luce. Mentre insegue l’assassino, Casabona dovrà fare i conti con il ritorno della malattia di Francesca, la donna da cui si è separato ma che non ha mai smesso di amare, e con l’arrivo di una giovane collega da Roma, i cui silenzi rivelano molto più delle sue parole. Cosa lega vittime che non si sono mai conosciute? Chi è il bambino che ha disegnato il proprio inferno sulle pareti di una cella? E soprattutto: quando la legge tace per troppo tempo, chi ha il diritto di farsi giustizia? Con L’inferno che è dentro di me torna in libreria uno dei commissari più amati dai lettori italiani. Una serie bestseller da 300.000 copie vendute.
Nessuno vive felice e contento per tanti anni, come nelle favole
mbaldi
Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

Devo confessarvi una coincidenza che mi ha fatto sorridere (e rabbrividire) mentre leggevo. La prima vittima, Giulia Baldi, porta il mio stesso cognome. Per un attimo ho fatto un salto sulla poltrona. Poi ho pensato che, forse, era un segno: questo libro dovevo proprio leggerlo.

Il commissario Tommaso Casabona è un uomo che si porta addosso il peso della sua vita. In questo nuovo romanzo di Antonio Fusco, lo ritroviamo alle prese con la solitudine del dopo-divorzio, in un appartamento ancora pieno di scatoloni e di ricordi. … ” Sorseggiando il caffè, si ritrovò a pensare a Francesca. A ciò che erano stati. Un amore travolgente, fatto di passione, promesse, progetti, conquiste e cadute.” … “Eppure, lentamente, tutto era svanito. Ora la ricordava così: un’immagine piatta, sbiadita, come una vecchia fotografia. Era sorprendente constatare quanto quel pensiero non lo turbasse quasi più. L’ estasi e il tormento di un tempo si erano dissolti. Nessun sussulto. Solo frammenti opachi, distanti, immobili.” … “Il vero mistero dell’amore non sta nel suo inizio, ma nella sua fine, pensò, senza sapere da dove gli fosse arrivata quell’idea.

E queste ultime parole, così intime e malinconiche, diventano il filo conduttore di tutta la storia.

Ma la vita non si ferma. Casabona deve tornare in Questura e si trova ad affrontare un caso che sembra subito anomalo. Una donna, Giulia Baldi, viene trovata morta in circostanze sospette, nella sua borsa c’è un messaggio cifrato che sembra uscito da un’altra epoca. Un indizio che potrebbe essere la firma di un assassino. Le indagini si rivelano subito difficili: la vittima è una persona qualunque, apparentemente senza nemici. Le pressioni dall’alto spingono per una soluzione rapida, e costringono Casabona, contro la sua volontà, ad arrestare il marito della vittima, colpevole ideale da dare in pasto al pubblico. Un secondo omicidio lo scagiona, confermando le sensazioni del commissario e obbligando il Questore e il pm ad una marcia indietro da gestire nel miglior modo possibile, per non “sfigurare“.

L’arrivo da Roma di una funzionaria specializzata in omicidi seriali dà una svolta alle indagini, ma non senza attriti. La caccia al killer si trasforma in un viaggio nel passato della città: un ex ospedale psichiatrico abbandonato da lungo tempo, un luogo dove un cantiere, trasformerà radicalmente ciò che è stato, quasi a cancellare definitivamente l’orrore che per decenni si è consumato fra quelle mura. E le definivano cure.

Qualcuno sta regolando conti antichi. Qualcuno che conosce la verità e dissemina indizi perché quei segreti vengano finalmente alla luce.

Il romanzo di Fusco è un giallo procedurale, ma è anche molto di più. È un’indagine sulla memoria e sul passato che torna sempre a bussare alla porta. La tensione è alta, l’atmosfera è resa con grande efficacia. Una grande riflessione che ci stimola la lettura è quella sul diritto di fare/farsi giustizia quando la legge ha fallito.

Ma il vero punto di forza, come sempre nei libri di Fusco, sono i personaggi. Casabona è un uomo ferito, che cerca di fare del suo meglio, nonostante tutto. La sua malinconia non è mai autoindulgente, e il suo rapporto con Francesca, che torna nella sua vita a causa di una malattia, è raccontato con una sensibilità che ho trovato commovente. Le parole usate, i pensieri raccontati, mi hanno davvero emozionata. E anche di questo sono molto grata all’autore.

Consiglio questo libro ai fan del commissario Casabona, ma anche a chi cerca, in un giallo, più di un semplice enigma da risolvere. Perché qui, come nella vita, la vera indagine è sempre quella sull’animo umano.

Libro letto in formato digitale – cortesia della casa editrice

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